Se sposto la residenza devo cambiare il medico di base?

Ilena D’Errico

25 Dicembre 2025 - 01:04

Scopriamo come influisce lo spostamento della residenza sulla scelta del medico di base. Quando è obbligatorio cambiarlo, quando invece è possibile mantenere lo stesso medico di famiglia e come fare.

Se sposto la residenza devo cambiare il medico di base?

Chi si trasferisce deve spostare la residenza, fondamentale per fruire di servizi pubblici fondamentali, compresa l’assistenza sanitaria. La scelta del medico di base, come peraltro del pediatra di libera scelta, avviene infatti a seconda della competenza territoriale. I Comuni e più nello specifico i distretti dell’Azienda sanitaria locale offrono a tal proposito una divisione della copertura relativa all’assistenza medica, per pediatri e medici di famiglia.

Di conseguenza, quando si sposta la residenza avviene normalmente anche un cambio del medico, utile anche per una questione pratica. Si cerca di solito di avere un ambulatorio abbastanza vicino a casa, accettando questo cambiamento come parte del trasferimento. Per molte persone, tuttavia, cambiare medico di base comporta grossi disagi. Non perché la competenza territoriale influisca in qualche modo sulle competenze dei professionisti, ma piuttosto per il rapporto di conoscenza e fiducia che si crea con il proprio medico. Bisogna quindi sapere che non sempre è obbligatorio cambiare medico quando si sposta la residenza, anzi in alcuni casi è possibile tenere lo stesso medico di base. Ecco quando e come fare.

Se sposto la residenza devo cambiare medico di base?

Come anticipato, la scelta del medico di base deve di norma avvenire su base territoriale. Si tratta di un presupposto importante per garantire l’assistenza sanitaria in maniera efficace, rispettando appunto la suddivisione territoriale e la gestione delle Aziende sanitarie locali. Allo stesso tempo, la legge tiene conto del particolare rapporto che lega medico e paziente, ben diverso da quello che intercorre tra clienti e professionisti di altri campi.

È del tutto comprensibile riporre particolare fiducia nel medico che ha seguito a lungo la propria situazione di salute, magari anche in momenti delicati. Nella maggior parte dei casi, il medico di base è proprio il dottore con cui ogni cittadino si interfaccia per più tempo. Molto spesso, inoltre, ci sono anche ragioni di ordine pratico che spingono a voler mantenere lo stesso medico di base. In queste situazioni particolari, il cittadino può chiedere di rimanere presso il medesimo medico di famiglia nonostante lo spostamento della residenza.

Di regola, se lo spostamento della residenza cambia la competenza dell’Asl, o a maggior ragione il Comune o la Regione, è necessario cambiare la scelta del medico di base. La legge ammette però la scelta in deroga, per l’appunto di un medico di famiglia che non opera nell’ambito territoriale della nuova residenza. Ciò è possibile soltanto a determinate condizioni, previa domanda all’Asl.

Quando si può tenere lo stesso medico di famiglia

Lo spostamento di residenza potrebbe non comportare variazioni rispetto al medico di famiglia. Occorre quindi consultare gli elenchi forniti dagli appositi uffici delle Asl di competenza, di norma fruibili anche attraverso i servizi sanitari online, per verificare la competenza dei medici di famiglia. Nel caso in cui il proprio medico non rientri più nell’elenco, magari anzi sotto un’Asl differente (ma non necessariamente), si dovrebbe modificare la scelta.

Altrimenti, sarà necessario chiedere la possibilità di effettuare una scelta in deroga (non ammessa quando la residenza viene spostata in una Regione diversa). Ciò sarà possibile nelle seguenti circostanze:

  • la volontà di preservare la continuità sanitaria, in virtù del particolare legame fiduciario instaurato con il medico di base;
  • una o più persone conviventi hanno lo stesso medico di famiglia;
  • il medico di famiglia opera in un’area vicina a quella frequentata, ad esempio per lavoro, dal paziente;
  • il paziente ha cominciato una terapia per una patologia cronica o per l’invalidità civile e vuole che sia proseguita dallo stesso medico;
  • il paziente pianifica di tornare nella precedente residenza, essendo comunque comodo per la vicinanza del luogo di studio/lavoro rispetto allo studio medico.

Bisogna quindi recarsi presso lo sportello dedicato alla scelta del medico - secondo l’Asl competente in base alla residenza - presentando la domanda di scelta in deroga, sempre entro i limiti regionali. Sarà necessario indicare i propri dati, il nominativo del medico, la nuova residenza e il motivo della richiesta. Tanto più lo studio medico è lontano, tanto più sarà difficile effettuare la scelta, tenendo conto che ogni Regione fissa una percentuale massima di scelte in deroga per i pazienti dei medici di famiglia.

Sarà infatti necessario il parere del Comitato aziendale dell’Asl, che nel frattempo confermerà la scelta del medico solo in via provvisoria. Quando si tratta di un distretto sanitario limitrofo, invece, la procedura è molto più rapida. In ogni caso, con il cambiamento di Asl il paziente perde il diritto alle visite domiciliari.

In caso di mancato accoglimento della domanda, la scelta viene revocata con decorrenza dalla notifica della comunicazione al paziente, che dovrà scegliere un altro medico di famiglia.

La scelta del medico di base e il domicilio (sanitario)

Ricapitolando, è obbligatorio cambiare medico di base quando si sposta la residenza in una diversa Asl. Se però si rimane nella stessa Regione è possibile chiedere la scelta in deroga e mantenere lo stesso medico di famiglia, purché ne ricorrano i requisiti. Il cambiamento del domicilio non influisce sulla scelta del medico di base e del pediatra, servizi che sono legati appunto alla residenza.

Bisogna però considerare che le Regioni permettono ai cittadini non residenti di eleggere il domicilio sanitario per usufruire dell’assistenza sanitaria temporanea, quando vi sono ragioni di studio, lavoro o salute che comportano la permanenza nella Regione. Per questa pratica bisogna rivolgersi presso l’Ufficio scelta dell’Asl, con il certificato di cancellazione del medico di base dell’Asl di residenza e i documenti che comprovano la ragione della necessità, secondo le condizioni della Regione di riferimento.

Oltretutto, è quasi sempre prevista la possibilità di ricevere l’assistenza di medici e pediatri fuori Regione pagando la visita, tenendo conto della possibilità di rimborso da parte dell’Asl di residenza per alcuni soggetti (bambini piccoli, anziani e invalidi). A tal proposito bisogna verificare le disposizioni specifiche regionali, al fine di usufruire dell’assistenza sanitaria temporanea che è rinnovabile e slegata dalla residenza.

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