Il simbolo del lusso sfarzoso di Dubai chiude i battenti, sorprendendo tutto il mondo, anche se per poco.
Ogni città ha i suoi simboli, punti di riferimento per i residenti e caratteristiche riconoscibili facilmente dai turisti, sembrando intramontabili. Si tratta quasi sempre di strutture legate all’identità cittadina, perciò pensando a Dubai una delle prime cose che viene in mente è lo splendido Burj Al Arab.
Simbolo del lusso sfarzoso di Dubai, il terzo hotel più alto dell’Emirato, con suite dominate da cristalli Swarovski, marmo statuario e foglie d’oro a 24 carati, chiude i battenti. Per la prima volta in assoluto dalla sua inaugurazione nel 1999, la magnifica vela di Dubai sospende le attività per ben 18 mesi a causa dei lavori di ristrutturazione. Una notizia inaspettata che apre degli interrogativi considerevoli sulla riapertura della struttura, in un momento in cui sempre più viaggiatori stanno scegliendo località lontane dalla crisi in Medio Oriente.
Il simbolo del lusso di Dubai chiude i battenti
Il Burj Al Arab è a mani basse uno degli edifici più iconici di tutto il mondo, la sua forma a vela è una protagonista dello skyline di Dubai, con un effetto scenografico impareggiabile sulla sua apposita isola artificiale. Non è soltanto un hotel di lusso, ma l’autentico simbolo dello sfarzo dell’Emirato, nonché del rilancio economico che ha messo in atto Dubai quasi trent’anni fa.
Il progetto è davvero sensazionale, riconosciuto in tutto il mondo per la complessità architettonica e ingegneristica, come pure per il mix unico tra alta tecnologia e sfarzo, un contrasto armonioso tra stile futuristico e tradizione araba. Finora nulla ha fermato il leader dell’ospitalità di lusso, neanche l’incidente con i detriti di un drone che qualche mese fa ha provocato un incendio all’esterno della struttura.
Adesso, però, è arrivato il momento di ristrutturare il grattacielo, per assicurare a ospiti e visitatori un livello sempre più eccellente. Il progetto di restauro è stato affidato all’architetto e designer d’interni Tristan Auer, che dovrà “esaltare il design interno con la stessa cura riservata a un’opera d’arte”, intervendo senza intaccare l’identità e le caratteristiche della struttura e degli interni. Per riuscire in questo lavoro, difficile ma sicuramente prestigioso, Auer ha a disposizione un anno e mezzo.
Già si attende la riapertura
La riapertura del Burj Al Arab è prevista entro la fine del 2027, una data che molti segneranno sul calendario e attenderanno con grande apprensione. Non è un appuntamento importante soltanto per le tantissime persone che alloggiano o visitano l’hotel di lusso, ma anche per i residenti e i viaggiatori in generale, attenti a tutti gli sviluppi di una struttura altamente simbolica. Il fatto che l’hotel chiuda per la prima volta in questo difficile contesto geopolitico, peraltro in una zona calda come Dubai, è per molti difficile da digerire.
Moltissimi turisti stanno già rifuggendo dall’alloggio a Dubai preferendo località europee lontane dai conflitti. A ben vedere ciò dovrebbe rendere perfetto il tempismo dei lavori di ristrutturazione, ma molti esperti di viaggi temono che tutto ciò, insieme ai costi sicuramente aumentati ulteriormente dopo i lavori, comprometta il successo del Burj Al Arab.
D’altra parte, appare più probabile che la riapertura diventi occasione di richieste di soggiorno molto numerose e ancora non sappiamo quali eventi ci sono in programma per quel periodo. Gli eventi mediatici sono infatti una parte importante del successo di questo hotel, insieme al servizio offerto dal personale, autentico cavallo di battaglia della struttura, che si differenzia rispetto ai concorrenti con un’impareggiabile attenzione agli ospiti.
Difficile pensare che questa reputazione verrà scalfita da lavori di ristrutturazione volti a migliorare ulteriormente la qualità del servizio, anche perché la situazione geopolitica dovrebbe essere molto più distesa quando il Burj Al Arab riaprirà le porte al pubblico.
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