Rottamazione quinquies estesa alle cartelle dei Comuni, la novità

Patrizia Del Pidio

15 Maggio 2026 - 09:53

In arrivo l’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali (Imu e Tari) e le multe stradali. Ecco tutte le novità.

Rottamazione quinquies estesa alle cartelle dei Comuni, la novità
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La rottamazione quinquies con il decreto fiscale viene estesa anche ai debiti contratti con le Regioni e con gli altri enti locali. Grazie alle novità sarà possibile sanare Imu, Tari e multe stradali (in quest’ultimo caso saranno stralciati soltanto gli interessi e gli aggi).

L’ok alla fiducia sul decreto fiscale incassato al Senato con 99 voti favorevoli e 56 voti contrari, non ha portato modifiche al testo approvato dalla Commissione Finanze, ma ora l’iter prevede che il testo debba passare alla Camera.

Una delle modifiche più importanti apportate dalla Commissione Finanze riguarda l’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali.

Rottamazione quinquies delle cartelle locali, come funziona?

La rottamazione quinquies che ha introdotto la Legge di Bilancio 2026 (per la quale ricordiamo non è più possibile presentare istanza di adesione) permette di regolarizzare i debiti con il Fisco per cartelle esattoriali affidate all’agente di riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La definizione agevolata permette di pagare solo la quota capitale, con lo stralcio di sanzioni e interessi, con un piano di dilazione che arriva fino a 54 rate bimestrali (circa 9 anni), ma comprende soltanto i debiti derivanti da dichiarazioni presentate e da contributi Inps non versati e non ancora compensati.

Dal perimetro della rottamazione, per la quale era possibile presentare domanda entro il 30 aprile 2026, erano esclusi i tributi locali e le multe.

L’emendamento al decreto fiscale, però, prevede un ampliamento della rottamazione quinquies (anche perché la rottamazione locale non pare essere decollata) alle cartelle esattoriali di Regioni, Province e Comuni. Imu e Tari, quindi, potranno essere rottamate, così come le multe stradali, ma in questo caso lo stralcio comprende solo gli interessi e l’aggio.

Rottamazione Imu, tari e multe

L’emendamento non cambia il funzionamento della rottamazione, ma solo il perimetro dei debiti ammissibili. Il periodo che si può sanare resta lo stesso e potranno essere comprese le cartelle di tributi locali e multe affidate all’agente di riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

A prevedere la rottamazione dei carichi dovranno essere gli enti locali e anche in questo caso il piano di rateizzazione potrà arrivare fino a 54 rate, nel rispetto sempre dell’importo minimo di ogni rata che non può essere inferiore a 100 euro.
La dichiarazione di adesione dovrà essere presentata entro ottobre 2026 e nel caso di scelta di pagamento rateale sarà applicato un interesse del 3% annuo dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata.

La novità del decreto fiscale

Il decreto fiscale, in ogni caso, porta un’interessante novità alla rottamazione quinquies: sono reintrodotti i 5 giorni di tolleranza per il versamento (come avveniva per la rottamazione quater) ma soltanto per chi paga in un’unica soluzione oppure per l’ultima rata del piano di dilazione. Resta fermo, quindi, che per tutti i piani di rateizzazione (con l’esclusione dell’ultima rata) i cinque giorni di tolleranza non sono previsti.

Per aderire alla rottamazione dei tributi locali è necessario consultare le delibere del proprio Comune che entro il 30 giugno 2026 dovrà comunicare se aderisce o meno alla rottamazione quinquies. A partire dal 15 settembre, poi, i debitori potranno presentare domande di adesione per i carichi rottamabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. La domanda di adesione potrà essere presentata entro il 31 ottobre e il termine per il primo o unico versamento è fissato al 31 gennaio 2027.