Russia nel panico dopo la decisione dell’Ue

Alessandro Nuzzo

2 Gennaio 2026 - 20:18

L’Ue non intende fare passi indietro e entro il 2027 vuole rendersi totalmente indipendente dal gas russo. Mosca cerca il ritorno con l’appoggio di Trump.

Russia nel panico dopo la decisione dell’Ue

Prima dello scoppio del conflitto in Ucraina, la Russia era il principale partner energetico dell’Europa e forniva ai Paesi dell’Unione circa il 40% della domanda di gas. Con l’inizio della guerra, Mosca è stata progressivamente esclusa dal mercato occidentale e, tra le varie misure adottate, è stato introdotto anche un embargo commerciale su numerosi prodotti russi. A quel punto è iniziato lo stop dell’approvvigionamento di gas russo da parte degli Stati europei, che hanno cominciato a rivolgersi ad altri fornitori. Oggi la Russia copre solo il 19% della domanda europea di gas, che arriva nel continente principalmente sotto forma di GNL e tramite il gasdotto TurkStream.

Questa percentuale, tuttavia, è destinata a diminuire ulteriormente fino ad azzerarsi completamente entro il 2027. L’intenzione dell’Unione Europea, infatti, è chiara: diventare totalmente indipendente dalle importazioni di gas russo entro la fine del prossimo anno. Per Mosca, che aveva nell’Europa il principale mercato di sbocco per le esportazioni di gas, questa prospettiva rappresenta un grave danno economico. La drastica riduzione delle forniture ha già causato a Gazprom, il colosso energetico statale russo e leader mondiale nell’estrazione, produzione e distribuzione di gas naturale, una perdita di circa 7 miliardi di dollari nel 2023. Trattandosi di un’azienda controllata dallo Stato, il calo degli introiti ha avuto pesanti ripercussioni anche sul bilancio pubblico russo.

Per ripristinare le forniture di gas in Europa, Putin si affida a Trump

Mosca, però, non si è arresa e continua a nutrire la speranza di poter tornare un giorno a essere un partner energetico rilevante per l’Unione Europea. La Russia sta cercando di ripristinare le esportazioni e, per farlo, starebbe tentando di ottenere anche il sostegno del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo l’agenzia Reuters , fonti vicine ai negoziati suggeriscono che il ripristino del ruolo della Russia come fornitore di gas per l’Unione Europea potrebbe rientrare in un potenziale accordo di pace con Vladimir Putin. In sostanza, per convincere il Cremlino a firmare un’intesa con l’Ucraina, Trump potrebbe includere nei negoziati anche la promessa di riattivare le forniture di gas russo verso l’Europa.

Questa ipotesi, però, al momento non è presa in considerazione dai Paesi europei. In particolare, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha escluso con fermezza qualsiasi ritorno all’utilizzo delle risorse energetiche russe. Lo scorso maggio, intervenendo al Parlamento europeo, ha dichiarato: «I tentativi di riaprire le forniture di gas e petrolio dalla Russia sarebbero un errore storico, che non commetteremo mai. La Russia ha ripetutamente dimostrato di non essere un fornitore affidabile».

Ad oggi appare quindi difficile che l’Unione Europea possa fare marcia indietro e ripristinare accordi commerciali con la Russia per la fornitura di gas. Anche perché, nel frattempo, la maggior parte dei Paesi membri ha individuato fonti energetiche alternative. Per quanto riguarda l’Italia, ad esempio, il principale fornitore di gas è attualmente l’Algeria, seguita da Azerbaigian, Libia, Norvegia e Paesi Bassi. Attraverso il Gas Naturale Liquefatto (GNL), il nostro paese importa inoltre gas da Paesi come Qatar e Stati Uniti.

Nel complesso dell’Unione Europea, dopo lo stop alle forniture russe, la quota maggiore di gas proviene dalla Norvegia, seguita da Algeria e Azerbaigian, mentre gli Stati Uniti rappresentano oggi il principale fornitore europeo di GNL.

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