Ritorno al domicilio o residenza: si può uscire nel coprifuoco?

Isabella Policarpio

28/01/2021

28/01/2021 - 13:10

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Anche chi rientra nel luogo di residenza, domicilio e abitazione deve rispettare il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00, altrimenti rischia la multa. Tuttavia ci sono delle eccezioni, vediamo quali.

Ritorno al domicilio o residenza: si può uscire nel coprifuoco?

Sappiano che il rientro al domicilio, residenza o abitazione è tra le poche ipotesi in cui è permesso spostarsi in un’altra ragione. Questo, però, non significa che ci si possa mettere in viaggio a qualsiasi ora: il coprifuoco vale anche per chi torna a casa propria e non si può partire di notte per evitare il traffico.

Bisogna effettuare lo spostamento verso il luogo di residenza/domicilio tra le 5 del mattino e le 22. Ma ogni regola ha le sue eccezioni e, anche in questo caso, ci sono delle circostanze in cui si è giustificati a partire durante il coprifuoco (da dichiarare nel modulo di autocertificazione).

Vediamo regole da rispettare e sanzioni.

Possibile il rientro al domicilio/residenza durante il coprifuoco?

Il rientro al luogo “residenza, domicilio o abitazione” è ammesso nonostante gli spostamenti interregionali siano vietati fino (almeno) al 15 febbraio in zona gialla, arancione e rossa.

Ciò non esonera dall’obbligo di rispettare il coprifuoco, pena la multa da 400 a 1.000 euro. Tale divieto è trasversale per tutte e tre le zone di rischio e prevale sulla libertà di recarsi nel luogo di abitazione.

Infatti, le uniche ipotesi in cui si può uscire nelle ore del coprifuoco sono quelle previste dall’autocertificazione, quindi salute, comprovate esigenze lavorative e casi di necessità ed urgenza. Tra questi non c’è il rientro a casa propria a meno che, come vedremo, non ci siano delle ragioni che non consentano di intraprende il viaggio nella fascia oraria non soggetta a divieto.

Eccezioni: quando si può tornare al luogo di domicilio/residenza dopo le 22

Lo spostamento dopo le 22 o prima delle 5 del mattino per raggiungere il domicilio o la residenza è consentito soltanto se è concretamente impossibile viaggiare in un’altra fascia oraria.

In altre parole, si può violare il coprifuoco per tornare a casa solo se è estremamente complesso partire quando è consentito, per motivi, di salute, urgenza o lavoro.

A titolo di esempio, un addetto alle consegne a domicilio che lavora di notte può mettersi in viaggio verso casa dopo le 22 senza rischiare la multa; stessa cosa per chi finisce il turno di lavoro alle 21 e (per motivi da dichiarare) non può affrontare un viaggio di molte ore il giorno successivo.

Nel modulo di autocertificazione si dovrà provare il motivo di necessità o urgenza che ha reso necessario lo spostamento nelle ore del coprifuoco (ad esempio dichiarare turni e calendario di lavoro). E in caso di falsa dichiarazione si rischia il carcere da 1 a 6 anni.

Domicilio, residenza, abitazione: come riconoscerli

Come individuare correttamente il luogo di domicilio, residenza e abitazione è spiegato nelle FAQ del Ministero dell’Interno. Precisamente, il rientro è sempre consentito verso l’indirizzo in cui il soggetto ha:

  • la residenza, intesa come il luogo di dimora abituale giuridicamente rilevante e, quindi, risultante dai registri anagrafici e verificabile in ogni momento dalle Forze dell’ordine;
  • il domicilio, ovvero il luogo in cui il cittadino ha stabilito “la sede principale dei suoi affari e interessi”, che può non coincidere con la residenza (esempio tipico è lo studente universitario fuori sede che conserva la residenza nella città di origine);
  • abitazione, concetto previsto dal DPCM in vigore anche se non vi è una precisa definizione tecnico-giuridica. Questo va inteso come il luogo in cui una persona abita di fatto, con stabilità e continuità per periodi continuativi nell’arco dell’anno.

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