ETF: attenzione alla tassazione nascosta sui dividendi USA. Domiciliazione e replica possono ridurre l’impatto fiscale e migliorare i rendimenti.
Nella scelta di un buon ETF, dopo aver individuato l’indice da replicare, l’investitore tende spesso a concentrarsi su una seconda variabile chiave: il TER, ovvero il costo annuo dello strumento. In linea generale, un TER più basso è associato a una maggiore efficienza e, quindi, rappresenta un primo filtro utile nella selezione.
Tuttavia, fermarsi a questo parametro può essere fuorviante: pochi basis point di differenza nei costi possono infatti nascondere inefficienze fiscali ben più rilevanti, capaci di incidere in modo significativo sul rendimento complessivo.
Un esempio emblematico riguarda gli investimenti in indici statunitensi o globali, come l’S&P 500 o l’MSCI World. In questi casi esiste un aspetto sottovalutato, ossia che sulla componente di titoli USA si può subire una tassazione alla fonte sui dividendi che arriva fino al 30%, anche quando si investe tramite ETF ad accumulazione. [...]
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