Se avessi investito 10.000€ in Bitcoin, oro e azioni 1 anno fa, ecco quanti soldi avresti oggi

Claudia Cervi

10 Febbraio 2026 - 07:51

Ecco quanto varrebbero oggi 10.000€ investiti in Bitcoin, oro e azioni a febbraio 2025. Tutti i numeri a confronto e cosa insegna questa simulazione.

Se avessi investito 10.000€ in Bitcoin, oro e azioni 1 anno fa, ecco quanti soldi avresti oggi

Un anno fa sembrava tutto già scritto. I tassi stavano iniziando a scendere, l’intelligenza artificiale spingeva Wall Street verso nuovi massimi e Bitcoin correva come se nulla potesse fermarlo. A febbraio 2025 molti investitori erano convinti di trovarsi davanti all’inizio di una nuova età dell’oro per i mercati finanziari. Oggi, al 9 febbraio 2026, la fotografia è molto diversa. I tassi sono stabili dopo la lunga fase di tagli, l’economia americana continua a sorprendere per solidità e, in modo quasi controintuitivo, l’asset che ha fatto meglio di tutti non è stato né la Borsa né Bitcoin, ma l’oro, tornato protagonista come non accadeva da anni.

Ed è proprio qui che nasce la domanda che ogni risparmiatore prima o poi si pone. Dove sarebbe stato davvero meglio investire un anno fa? Avrebbe avuto senso puntare tutto sulle criptovalute nel pieno dell’entusiasmo? Sarebbe stato più saggio rifugiarsi nel metallo giallo? O, ancora, restare fedeli alle azioni globali, ignorando il rumore di fondo? La risposta sorprende perché va contro molte certezze diffuse tra i piccoli investitori.

Per capirlo abbiamo fatto una simulazione semplice e concreta. Tre investimenti identici da 10.000 euro ciascuno, effettuati a inizio febbraio 2025 tramite ETF, lo strumento oggi più utilizzato da chi investe in modo consapevole e a costi contenuti. Non è un esercizio fatto col senno di poi, ma un test che racconta molto di come i mercati si muovono davvero e di quanto spesso le scelte più popolari non siano quelle più redditizie.

Bitcoin, oro o azioni: quanto varrebbero oggi 10.000€ investiti a febbraio 2025

È la simulazione che tutti vorrebbero poter fare prima di investire. Mettere i numeri sul tavolo e vedere cosa sarebbe successo davvero. Con una premessa fondamentale. Si tratta di un esercizio a posteriori che non offre alcuna garanzia per il futuro e non pretende di indicare l’asset vincente dei prossimi anni. I mercati cambiano, i cicli si ribaltano e ciò che ha funzionato ieri potrebbe non funzionare domani.

E allora perché guardare questi numeri? Perché raccontano qualcosa di molto più utile delle previsioni. Mostrano quanto sia difficile individuare in anticipo il vincitore di breve periodo, quanto le narrazioni dominanti possano rivelarsi fuorvianti e quanto la diversificazione resti l’unico vero strumento a disposizione dei risparmiatori per attraversare fasi di mercato completamente diverse tra loro. In altre parole, non è una guida per indovinare il prossimo trend, ma una lezione concreta su come ragionano davvero i mercati.

Partiamo dal Bitcoin attraverso ETF, oggi il modo più semplice e diffuso per esporsi alla criptovaluta senza comprarla direttamente. A febbraio 2025 il clima era euforico. Il rally post-halving aveva attirato capitali istituzionali e il prezzo di Bitcoin aveva raggiunto e superato i 100.000 dollari. E in effetti poi sono arrivati nuovi massimi, con prezzi oltre i 120.000 dollari. Ma chi è entrato in quel momento ha vissuto anche l’altra faccia del mercato crypto. Il 2025 è stato un anno di volatilità estrema e la successiva correzione ha cancellato gran parte dei guadagni. Risultato finale: i 10.000 euro investiti allora oggi varrebbero circa 9.300 euro, pari a un rendimento di circa -7%. Non un crollo, ma neppure il boom che molti immaginavano.

Scenario completamente diverso per l’oro tramite ETF fisico. Il 2025 è stato l’anno del ritorno del metallo giallo. Tagli dei tassi, tensioni geopolitiche e acquisti record delle banche centrali hanno spinto i prezzi verso nuovi massimi storici. In dodici mesi il rialzo è stato vicino al +44%. Tradotto in portafoglio significa che i 10.000 euro investiti a febbraio 2025 oggi sarebbero diventati circa 14.400 euro.

Le azioni globali, infine, restano nel mezzo. L’ETF MSCI World ha beneficiato della resilienza dell’economia USA e del traino dell’intelligenza artificiale, chiudendo l’anno con un rendimento vicino al +18%. Chi avesse investito 10.000 euro oggi si troverebbe con circa 11.800 euro. L’ETF sul mercato italiano (iShares FTSE MIB UCITS) avrebbe fatto meglio, grazie al forte contributo del comparto bancario favorito dai tassi ancora elevati per buona parte del 2025 e da utili record. Il rendimento di periodo si colloca intorno al +29%, portando i 10.000 euro iniziali a circa 12.900 euro.

Portafoglio diversificato 70% azioni, 20% oro e 10% Bitcoin: quanto avresti guadagnato davvero

La vera domanda, però, non è quale asset abbia vinto nel 2025. La domanda giusta è un’altra, molto più vicina alla realtà dei risparmiatori. Cosa sarebbe successo con un portafoglio credibile e diversificato, quello che molti consulenti suggeriscono a chi investe con orizzonte di lungo periodo e non vuole scommettere tutto su una singola narrativa di mercato.

Immaginiamo quindi di investire 10.000 euro a febbraio 2025 con una ripartizione tipica di un portafoglio diversificato. Il 70% in azioni per la crescita, il 20% in oro come cuscinetto nei momenti di tensione e il 10% in Bitcoin come quota ad alto potenziale ma ad alta volatilità. Non è una combinazione casuale. Le azioni restano il motore dei rendimenti nel tempo, l’oro tende a difendere il capitale quando l’incertezza aumenta e Bitcoin rappresenta l’asset più imprevedibile, ma anche quello con la maggiore asimmetria tra rischio e opportunità.

Se la componente azionaria fosse stata investita interamente sui mercati globali, il risultato dopo dodici mesi sarebbe stato vicino ai 11.900 euro, pari a un rendimento di circa +19%. Ma c’è un dettaglio che cambia la prospettiva. Se quella stessa quota azionaria fosse stata concentrata su un ETF sull’Italia, che nell’ultimo anno ha messo a segno un sorprendente +29%, il valore finale del portafoglio avrebbe superato i 12.600 euro.

Per chi investe con orizzonte di lungo termine il messaggio è chiaro. Non serve indovinare ogni anno l’asset vincente. Serve costruire un portafoglio capace di attraversare cicli diversi. E nel 2025, ancora una volta, la diversificazione ha funzionato.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.