Scade tra 30 mesi questo titolo di Stato con cedola 4,25% e rendimento quasi al 4%

Stefano Vozza

3 Giugno 2025 - 16:27

Alcuni emittenti sovrani con robusto rating offrono rendimenti maggiori rispetto ai BTP pari durata e minor rating. Vediamo un esempio

Scade tra 30 mesi questo titolo di Stato con cedola 4,25% e rendimento quasi al 4%

Conclusa la settimana del BTP Italia, sul mercato torna la “caccia” a possibili nuove occasioni di investimento. Tra i titoli di casa nostra, per esempio, questione di pochi giorni e poi ci sarà la prima sfornata di obbligazioni sovrane del Tesoro relative al mese di giugno. Poi verso la parte finale del mese arriverà il resto.

Tuttavia, volgendo lo sguardo fuori dai confini nazionali si possono cogliere titoli dai buoni rendimenti e dai rischi relativamente calcolati. Prendiamo il caso del Gilt in scadenza il 7 dicembre del 2027, per esempio.

Bene, scade tra 30 mesi questo titolo di Stato con cedola 4,25% e rendimento quasi al 4%.

Le caratteristiche del sovereign bond emesso in sterline inglesi

La matricola di riconoscimento del bond sovrano è GB00B16NNR78, disponibile e negoziato sul segmento EuroTLX di Borsa Italiana. A dire il vero il bond non gode di elevati volumi di scambi né in termini di contratti che di controvalore, anzi, sono molto modesti.

Quanto alle date clou, quelle di emissione e di inizio negoziazione sono, nell’ordine, il 06/09/2006 e il 05/05/2021, mentre la scadenza è fissata al 02/12/2027, tra 30 mesi. Manco a dirlo la valuta di denominazione è la sterlina inglese, per cui per l’investitore nazionale si tratta di un bond in valuta estera.

L’obbligazione prevede un payout a tasso fisso del 4,25%, il 2,125% lordo ogni 6 mesi, che diventano l’1,859% al netto della ritenuta fiscale. Tuttavia, l’attuale rendimento effettivo a scadenza è del 3,88% per via della quotazione a 101,23 (ultimo prezzo della scorsa ottava).

Rendimenti sul reddito fisso a 30 mesi

Ottimizzando il prezzo di carico del Gilt 4,25% ne beneficerebbe il ritorno finale, ma la cosa potrebbe anche risultare di non facile attuazione. I prezzi minimi e massimo dell’anno sono stati 99,52 e 105,02, mentre da marzo 2020 ad oggi il max è stato 133,21 e il min a 96,64. Di fondo lo strumento gode della breve durata residua e del payout nominale relativamente robusto.

Queste considerazioni, insieme allo storico dei prezzi, offrono indirettamente una buona rassicurazione circa i rischi di mercato. Tradotto, è alta la probabilità che i corsi del titolo restino nei pressi di area cento da qui al termine, dato che anche la duration modificata è modesta e pari a 2,32.

Quanto rendono i prodotti “concorrenti” del redito fisso pari durata residua? Il BTP in scadenza l’1/12/2027 ha cedola 2,65% e venerdì scorso ha chiuso a 101,44, per un ritorno effettivo a scadenza del 2,06% lordo.
Sui conti deposito (CD) vincolati, invece, le migliori offerte sono intorno al 3% annuo lordo. Al pari del BTP non soffre del rischio cambio, mentre sul vincolo bancario la ritenuta sugli interessi è del 26%. Inoltre vanno soddisfatti i requisiti soggettivi e/o oggettivi previsti dalla banca, oltre alle relative condizioni economiche.

Scade tra 30 mesi questo titolo di Stato con cedola 4,25% e rendimento quasi al 4%

L’emittente del Gilt GB00B16NNR78 è uno Stato sovrano con rating doppia A, forte di un’economia di mercato altamente sviluppata specie nel capo dei servizi. Il titolo, quindi, ha dalla sua la forza di un debitore molto solido e stimato sui mercati finanziari mondiali.

La vera sfida del Gilt, quindi, sta quasi tutta sulla tenuta del tasso cambio da qui ai prossimi 30 mesi. Trattasi di una mission impossibile o di un rischio sopportabile? Impossibile rispondere, per almeno due ragioni. La prima, ovvia, è che ogni investitore sa bene cosa cerca e cosa non cerca, per cui muove sulla base di scelte personali e propensione al rischio. L’altra è imprevedibile e riguarda il cross valutario €/£, la cui evoluzione dipende da molte variabili di natura economica, politica e monetaria.

L’influenza del cambio sul ritorno effettivo finale

Tra gli analisti le stime sul futuro rapporto tra le due monete sono contrastanti. Oggi il rapporto di cambio è a 0,8431, mentre secondo l’Agenzia di Previsione Economica a dicembre 2027 il cross dovrebbe oscillare nel range 0,815-0,839.
Proviamo a fare noi due calcoli. Il ritorno complessivo cedolare netto (di ritenuta) dovrebbe attestarsi intorno all’8%, da limare ancora per ricomprendere le spese bancarie e l’imposta di bollo.

Per cui una svalutazione della sterlina fino a un 7% circa non renderebbe negativo il rendimento finale, ma lo sminuirebbe, fino al caso limite di annullarlo. In parole povere, parte delle cedole sarebbero impiegate per coprire la perdita valutaria. In caso di apprezzamento, invece, i ragionamenti s’invertono ed ecco servito l’extra gain da cambio.

In tutti i casi, infine, non consideriamo il tasso d’inflazione di periodo (utile per il calcolo del ritorno reale) per non appesantire la trattazione.