Settore Auto 2020: le stime aggiornate degli analisti

Dopo i nuovi dati Acea sull’andamento delle immatricolazioni di auto, gli analisti hanno diffuso le stime aggiornate per il comparto. Indicazioni particolarmente negative per l’Europa.

Settore Auto 2020: le stime aggiornate degli analisti

Nel mese di febbraio, le immatricolazioni di auto nell’Unione europea hanno fatto segnare un -7,4% a 957.052 unità. A dirlo è l’Acea, l’Associazione che raggruppa i produttori di auto europei.

“Il calo –riporta il comunicato dell’Acea- è il risultato di un mix di fattori, tra cui il cambiamento del regime di tassazione in diversi Paesi europei (che ha fatto anticipare le vendite a dicembre 2019), l’indebolimento delle condizioni economiche e l’incertezza tra i consumatori.

La contrazione maggiore delle vendite è stata registrata in Germania (-10,8%), seguita da Italia (-8,8%), Spagna (-6%) e Francia.

Nei primi due mesi dell’anno, le immatricolazioni di auto nuove nell’Unione europea segnano un calo del 7,4% rispetto a 12 mesi prima. Anche in questo caso la performance peggiore è stata messa a segno dalla Germania (-9%), -7,8% per il dato francese, -7,3% per il nostro Paese e -6,8% della Spagna.

Immatricolazioni auto in Europa: -7% per FCA

Il gruppo Fiat Chrysler, che comprende i marchi Fiat, Lancia/Chrysler, Jeep, Alfa Romeo, Dodge e Maserati, a febbraio ha segnato una riduzione delle immatricolazioni del 7% a 100.261 unità.

Il gruppo Volkswagen (che, tra gli altri, comprende Volkswagen, Skoda, Audi, Seat, Porsche) ha visto le immatricolazioni scendere del 5,3%, PSA Group (Peugeot, Citroen, Opel/Vauxhall) ha registrato un -8,9% e Renault un -14,3%.

Mercato auto: le stime sul 2020

Secondo le stime elaborate da Scope Ratings, la contrazione del mercato europeo nel 2020 doppierà quello che sarà registrato in Stati Uniti e Cina.

Per quanto riguarda il Vecchio continente, Scope Ratings per il 2020 si attende un crollo del mercato di 19 punti percentuali mentre a livello globale la stima è di un -9%. Il dato globale è in linea con il -10% stimato per il mercato cinese e con il -8,5% che dovrebbe essere registrato negli Stati Uniti.

La causa del tonfo è ovviamente legata al dilagare del Covid-19, che finirà per rallentare le catene produttive, portare ad interruzioni nella produzione e alla soppressione della domanda.

Mercato auto: -3 milioni di auto nel 2020

“Il nostro outlook creditizio per l’industria dell’auto è confermato ‘negativo’ e un rallentamento più drastico in termini di volumi atteso per il 2020 non fa che confermare la view che già avevamo”, ha detto Werner Stäblein, analista di Scope Ratings.

La contrazione del mercato nel 2020 è anche legata alla forte domanda registrata nel 2019, quando è stato registrato il sesto incremento annuo consecutivo che ha portato le immatricolazioni ai livelli pre-crisi del 2007.

Al momento, rileva Scope, i provvedimenti per il contenimento dell’epidemia adottati praticamente in tutti i Paesi europei stanno avendo un impatto devastante sull’industria europea, stretta nella morsa di una riduzione della componentistica disponibile e del collasso della domanda.

In termini assoluti, Scope Ratings stima un calo del mercato dell’auto europeo di 3 milioni di unità nel 2020. “Gran parte del declino è legato alla Germania, dove al momento ci sono poche probabilità di incentivi speciali nel 2020” mentre “i cali nazionali maggiori sono stimati in Italia e Spagna”.

Per quanto riguarda la Cina, dopo un -30-35% stimato per il primo trimestre 2020, nella restante parte dell’anno il mercato è atteso in ripresa. La risalita del mercato “avverrà in funzione degli incentivi che Pechino metterà in campo per far ripartire la domanda”.

Negli Stati Uniti, rileva Stäblein, una riduzione della fiducia dei consumatori e una riduzione delle spese discrezionali porteranno un calo maggiore delle stime.

Mercato auto Usa: accordo per ridurre produzione

Le “Big Three” di Detroit (General Motors, Ford e Chrysler) e il sindacato United Auto Workers (UAW) ieri hanno raggiunto un accordo per far fronte all’emergenza Coronavirus.

L’intesa prevede la riduzione della produzione nelle fabbriche e misure per limitare il numero di lavoratori presenti contemporaneamente negli impianti.

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