Scandalo bonus 600 euro: la colpa è del Governo

Sondaggio politico, secondo i nostri lettori non è solo colpa dei furbetti che hanno fatto richiesta del bonus 600 euro: è la legge ad essere scritta male.

Scandalo bonus 600 euro: la colpa è del Governo

Sondaggi politici: secondo i nostri lettori il principale colpevole dello scandalo del bonus 600 euro è il Governo, in quanto questo non ha prestato particolare attenzione nella scrittura dei provvedimenti con cui sono stati previsti una serie di aiuti per fronteggiare la crisi economica.

Nei giorni scorsi noi abbiamo lanciato un sondaggio per capire cosa i nostri lettori pensassero riguardo alla vicenda dei furbetti del bonus 600 euro. Ricordiamo quanto successo: la Repubblica ha svelato che a fare richiesta per questa indennità sono stati anche deputati e amministratori locali. Una notizia data grazie ad una fonte segreta: il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, che nella giornata di ieri è stato protagonista di un’audizione in Parlamento, ha escluso la fuga di notizie da parte dell’Istituto.

Alla notizia sono seguite le indagini dei partiti interessati e molti di coloro che hanno fatto domanda per il bonus sono usciti allo scoperto (qui i nomi e i cognomi). Per quanto riguarda i deputati, sono tre: si tratta di Elena Murelli e di Andrea Dara della Lega e di Marco Rizzone del Movimento 5 Stelle.

Persone che hanno percepito il bonus a norma di legge ma che non ne avevano certamente bisogno in quanto anche per il periodo del lockdown hanno continuato a percepire un’indennità di tutto rispetto (lo stipendio da parlamentare si aggira intorno ai 13.000 euro).

Un atteggiamento condannato da molti, ma secondo i nostri lettori il vero colpevole è un altro.

Bonus 600 euro: il Governo ha scritto male la legge

Dal nostro sondaggio, che ricordiamo non ha alcun valore scientifico, emerge che la maggior parte dei nostri lettori ritiene che la colpa di quanto successo con il bonus 600 euro sia a monte. Vero che chi ne ha fatto richiesta pur non avendone bisogno avrebbe dovuto evitare, ma è stata la legge ad essere scritta male.

E poco importa se il Governo si difende dicendo che la priorità in quel momento era di far arrivare i soldi nelle tasche degli italiani il prima possibile e che per questo motivo è stato deciso di non prevedere requisiti che tenessero conto della condizione reddituale dei richiedenti: per il 38% è il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la sua squadra di Ministri a dover pagare le conseguenze di quanto successo.

C’è comunque un 31% che ritiene che la colpa non sia del Governo, bensì di tutti coloro che nonostante la situazione di emergenza che stavamo vivendo hanno deciso di appropriarsi di un bonus di 600 euro (e poi di altri 600 euro erogati per il mese seguente) pur non avendone alcun bisogno. E non parliamo solamente dei deputati e dei 2.000 amministratori locali interessati (tra i quali figurano anche sindaci e consiglieri regionali) ma anche di quei grandi imprenditori che hanno deciso di far domanda del bonus.

Per il 22% dei nostri lettori, invece, la colpa di quanto successo è di entrambi: da una parte del Governo che doveva scrivere meglio il Decreto Cura Italia e poi il Decreto Rilancio, prevedendo requisiti più restrittivi in modo da restringere la platea dei beneficiari, e dall’altra dei furbetti che ne hanno fatto richiesta.

Solo per il 9%, invece, la colpa è stata dell’INPS che avrebbe dovuto vigilare meglio su coloro che hanno fatto richiesta del bonus. Ma d’altronde, come spiegato dal Presidente dell’INPS nel corso dell’audizione avuta in Parlamento in queste ore, non c’era nulla su cui vigilare in questo caso in quanto i furbetti ne hanno comunque fatto domanda nel rispetto dei requisiti fissati dai provvedimenti. “Abbiamo solo applicato quanto previsto dalla legge”, si è difeso Tridico.

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