Saipem: nuovo contratto in Medio Oriente da 1,3 miliardi

Saipem si aggiudica un nuovo contratto in Medio Oriente del valore di circa 1,3 miliardi di dollari, ma la notizia fa ballare le azioni a Piazza Affari che al momento sono in rosso.

Saipem: nuovo contratto in Medio Oriente da 1,3 miliardi

Finalmente una buona notizia per Saipem.
Per il gruppo italiano leader nel settore oil&gas a livello mondiale arriva un nuovo contratto E&C Offshore in Medio Oriente.

La nuova commessa ha un valore di oltre un miliardo di dollari e arriva a un mese dall’approvazione del bilancio 2017, che è stato archiviato con una perdita di circa mezzo miliardo di dollari.

A complicare le cose alla società dell’esplorazione petrolifera si erano aggiunti le rilevazioni della Consob sul prospetto informativo dell’aumento di capitale da 3,5 miliardi realizzato nel 2016 e la richiesta di risarcimento presentata da alcuni fondi presenti nel capitale.

Intanto a Piazza Affari la performance del titolo Saipem è ballerina e le azioni al momento della scrittura perdono lo 0,60% scambiando intorno a quota 3,83 euro.

Il contratto in Medio Oriente

Attraverso una breve nota, Saipem ha comunicato l’aggiudicazione di un nuovo contratto E&C Offshore in Medio Oriente del valore di circa 1,3 miliardi di dollari.

In particolare, il gruppo di San Donato Milanese sarà impegnato in attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione (EPCI) relative a due condotte di esportazione da 32 pollici, due condotte di interconnessione da 24 pollici in lega anti-corrosione (CRA), riser, elementi di raccordo tra le condotte e varie strutture sottomarine.

Nel contratto sono previsti anche lavori per la posa di un breve tratto onshore e alcune modifiche alle strutture offshore preesistenti (brownfield topsides).

In virtù della nuova commessa, a Saipem andrà anche la cessione di ulteriori contratti per la fornitura di condotte in lega anti-corrosione e di alcuni componenti con un esteso programma di consegna.

Le grane di Saipem

È un periodo piuttosto impegnativo per la quotata italiana.
A dicembre dello scorso anno, sono diventati ben 141 gli investitori istituzionali che hanno presentato richiesta di risarcimento danni al gruppo per non aver correttamente informato il mercato.

Nel 2015, una sessantina di investitori ha avviato una causa civile contro Saipem, contestando le informazioni rese tra il 2012 e 2013 e chiedendo 174 milioni di euro di danni.

Ora, la nuova accusa di una “un’asserita manipolazione delle informazioni rese al mercato” nel periodo che va da gennaio 2007 a giugno 2013, con una quantificazione degli eventuali danni ancora da definire.

C’è poi il procedimento amministrativo sanzionatorio avviato dalla Consob che contesta il prospetto informativo del maxi aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro del 2016, dopo aver avanzato critiche sul bilancio dello stesso anno e su quello del 2012.

Il bilancio 2017

Il 2017, intanto, si è chiuso in rosso. L’Assemblea della Saipem riunitasi lo scorso 3 maggio, ha infatti approvato il bilancio di esercizio 2017, che viene archiviato con una perdita di 495.757.929,98 euro, deliberando di

“ripianare tale perdita mediante l’utilizzo di riserve disponibili di capitale ed utili, ed in particolare mediante l’utilizzo della riserva da soprapprezzo azioni”.

Anche i conti del primo trimestre 2018 non sono stati positivi e hanno registrato una perdita di 2 milioni di euro, sebbene i dati

“evidenziano una ulteriore diminuzione del debito netto rispetto al livello registrato a fine 2017”

aveva detto nell’occasione l’Amministratore Delegato, Sefano Cao.

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