La settimana che verrà in 5 temi. Una tempesta trascinerà i mercati?

Violetta Silvestri

08/09/2023

Sono almeno 5 i temi cruciali della prossima settimana, che possono trascinare i mercati in una tempesta di instabilità. Tra Bce, inflazione Usa, Cina e prezzi di gas e petrolio, cosa può accadere?

La settimana che verrà in 5 temi. Una tempesta trascinerà i mercati?

Attenzione alla prossima settimana: 5 eventi saranno cruciali per i mercati, con il rischio di una tempesta di instabilità finanziaria in arrivo.

Saranno giorni intensi per gli investitori, con la Banca centrale europea che terrà una riunione cruciale sull’opportunità o meno di aumentare nuovamente i tassi mentre l’economia vacilla e gli Stati Uniti che pubblicano gli ultimi dati sull’inflazione.

La Cina continua inoltre a destare attenzione, anche dopo la scelta del presidente Xi Jinping di non partecipare al G20 in India.

Infine, riflettori accesi sulle materie prime, con i prezzi di petrolio e il gas in corsa ad allarmare le previsioni sull’inflazione.

1. Bce alle strette: nuovo aumento o pausa?

Il 14 settembre si riunisce la Bce. Il momento è davvero complesso per l’Eurozona, alle prese con un’inflazione vischiosa e, soprattutto, un rallentamento della ripresa.

Con la Germania a trascinare in basso la crescita della regione, recessione e stagflazione sono ormai le previsioni più certe degli analisti quando si parla della zona euro.

Una volta gli aumenti dei tassi della Bce erano una cosa fatta per i trader, ma un anno e 425 pb di incrementi dopo, i dubbi sul da farsi dominano la scena a Francoforte.

L’inflazione è scesa a poco più del 5% dal quasi 12% dello scorso ottobre, ma è ancora troppo vischiosa perché la Bce possa rilassarsi. Tuttavia, l’attività economica sta rallentando rapidamente, segnalando una stagnazione per la zona euro e gli aumenti dei tassi a ritmo record stanno mettendo sotto pressione le condizioni finanziarie.

L’enigma ha portato i trader a scommettere su una probabilità del 40% circa di un rialzo e del 60% di una pausa quando Lagarde e gli altri si incontreranno giovedì. I politici stanno inviando segnali contrastanti. Le colombe invitano alla prudenza; i falchi più aggressivi affermano che la pausa non è ancora da considerare plausibile.

La discussione alla Bce sarà calda. Anche i mercati reagiranno con volatilità, secondo gli esperti.

2. Test inflazione per gli Usa

Gli Usa viaggiano su strade più ottimiste quando si parla di ripresa, anche se la prudenza resta d’obbligo, in attesa della Fed il 20 settembre.

Intanto, la prossima settimana ci sarà il test inflazione per la potenza americana. Un dato molto superiore all’aumento dello 0,5% su base mensile previsto dagli economisti potrebbe ravvivare i timori sull’inflazione, mentre un forte calo susciterebbe probabilmente preoccupazioni sul fatto che la crescita stia rallentando troppo rapidamente dopo gli aumenti dei tassi della Fed.

Goldman Sachs ha abbassato la probabilità di una recessione negli Stati Uniti nel prossimo anno dal 20% al 15%. Per ora un cauto ottimismo sembra prevalere sul destino della maggiore potenza economica mondiale.

3. Petrolio: fin dove arriverà la corsa?

Il greggio Brent ha superato i 90 dollari al barile per la prima volta da novembre 2022, mentre l’Arabia Saudita e la Russia sembrano destinate a estendere i tagli volontari del petrolio fino alla fine dell’anno.

Entrambi rivedranno mensilmente le loro decisioni per prendere in considerazione diminuzioni più profonde o un aumento della produzione, a seconda delle condizioni di mercato.

Per i politici che contano su una rapida diminuzione delle pressioni sui prezzi, la ripresa della corsa del petrolio rappresenta un problema per le prospettive di inflazione. Alla fine di giugno, l’oro nero era sceso di circa il 17% su base annua, ora è in rialzo di circa il 4% e in aumento.

Gli analisti avvertono che ulteriori aumenti dei prezzi potrebbero in realtà incontrare dei limiti con la domanda che probabilmente diminuirà quando le raffinerie statunitensi entreranno nel periodo di mantenimento di settembre-ottobre e con un’offerta potenzialmente più elevata da Iran, Venezuela e Libia.

Tuttavia, alcuni osservatori non disegnano quotazioni oltre i 100 dollari al barile entro la fine dell’anno. Sarebbe un colpo alla lotta all’inflazione. Per questo, il petrolio sarà osservato speciale la prossima settimana.

4. La crisi del gas sta tornando

I lavoratori degli impianti di gas naturale liquefatto gestiti dalla Chevron Corp. in Australia hanno iniziato uno sciopero sindacale l’8 settembre, dopo che i colloqui non sono riusciti a risolvere una disputa di lunga data su retribuzioni e condizioni.

Gli scioperi sono iniziati alle 13:00, ora di Perth, negli impianti Gorgon e Wheatstone e nella piattaforma offshore di Wheatstone nell’Australia occidentale, che insieme hanno fornito lo scorso anno circa il 7% del Gnl mondiale. I lavoratori intendono impegnarsi in circa 20 tipi di azioni, tra cui interruzioni e divieti di svolgere determinati compiti, ha affermato in una nota l’Offshore Alliance, un gruppo di importanti sindacati.

Con queste premesse, anche la prossima settimana si preannuncia calda per il prezzo del gas, con l’Europa che trema alla sola ipotesi di un balzo dei costi.

I rischi derivanti dal clima gelido, dagli scioperi e dall’appetito della Cina per il carburante minacciano comunque di sconvolgere il delicato equilibrio del mercato, secondo dirigenti e analisti alla conferenza Gastech di Singapore questa settimana. Non ci vorrà molto per creare un’altra stretta sull’offerta quest’inverno, avvertono, sottolineando che la crisi energetica è destinata a continuare per anni.

5. Cina sotto osservazione

C’è molta pressione sulla Cina, affinché il Governo intensifichi gli interventi di stimolo.

Giovedì i titoli azionari cinesi hanno registrato la peggiore sessione delle ultime settimane dopo dati commerciali deludenti. Le difficoltà economiche hanno indebolito la valuta, languendo sul lato più debole della linea chiave del 7,3 per dollaro nel trading offshore e resistendo agli sforzi della banca centrale per sostenerla attraverso fissaggi ufficiali di punto medio più forti del consenso.

Ogni lettura macroeconomica è quindi cruciale. I dati sui prezzi al consumo e di fabbrica verranno pubblicati questo fine settimana, mentre la produzione industriale e le vendite al dettaglio usciranno il 15.

Un’altra preoccupazione è l’escalation delle tensioni con gli Stati Uniti. Washington sta discutendo di interrompere l’accesso alla tecnologia dei chip a Huawei e SMIC. Secondo quanto riferito, Pechino ha vietato l’uso ufficiale degli iPhone.

Infine, da ricordare, che il presidente cinese Xi Jinping non sarà al vertice del G20 di questo fine settimana in India: un altro preoccupante segnale di distanza tra Cina e Occidente.