Scontrino, cambia tutto. Ora deve essere indicato il metodo di pagamento

Nadia Pascale

15/01/2026

Metodo di pagamento, ora deve essere indicato nello scontrino fiscale. Aumenta il livello di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Scontrino, cambia tutto. Ora deve essere indicato il metodo di pagamento

Cambia lo scontrino fiscale, dal primo gennaio 2026 tra i dati da indicare c’è anche il metodo di pagamento utilizzato, ad esempio contanti. In questo modo è come se la cassa generasse due flussi di informazioni: uno relativo ai pagamenti elettronici e uno relativo ai pagamenti in contanti.

Il contrasto all’evasione fiscale passa attraverso la tracciabilità dei pagamenti e ora tra le informazioni che devono essere obbligatoriamente inserite nello scontrino elettronico c’è anche il metodo di pagamento utilizzato.

Grazie alla tracciabilità dei pagamenti è possibile ricostruire in modo dettagliato tutti i movimenti economici delle persone, entrate e uscite e, di conseguenza, grazie a database sempre più evoluti, è possibile anche individuare in modo precoce tentativi di evasione.

Ecco cosa cambia dal primo gennaio 2026 per i commercianti e a cosa devono fare attenzione nell’elaborare lo scontrino.

Il metodo di pagamento scelto deve essere indicato nello scontrino: nuovi obblighi

Dal primo gennaio 2026 è entrato in vigore l’obbligo di collegare il POS al registratore di cassa. In realtà tale obbligo è in un certo senso sospeso perché i commercianti hanno 45 giorni di tempo dal momento in cui l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio online che consente di abbinare il registratore di cassa al POS per adeguarsi.
Nonostante questa sospensione tecnica, è entrato in vigore il 1° gennaio 2026 il secondo obbligo connesso all’obbligo di collegare POS e registratore di cassa, cioè l’obbligo di indicare nello scontrino il metodo di pagamento utilizzato.

Il collegamento è abbastanza semplice da effettuare, infatti, l’Agenzia delle Entrate già possiede i dati dei registratori di cassa e del POS in uso agli esercenti e, di conseguenza, la procedura prevede che l’esercente (o un intermediario delegato) debba:

  • accedere alla propria area riservata;
  • selezionare il registratore telematico, già censito in Anagrafe Tributaria;
  • associare a quel registratore i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare.

Il sistema mostra automaticamente l’elenco dei POS e degli strumenti di pagamento elettronico già comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. L’esercente deve, quindi, solo confermare l’abbinamento corretto.

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che il servizio per abbinare il POS al registratore di cassa sarà disponibile all’inizio di marzo e proprio da tale periodo intercorre il lasso di tempo di 45 giorni per effettuare il collegamento. In previsione, si può dire che l’obbligo sarà in vigore a partire da aprile- maggio.

Una volta entrato a regime il sistema, per nuovi POS o variazioni l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico, e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.

Perché inserire la modalità di pagamento nello scontrino?

Nel frattempo però è necessario già indicare nello scontrino il metodo di pagamento. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025 prevede che la memorizzazione dei dati dei pagamenti elettronici deve essere effettuata mediante gli strumenti di certificazione dei corrispettivi già in uso, registrando al momento dell’operazione le forme di pagamento e il relativo ammontare.

Siccome già ora è possibile inserire tale informazione, si deve ritenere che tale obbligo sia in vigore indipendentemente dalla connessione tra POS e registratore di cassa.

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