Siccità, allarme nel Lazio: stretta per lo stato di calamità, conseguenze per le famiglie

Luna Luciano

20/06/2022

27/06/2022 - 11:42

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Anche nel Lazio è allarme siccità. Il presidente della Regione Zingaretti proclamerà lo stato di calamità naturale. Ecco quali saranno le conseguenze per le famiglie.

Siccità, allarme nel Lazio: stretta per lo stato di calamità, conseguenze per le famiglie

È allarme siccità anche nel Lazio e c’è il concreto rischio che si debba ricorrere al razionamento dell’acqua. Come ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nelle prossime ore sarà proclamato lo stato di calamità naturale.

È questo il risultato di un’estate torrida, che si preannuncia l’estate più calda di sempre, superando anche quella del 2003, quando un’ondata di calore anomalo investì in pieno l’Europa. Come hanno spiegato gli esperti, stando ai modelli matematici - stranamente tutti allineati - l’estate 2022 vedrà temperature record a partire dalla prossima settimana, in alcune zone della penisola si arriverà ai 40°C.

Sono questi gli effetti del riscaldamento globale, che porta con sé non solo l’aumento dell’intensità delle temperature, ma anche scarse precipitazioni e siccità, che sta colpendo diverse Regioni d’Italia. Lo stato di calamità naturale - come ha spiegato il presidente Zingaretti - è necessario per poter adottare le prime misure, invitando i sindaci alle “prime norme di contenimento”. Il rischio quindi è che si ricorra presto al razionamento dell’acqua.

Davanti a una simile situazione è quanto mai necessario capire quali saranno le prime conseguenze per le famiglie. Ecco tutto quello che c’è da sapere per poter cercare di affrontare nel migliore dei modi l’emergenza idrica.

Siccità, allarme nel Lazio: le conseguenze per le famiglie

Le scarse precipitazioni nei mesi scorsi e la siccità stanno mettendo in ginocchio non solo alcune Regioni del Nord, ma anche il Lazio. Nelle ore precedenti è stato lo stesso presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ad annunciare l’emergenza idrica e la necessità di proclamare lo stato di calamità naturale.

Una scelta obbligata per poter attuare immediatamente le prime misure e invitare i sindaci dei Comuni laziali ad adottare le prime norme di contenimento. Come ha poi spiegato il presidente della Regione, lo stato di calamità naturale è solo il primo step, mentre si monitorerà la situazione con le Prefetture Acea e con gli altri attori interessati. Non si esclude quindi la possibilità che si possano mettere in atto ulteriori strette al consumo dell’acqua.

Le parole di Zingaretti sono quanto mai chiare: l’intera Regione deve prepararsi a una situazione critica. La prima strategia da mettere in atto sarà proprio il risparmio idrico di tutte le attività commerciali e delle famiglie, che dovranno limitare i propri consumi. Accanto alla stretta sul consumo dell’acqua, Zingaretti ha voluto comunque rassicurare le famiglie: saranno previste e attuate anche forme di approvvigionamento vicino alle amministrazioni comunali.

Siccità, allarme nel Lazio: il rischio è il razionamento

Sei mesi di scarsa pioggia, lo scioglimento delle nevi sulle Alpi (la nostra riserva idrica naturale durante l’estate) non sono altro che segni manifesti di un riscaldamento globale, contro il quale le istituzioni internazionali hanno adottato misure deboli. Molte regioni d’Italia sono costrette a fare i conti con la siccità e l’emergenza idrica, il livello del fiume Po non era così basso da 70 anni, mettendo a rischio metà del raccolto agricolo e non solo.

Per quanto riguarda la regione Lazio, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Autorità di Bacino, è sempre più alta la probabilità che nella regione venga applicato il razionamento dell’acqua già nei prossimi giorni. Stando a quanto si apprende si potrebbe partire da un’iniziale diminuzione della potenza dell’acqua, di cui risentirebbero soprattutto le zone a bassa pressione, come gli appartamenti ai piani più alti. Ma non solo: a risentirne maggiormente sarebbe l’agricoltura.

Infatti, come spiegato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) è a rischio il 50% circa dell’intera produzione agricola nel Nord; gli agricoltori dovranno far fronte al problema dell’irrigazioni, ormai presente anche nel Centro Italia, come il Lazio. Non solo. A causa della siccità e dell’aumento della temperatura dell’acqua (a volte superiore anche di 5°C), sono a rischio anche le coltivazioni dei prodotti ittici, come vongole, cozze e ostriche.

Come ha poi spiegato Zingaretti l’emergenza climatica non è un problema del futuro ma un “problema del presente” e ha sottolineato: “Per ora mi permetto di dire a tutti: fare i conti con l’emergenza climatica vuol dire risparmiare acqua”.

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