Sciopero nazionale dei treni per l’11 giugno 2026. Orari e fasce di garanzia

Laura Pellegrini

4 Giugno 2026 - 00:23

Treni a rischio giovedì 11 giugno a causa di uno sciopero nazionale di 8 ore contro le nuove gare di affidamenti dei servizi Intercity. Le fasce di garanzia.

Sciopero nazionale dei treni per l’11 giugno 2026. Orari e fasce di garanzia

Il mese di giugno si apre con un ennesimo sciopero dei treni a livello nazionale per protestare contro le nuove gare di affidamenti dei nuovi servizi Intercity, per gli investimenti infrastrutturali e per la liberalizzazione. Lo sciopero dei treni è previsto per giovedì 11 giugno 2026 e avrà una durata complessiva di 8 ore, dalle ore 9:01 alle ore 17:00. Saranno coinvolti i lavoratori delle imprese ferroviarie e quelli degli appalti ferroviari.

I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno annunciato mobilitazioni e proteste in tutta Italia con disagi e ripercussioni su tutte le linee. Ecco gli orari e le fasce di garanzia per chi si sposta in treno nella giornata dell’11 giugno.

Triplo sciopero 11 giugno 2026: le fasce di garanzia

Treni a rischio in tutta Italia per la giornata di giovedì 11 giugno a causa di uno sciopero di 8 ore che coinvolgerà sia il personale delle imprese ferroviarie sia quello degli appalti ferroviari. Alla base delle mobilitazioni ci sarebbe una protesta del settore contro gli affidamenti dei nuovi servizi Intercity e l’ingresso di un nuovo operatore francese nel mercato.

La circolazione ferroviaria nazionale sarà fortemente a rischio a causa di tre diverse agitazioni sovrapposte che interesseranno il personale di Trenitalia, Trenord, Mercitalia Rail e Trenitalia Tper:

  • sciopero nazionale di 23 ore di Sgb e Cub trasporti, dalle 03:00 di giovedì 11 giugno alle 02:00 di venerdì 12 giugno;
  • sciopero nazionale Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast Confsal e Orsa di 8 ore, dalle 09:01 alle 17:00 dell’11 giugno;
  • sciopero nazionale proclamato da Fisascat Cisl per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo nazionale (Terzo Settore).

I treni regionali saranno comunque garantiti nelle fasce orarie pendolari, ovvero dalle 06:00 alle 09:00 e dalle 18:00 alle 21:00. Prima di mettersi in viaggio è consigliabile verificare se il proprio treno è stato confermato o cancellato.

Sciopero treni 11 giugno 2026: i motivi della protesta

Tra i numerosi scioperi di giugno 2026 si inserisce anche una mobilitazione nazionale di protesta contro l’imminente pubblicazione del bando per la messa in gara del servizio Intercity, che il ministero dei Trasporti intende suddividere in tre lotti.

I sindacati hanno proclamato uno sciopero di 8 ore per l’11 giugno 2026 contro la decisione dell’esecutivo: “Il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto”.

Le principali sigle sindacali lamentano anche l’assenza nelle gare di “clausole sociali vincolanti” che assicurino la continuità occupazionale ai circa 3.000 lavoratori attualmente impiegati da Trenitalia.

Il timore dei sindacati è che in queste condizioni il processo di liberalizzazione rischi di “scaricare i costi su lavoratori e cittadini aprendo la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza”.

L’ingresso di un nuovo operatore francese

Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast e Orsa puntano l’indice sull’alta velocità sollevando anche dubbi e preoccupazioni per l’imminente ingresso di un nuovo operatore straniero, i francesi di Sncf, a cui sarà consentito effettuare il servizio “senza vincoli di sistema, favorendo una concorrenza fondata sull’abbattimento del costo del lavoro, ai danni delle imprese, dei ferrovieri e della qualità del servizio offerto, anche a causa delle scellerate e recenti decisioni assunte dall’Art, l’autorità in materia di trasporti”.

Le organizzazioni sindacali chiedono un confronto immediato al Mit e avvisano di “non essere disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratori e cittadini”.

Sarebbe il momento, secondo i sindacati, di definire delle regole comuni che indichino il contratto di riferimento per coloro che investono in Italia.

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