Come si compone la targa italiana, come viene assegnata la sequenza alfanumerica e come risalire ad anno e provincia di immatricolazione. La tabella aggiornata con le combinazioni dal 1999 al 2026.
Ogni giorno ne vediamo centinaia senza farci caso, eppure la targa auto non è una sequenza casuale: è un codice alfanumerico preciso, assegnato secondo regole stabilite dal 1993 e rimaste sostanzialmente invariate fino ad oggi. Sapere come si legge permette di ricavare informazioni utili sul veicolo — a partire dall’anno approssimativo di immatricolazione.
Come si compone la targa auto
La targa italiana è composta da 7 caratteri alfanumerici disposti secondo uno schema fisso: due lettere, tre cifre, altre due lettere. Le lettere utilizzate sono 22: vengono escluse la I, la O, la Q e la U, per evitare confusione visiva con i numeri 1, 0 e con altre lettere.
Questo schema, in vigore dal 1993 e pienamente adottato dal 1999, consente in teoria 234.256.000 combinazioni diverse — una riserva sufficiente, secondo le stime, per coprire il fabbisogno italiano per almeno un altro mezzo secolo. Non a caso, a distanza di oltre trent’anni dall’introduzione del formato, siamo oggi alle combinazioni con la lettera iniziale H.
Vale la pena ricordare che alcune lettere non compariranno mai sulle targhe italiane: se ti sei sempre chiesto perché I, O, Q e U sono vietate, la risposta ha a che fare proprio con la leggibilità e la prevenzione degli errori di trascrizione.
Come funziona il sistema di assegnazione
Le targhe vengono assegnate in modo progressivo, partendo dalla combinazione AA 000 AA. Si incrementano prima i numeri centrali (AA 001 AA, AA 002 AA… fino ad AA 999 AA), poi si passa alla lettera finale (AA 000 AB), e così via fino ad esaurire tutte le combinazioni delle due lettere finali. A quel punto cambia la seconda lettera iniziale (AB 000 AA), e il ciclo ricomincia.
Un dettaglio importante: le targhe non vengono assegnate singolarmente ai singoli veicoli in tempo reale. Gli uffici della Motorizzazione Civile nelle varie province ricevono i blocchi (solitamente multipli di mille) e li distribuiscono ai veicoli immatricolati nel loro territorio. Questo spiega perché la stessa coppia di lettere iniziali può comparire su auto immatricolate in anni o province diversi.
Come risalire all’anno di immatricolazione dalla targa
Partendo dalle prime due lettere della targa è possibile farsi un’idea abbastanza precisa dell’anno di immatricolazione, anche se si tratta di un’indicazione approssimativa e non di un dato certo. La tabella seguente raccoglie le corrispondenze indicative anno per anno, aggiornata al 2026:
| Anno | Prime due lettere (indicative) |
|---|---|
| 1999 | BB, BC, BD, BE, BF, BG, BH |
| 2000 | BG, BH, BJ, BK, BL, BM, BN, BP, BR |
| 2001 | BK, BL, BP, BR, BS, BT, BV, BW, BX, BY |
| 2002 | BX, BY, BZ, CA, CB, CC, CD, CE |
| 2003 | CE, CF, CG, CH, CJ, CK, CL |
| 2004 | CJ, CK, CL, CM, CN, CP, CR |
| 2005 | CR, CS, CT, CV, CW, CX, CY |
| 2006 | CZ, DA, DB, DC, DD, DE, DF |
| 2007 | DD, DE, DF, DG, DH, DJ, DK, DL, DM |
| 2008 | DM, DN, DP, DR, DS, DT |
| 2009 | DS, DT, DV, DW, DX, DY, DZ, EA |
| 2010 | EA, EB, EC, ED, EF |
| 2011 | EF, EG, EH, EJ, EK |
| 2012 | EK, EL, EM, EN, EP |
| 2013 | EP, ER, ES, ET |
| 2014 | ET, EV, EW, EX, EY |
| 2015 | ET, EV, EW, EX, EY, EZ, FA |
| 2016 | FB, FC, FD, FE, FF, FG |
| 2017 | FH, FJ, FK, FL, FM |
| 2018 | FN, FP, FR, FS, FT |
| 2019 | FT, FV, FW, FX, FY, FZ |
| 2020 | GA, GB, GC, GD |
| 2021 | GD, GE, GF, GG, GH, GJ |
| 2022 | GH, GJ, GK, GL |
| 2023 | GK, GL, GM, GN, GP, GR |
| 2024 | GS, GT, GV, GW, GX |
| 2025 | GX, GY, GZ, HA |
| 2026 | HA, HB, HC |
Le corrispondenze sono indicative: poiché i blocchi vengono assegnati in anticipo alle province, la stessa sigla può comparire su auto immatricolate in periodi leggermente diversi. Per chi vuole fare una visura auto completa con dati certi e certificati, la strada è quella descritta nel prossimo paragrafo.
Come risalire alla provincia di immatricolazione
Dal 2002, con l’abolizione della sigla provinciale in banda blu, non è più possibile risalire alla provincia di immatricolazione solo guardando la targa. Per farlo occorre rivolgersi al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), gestito dall’ACI.
La visura si può richiedere:
- allo sportello fisso ACI, presentandosi con i propri documenti;
- online, tramite il portale ACI, accedendo con SPID, CIE o CNS.
I costi sono 6 euro per una visura per targa o per nominativo, e 25,63 euro per una visura storica nominativa. Con questo strumento è possibile risalire con certezza alla provincia di immatricolazione, alla data e al proprietario attuale del veicolo. Per sapere nel dettaglio come procedere, la guida su come risalire al proprietario dalla targa spiega passo per passo la procedura online e offline.
Targa e bollo auto: cosa verificare
Una volta che si conosce la data di immatricolazione del proprio veicolo, conviene verificare anche lo stato del bollo auto: dal 2026 le regole sono cambiate per le nuove immatricolazioni, con il pagamento unificato in un’unica rata annuale ancorata alla data di immatricolazione. La guida al bollo auto 2026 riporta scadenze, modalità di calcolo e le eventuali esenzioni disponibili.
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Nota: la tabella delle combinazioni lettere-anno è aggiornata ad aprile 2026 sulla base dei dati di immatricolazione disponibili e va considerata indicativa. Per informazioni certe e giuridicamente valide, fare riferimento alla visura PRA-ACI.
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