Scuola, didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali? Il chiarimento del Ministero

Laura Pellegrini

8 Marzo 2021 - 18:08

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Esiste la possibilità di richiedere la didattica in presenza per alcuni studenti, mentre per i figli dei lavoratori essenziali la richiesta è sospesa.

Scuola, didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali? Il chiarimento del Ministero

La didattica a distanza è diventata realtà per 5,7 milioni di ragazzi, ovvero 3 studenti su 4. Nelle Regioni dove i contagi da Covid-19 superano la soglia di 250 ogni 100 mila abitanti, oltre che in tutte le zone rosse o arancione scuro, i governatori possono imporre la chiusura delle scuole, in ottemperanza alle nuove regole inserite nel DPCM del 6 marzo.

Negli ultimi provvedimenti, però, era prevista la possibilità di svolgere la didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali, oltre agli studenti con disabilità o disturbi particolari. A fronte del caos e delle numerose richieste, i presidi degli istituti scolastici hanno chiesto dei chiarimenti sui Codici Ateco interessati.

Quali genitori possono chiedere di proseguire con la didattica in presenza per i loro figli? Chi sono i lavoratori essenziali? Ecco cosa dice il DPCM e i chiarimenti arrivati dal Ministero dell’Istruzione.

Scuola, didattica in presenza: chi può richiederla

Il DPCM del 6 marzo contempla la possibilità di svolgere didattica in presenza nei territori con contagi inferiori a 250 ogni 100 mila abitanti, o comunque nelle Regioni o nelle zone bianche, gialle o arancioni. Qualora i contagi raggiungano la soglia critica, i governatori possono introdurre la didattica a distanza al 100% in tutti gli istituti (anche in zona gialla).

Esistono, però, delle categorie di lavoratori che possono richiedere la didattica in presenza per i loro figli: si tratta dei cosiddetti “lavoratori essenziali”, che svolgono servizi utili e necessari per la società. Oltre a questi lavoratori, il DPCM contempla anche la possibilità di svolgere la didattica in presenza per gli studenti con disabilità o “bisogni educativi specifici.

Mentre il DPCM del 22 marzo 2020 elencava dettagliatamente i lavoratori che rientravano nei servizi essenziali, il DPCM del 2 marzo non prevede alcun Codice Ateco che permetta di identificare le categorie lavorative beneficiarie. Di qui, l’Associazione Nazionale dei Presidi ha sollevato la richiesta di un chiarimento del Ministero dell’Istruzione.

Chi sono i lavoratori dei servizi essenziali?

In ottemperanza alla lista allegata al DPCM del 22 marzo 2020, tra i lavoratori essenziali rientravano: insegnanti, addetti alla filiera dell’alimentazione, forze dell’ordine, autisti, agricoltori, operatori della comunicazione e operai di settori no-stop. Ma c’erano anche i medici e tutti gli addetti ai servizi sanitari, che potevano richiedere, appunto, lo svolgimento della didattica in presenza per i propri figli.

Come ha spiegato la professoressa Sandra Scicolone, dirigente dell’Associazione Nazionale Presidi, in questa categoria di lavoratori rientra anche il personale impiegato nella grande distribuzione (come i supermercati), nei trasporti, nelle banche, nelle poste.

Ad oggi, però, non esiste un elenco aggiornato dei Codici Ateco da considerare come lavoratori essenziali. Per questo motivo l’Associazione Nazionale dei Presidi ha sollevato al questione di fronte al Ministero dell’Istruzione.

Il chiarimento del Ministero dell’Istruzione

Di fronte all’elevato numero di richieste pervenute ai singoli istituti in merito allo svolgimento della didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali, la cui percentuale non dovrebbe superare il 5%, l’Associazione Nazionale Presidi ha sollevato una polemica contro il Ministero dell’Istruzione.

Non riteniamo accettabile”, si legge nel documento, “rimettere ai dirigenti scolastici l’individuazione delle categorie di cittadini legittimate a fruire della didattica in presenza per i propri figli”. Se la didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali costituisce un diritto, dunque, “occorrono delle improcrastinabili precisazioni”. A tale scopo, concludono, “abbiamo chiesto al Ministero dell’istruzione di intervenire urgentemente sulla questione, già molto sentita in vaste aree del Paese, emanando il previsto atto dispositivo”.

Il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, quindi, ha preso tempo per indagare sulla questione. Rimangono, al momento, sospese le richieste dei lavoratori essenziali, mentre sono state confermate le deroghe alla didattica in presenza per i disabili, gli studenti con bisogni educativi speciali e le attività laboratoriali.

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