Facebook privacy: in vendita i dati degli utenti ma non ai rivali

Mark Zuckerberg al centro di un nuovo scandalo su Facebook privacy: scoperto tramite un’indagine sulle fake news dei social media.

Facebook privacy: in vendita i dati degli utenti ma non ai rivali

La Facebook Privacy è stata violata dall’Inghilterra che accusa il noto social media di alcuni fatti poco piacevoli.

Si tratta di un’indiscrezione che arriva tramite un’indagine condotta sulle fake news che popolano i social media e che ha permesso la diffusione di alcune mail private scambiate all’interno di Facebook Inc.

Facebook Privacy: quando la medaglia si rovescia

Un’indagine sulle notizie false che vengono diffuse sui social media ha portato in luce alcuni aspetti dell’azienda di Mark Zuckerberg. In particolare si fa riferimento all’opportunità di poter accedere ai dati personali degli utenti da terze parti senza che questi ne siano veramente a conoscenza.

È quanto sostenuto da Damian Collins, capo del consiglio U.K., dopo aver pubblicato online mail scambiate all’interno della Facebook Inc., il quale sottolinea come Facebook abbia deliberatamente omesso l’informativa agli utenti e che abbia reso difficile cambiare la policy della versione Android (un’azione che permette la registrazione e l’accesso a chiamate e messaggi).

Un rappresentate di Facebook si appresta alle smentite:

Come ogni business, abbiamo molte conversazioni interne su come costruire un modello sostenibile di business per la nostra piattaforma [...] Non abbiamo mai venduto i dati della gente

Ma non è finita qui. Infatti Collins sostiene che Facebook abbia volutamente sabotato l’attività delle app rivali non permettendo loro di accedere ai dati degli utenti. Alcuni scambi di mail confermano la teoria di Collins come quella mandata nel 2013 da un ingegnere che lavorava per Zuckerberg.

In particolare il dipendente informava Marc del fatto che Twitter avesse lanciato uno strumento di video-sharing che consentiva di rintracciare le amicizie su Facebook. La soluzione proposta, e poi accettata dal CEO, è stata quella di tagliare l’accesso ai dati al noto rivale.

Chi è la fonte delle mail? Ecco cosa accade

Questa volta il Ceo, Mark Zuckerberg, deve fronteggiare molteplici situazioni e di fronte alle prove evidenti delle mail sarà difficile giustificarsi sulla Facebook privacy, sopratutto in vista dei vecchi scandali.

Le accuse volte da Collins sono molto gravi. Non solo lo recrimina di usare i dati della propria utenza per scopi di ricerca e di venderli ad altre app, ma anche di ostacolare l’attività dei competitors.

Tutto questo è stato possibile perché è riuscito a persuadere Ted Kramer, il fondatore della compagnia di software Six4Three, a fornirgli il materiale desiderato.

Le informazioni possedute da Kramer erano il frutto di prove da lui presentate durante un processo contro Facebook tenutosi negli Stati Uniti.

Ora però Kramer deve portare il laptop contenente le mail a un esperto forense entro venerdì, poiché ha violato un ordine giudiziario degli Stati Uniti. Facebook vuole che il pc venga valutato per capire cosa sia accaduto in Inghilterra e fino a che punto sono state diffuse le informazioni riservate.

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