Se hai questa abitudine prima di dormire probabilmente hai un QI estremamente alto

Andrea Fabbri

9 Febbraio 2026 - 19:33

La scienza ha rivelato che chi ha una particolare abitudine serale ha un quoziente intellettivo più alto della norma. Scopriamo se apparteniamo alla categoria

Se hai questa abitudine prima di dormire probabilmente hai un QI estremamente alto

Dopo un’intensa e faticosa giornata di lavoro molte persone tendono a “spegnere” il cervello e a godersi il meritato riposto. Ma non è così per tutti. Per alcuni individui, le tranquille ore serali rappresentano l’inizio di un’attività mentale incessante.

Gli scienziati studiano da anni questo particolare processo e sono recentemente giunti a una scoperta interessante: chi mette in moto il cervello nelle ore che sarebbero tradizionalmente dedicate al riposo potrebbe avere un QI estremamente più alto della media.

Vediamo perché.

Le persone più intelligenti ragionano nelle ore serali

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista francese Medecine du Sommeil, specializzata nel campo della medicina del sonno, ha scoperto una correlazione tra gli individui con più alto potenziale cognitivo e la durata della fase REM, ovvero quel particolare momento in cui la mente processa le informazioni, elabora i ricordi e da vita a sogni estremamente vividi.

Secondo la celebre psicologa Arielle Adda le persone con un QI più alto della media hanno una forte inclinazione al ragionamento nelle ore serali e nei momenti che precedono il sonno. Ragionamenti che sono spesso incentrati sull’analisi dei fatti successi durante la giornata e sulla programmazione delle attività da svolgere nei giorni successivi.

I risultati della ricerca

Lo studio si è incentrato sulle abitudini veglia-sonno dei minori e ha svelato che i ragazzi con più potenziale cognitivo hanno cicli di sonno più frequenti e di durata più bassa della media. Questo conferma che il loro cervello lavori a “maggior velocità” e, soprattutto, che non si fermi neanche nelle ore della notte.

Una particolarità che, in età adulta, si traduce in una miscela di inventiva, stanchezza e visioni oniriche estremamente elaborate.

La conclusione è che ci sia una relazione diretta tra il QI e la durata della fase REM. Più questo è alto e più a lungo il cervello rimane attivo durante le ore di sonno più profondo.

Purtroppo, però, si tratta di un’abitudine che ha anche un lato meno felice. Se da un lato gli individui che ragionano durante le ore serali e notturne hanno maggiori abilità analitiche, più creatività e più capacità intuitive, dall’altro hanno maggiori difficoltà a interrompere il flusso dei pensieri e a raggiungere lo stato di rilassamento necessario a godersi un riposo davvero soddisfacente.

Come affrontare il problema del “cervello senza riposo”

Per chi rientra nella categoria delle persone che non riescono quasi mai a rilassare la mente e subisce il contraccolpo sotto forma di stanchezza fisica e mentale, esistono alcune buone abitudini da mettere in pratica per alleviare il problema.

Gli esperti consigliano di leggere prima di addormentarsi o, in alternativa, di impegnarsi in qualche esercizio di respirazione controllata o di stretching leggero.

L’obiettivo non è quello di smettere di pensare ma bensì quello di rendere il flusso di pensieri più gestibile e meno pressante interrompendolo con attività rilassanti e appaganti.

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