Scadenza secondo acconto Irpef 2020: chi paga e chi beneficia della proroga

Saldo e secondo acconto Irpef 2020, la scadenza del 30 novembre è alle porte: vediamo chi paga, come si calcola l’importo di quanto dovuto, e chi invece beneficia della proroga.

Scadenza secondo acconto Irpef 2020: chi paga e chi beneficia della proroga

Secondo acconto Irpef, la scadenza del 30 novembre 2020 si avvicina, ma quest’anno gli appuntamenti col Fisco sono caratterizzati da proroghe e rinvii.

Il Governo infatti, per andare incontro ai contribuenti in questi mesi di crisi economica dovuta alla pandemia e alla necessità di chiudere molte attività economiche, ha stabilito in vari decreti una serie di proroghe.

Per capire quindi chi è chiamato alle casse entro il 30 novembre e chi invece beneficia della proroga della scadenza dobbiamo fare riferimento a quanto contenuto nel decreto Agosto e nel decreto Ristori bis: facciamo il punto della situazione e come si calcola l’imposta dovuta.

Scadenza secondo acconto Irpef 2020: chi paga il 30 novembre

Il 30 novembre 2020 cade la scadenza per il versamento delle imposte sui redditi: le partite IVA sono quindi chiamate a pagare Irpef, Ires, Irap e le imposte collegate.

Si tratta del versamento del saldo o della seconda rata che risulta dal modello Redditi PF.

L’acconto Irpef, pagato entro il 30 giugno, è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro. L’acconto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno e deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro;
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro; la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda, quindi il restante 60%, entro il 30 novembre.

Mentre il saldo e la prima rata di acconto possono essere versati in rate mensili, l’acconto di novembre deve essere pagato in unica soluzione.

Ricordiamo che in ogni caso, il versamento rateale deve essere completato entro la scadenza del 30 novembre.

Il pagamento del secondo acconto Irpef 2020 va effettuato col modello F24, da compilare con il seguente codici tributo:

  • 4034: Irpef – Acconto seconda rata o unica soluzione.

Scadenza secondo acconto Irpef 2020: calcolo col metodo previsionale

Grazie alla norma introdotta dal decreto Liquidità è possibile effettuare il calcolo dell’acconto delle imposte sui redditi usufruendo del metodo previsionale e non di quello storico.

Il metodo previsionale agevola di più il contribuente, perché basterà versare almeno l’80% dell’acconto per non incorrere in sanzioni. Solo uno scostamento superiore al 20% a quanto effettivamente dovuto comporterà l’applicabilità di sanzioni ed interessi.

Il metodo previsionale si può applicare per calcolare l’acconto delle imposte sui redditi (Ires, Irpef) e anche della cedolare secca.

Secondo acconto Irpef 2020: chi beneficia della proroga?

I provvedimenti che si sono occupati della proroga delle scadenze fiscali sono due: il decreto Agosto e il decreto Ristori bis.

Per quanto riguarda il decreto Agosto, non paga il secondo acconto Irpef (ma anche Ires e Irap) chi ha già beneficiato della proroga al 20 luglio (poi al 30 ottobre, con maggiorazione dello 0,8%) del saldo e del primo acconto:

  • soggetti ISA e partite IVA in regime forfettario;
  • il requisito del calo del fatturato di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo di tempo del 2019.

Il decreto Ristori bis ha poi aperto un ulteriore binario per la proroga della scadenza delle imposte sui redditi: per i titolari di partita IVA che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli Isa, che operano nelle zone rosse e che esercitano attività rientranti nei due elenchi dei codici ATECO (allegati 1 e 2 del decreto Ristori bis n. 149/2020), il rinvio dal 30 novembre 2020 al 31 aprile 2021 si applica a prescindere dal calo di fatturato registrato.

Non è richiesta la diminuzione di fatturato o corrispettivi pari al 33% nel primo semestre 2020 rispetto al 2019 anche per i ristoranti, ma solo nelle zone arancioni.

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