Siccità, esteso lo stato di emergenza: “In Italia fino al 40% di acqua in meno”

Claudia Mustillo

15 Luglio 2022 - 12:38

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L’emergenza idrica in Italia non può attendere: stato di emergenza per la siccità esteso. Ecco cosa succede.

Siccità, esteso lo stato di emergenza: “In Italia fino al 40% di acqua in meno”

Non si arresta l’emergenza idrica in Italia. Dopo la deliberazione della dichiarazione dello stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2022, per Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto, per far fronte con mezzi e poteri straordinari, come quelli del commissario, alla situazione in atto, è arrivata anche «l’estensione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza, adottata con delibera del 4 luglio 2022, in relazione alla situazione di deficit idrico in atto, ai territori delle regioni ricadenti nel bacino del Distretto dell’Appennino centrale nonché, per le peculiari condizioni ed esigenze rilevate, al territorio della Regione Umbria».

Per far fronte ai primi interventi sono stati stanziati 2.800.000 euro, a carico del fondo per le emergenze nazionali.

Il ministro per le Politiche agricole Stefano Patuanelli ha fatto il punto della situazione sull’emergenza siccità nel corso dell’informativa urgente alla Camera. La mancanza di acqua sta mettendo, da diversi mesi, a dura prova diverse zone del territorio italiano, provocando gravi disagi per cittadini e aziende: «Sostenere, con ogni mezzo, cittadini e imprese, tutelando il nostro territorio, rappresenta il nostro obiettivo primario». Cosa succederà ora con la crisi di governo alle porte?

Risorse idriche sempre più ridotte, a rischio l’agricoltura

Prima della crisi del Governo Draghi, si stava lavorando «per inserire nel decreto legge a sostegno dei lavoratori e delle imprese che intendiamo adottare entro la fine del mese alcune disposizioni urgenti per affrontare l’emergenza idrica», ha detto il ministro per le Politiche agricole.

La situazione idrica italiana non può attendere. I dati diffusi da Ispra, pochi giorni fa, evidenziano come il valore annuo medio di risorsa idrica disponibile per l’ultimo trentennio 1991-2020 si è ridotto del 19% rispetto a quello relativo al trentennio 1921-1950. Ma «quel che preoccupa di più sono le proiezioni fornite da Ispra per il prossimo futuro.

“In Italia il 40% di acqua in meno”

Tenuto conto dei cambiamenti climatici in atto, infatti, si prevede, a livello nazionale, una riduzione della disponibilità di risorsa idrica, che va dal 10% al 40%. Particolarmente a rischio è il settore ortofrutticolo che non può fare a meno della risorsa idrica e che rischia di perdere quote importanti di produzione», ha spiegato Patuanelli durante l’informativa urgente sull’emergenza siccità.

L’emergenza idrica si aggiunge alla situazione già compromessa con l’inflazione a livelli record, l’aumento dei prezzi nei supermercati e adesso anche la crisi di governo che costerà almeno 40 miliardi.

La situazione idrica era già compromessa a partire da gennaio quando erano emersi i primi segnali di allarme per l’assenza di significative precipitazioni invernali nel nord-ovest dell’Italia. I dati ISAC (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima)/CNR hanno poi confermato, per il 2022, precipitazioni dimezzate rispetto alle medie del periodo, con un deficit del 47% a livello nazionale. Il valore ha raggiunto percentuali tra -50% e -60% nelle regioni del nord-ovest.

L’allarme di Coldiretti: clima sempre più tropicale in Italia

Un allarme lanciato anche da Coldiretti che spiega come per l’Italia è già a partire dal primo semestre «l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica, ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola. La tendenza al surriscaldamento è evidente nel nostro Paese, dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020».

Quello che è cambiato, spiega Coldiretti, è la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni tanto che la siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni per le quantità e la qualità dei raccolti.