Scuole chiuse in zona rossa come durante il lockdown: il parere del CTS

Mario D’Angelo - Antonio Cosenza

28/02/2021

28/02/2021 - 13:00

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Le varianti del Covid si diffondono più rapidamente nelle scuole: per il CTS è necessario chiuderle tutte in zona rossa e non solo.

Scuole chiuse in zona rossa come durante il lockdown: il parere del CTS

Le scuole, di ogni ordine e grado, potrebbero nuovamente chiudere a causa della terza ondata.

Ne ha parlato il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando i dati settimanali del monitoraggio ISS dal quale emerge un peggioramento del livello generale del rischio.

Anche se l’indice Rt è rimasto invariato rispetto alla scorsa settimana (0,99), è aumentato il numero delle Regioni classificate “a rischio alto”, le quali passano da una a cinque (sono Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte e Umbria).

A preoccupare maggiormente sono le varianti del virus, più contagiose - ma anche meno pericolose - per i giovani. E non è un caso che negli ultimi giorni sono in aumento i focolai nelle scuole, molte delle quali costrette a chiudere per il tempo necessario all’isolamento degli studenti.

Ma esiste il rischio che tutte le scuole debbano chiudere causa terza ondata da Covid? Dopo il parere del CTS, a quanto pare sì. Il Governo, infatti, aveva fatto sapere che si sarebbe affidato alle indicazioni della Comitato Tecnico Scientifico. E dai verbali è emerso il parere positivo degli esperti a una chiusura di tutte le scuole in zona rossa, e non solo.

Scuole chiuse in zona rossa: cosa ha detto il CTS

Le scuole di ogni ordine e grado dovrebbero sospendere del tutto le lezioni in presenza in zona rossa. Questo è quanto comunicato il CTS al Governo.

Al momento il DPCM prevede la DAD dal 50% al 75% per le superiori, ma dopo questo parere la bozza potrebbe ancora essere modificata. Anche per le scuole in zona gialla o arancione, tuttavia, potrebbero scattare nuove misure.

Per il CTS, infatti, si dovrebbe intervenire in anticipo, non appena l’incidenza supera i 100 casi ogni 100.000 abitanti a settimana. Attualmente la stretta scatta con 250 casi settimanali.

Scuole chiuse: cosa prevede il nuovo DPCM

Per il momento le scuole restano aperte, eccetto in quei casi in cui si accertano dei focolai di Covid, specialmente se di qualche variante più contagiosa. Nel nuovo DPCM sul quale sta lavorando la Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, non si legge ancora di una chiusura generalizzata delle scuole.

Nel dettaglio, mentre scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado possono restare aperte come in queste settimane, per le scuole secondarie di secondo grado si continua con la formula della didattica mista. Gli studenti dovranno stare in classe per almeno il 50% del tempo, per un massimo però del 75%.

Scuole chiuse: cosa ha detto Rezza a riguardo

Il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, ha confermato che il “livello di rischio nelle scuola sta pian piano progredendo”.

Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica”, ha dichiarato Rezza, spiegando però che questo potrebbe dipendere anche dalle vaccinazioni effettuate in queste settimane agli anziani e ai soggetti nelle RSA. Tuttavia, sono in aumento i casi di focolai nelle scuole, a conferma che le varianti “infettano di più i bambini ma senza forme gravi”. Pochi sintomi, ma comunque gli studenti sono un veicolante per il contagio in famiglia.

Ecco perché quello degli aumenti dei casi nelle scuoleè un elemento di cui tener conto”. Per il momento anche Rezza esclude una chiusura generalizzata, anche perché “quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso”. Allo stesso tempo, però, bisognerà essere repentini: laddove ci sono dei focolai o vi è una presenza di varianti è chiaro che una tale decisione dovrà essere presa.

Scuole chiuse in tutta Italia: cosa ne pensa il Governo?

Sarà il Governo a dover prendere una decisione finale a riguardo. A tal proposito, in l’Esecutivo hariunito d’urgenza gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico per valutare in merito ad un’altra stretta.

Il rischio di una nuova chiusura delle scuole, quindi, esiste, con il Governo Draghi che si affiderà alle indicazioni arrivate dal CTS. Per il momento comunque si dovrebbe procedere con la strada delle chiusure localizzate, evitando uno stop nazionale come quello che c’è stato durante il primo lockdown. Ma tutto dipenderà da cosa succederà sul fronte sanitario.

Nel frattempo continua a salire il numero delle Regioni dove le scuole hanno chiuso di nuovo: in Abruzzo le scuole superiori sono chiuse, mentre in Campania tutte le scuole di ordine e grado lo saranno da lunedì 1° marzo.

Chiuse le scuole superiori in Trentino, come pure nelle Marche; in Puglia, invece, sono chiuse tutte le scuole.

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