Elezioni Regno Unito in diretta: risultati ed exit poll

Elezioni Regno Unito in diretta live: urne aperte fino alle ore 23.00 italiane, poi inizierà lo spoglio dei voti con i risultati ufficiali che saranno accompagnati dagli immancabili exit poll.

Elezioni Regno Unito in diretta: risultati ed exit poll

Elezioni Regno Unito in diretta live: urne aperte per i circa 44 milioni di cittadini britannici aventi diritto al voto chiamati a eleggere i 650 membri che andranno a comporre la prossima Camera dei Comuni dopo lo scioglimento anticipato dello scorso ottobre.

Grande favorito è Boris Johnson, primo ministro uscente e leader dei Conservatori che punta a ottenere con queste elezioni un’ampia maggioranza che gli possa consentire di approvare l’accordo sulla Brexit da lui sottoscritto con l’UE.

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Si dice convinto di poter fermare l’ex sindaco sindaco di Londra Jeremy Corbyn, guida dei Labour che in sinergia con la giovane leader dei Liberali Jo Swinson vorrebbe un nuovo rinvio per il leave, al momento previsto per il 31 gennaio 2020, trovando così il tempo per indire un secondo referendum.

Per capire come andrà a finire si dovranno aspettare le ore 23.00 italiane, momento in cui verranno chiusi i seggi e inizieranno a uscire i primi exit poll seguiti poi dai risultati ufficiali, con la diretta live dello spoglio che potrà essere seguito qui di seguito in tempo reale.

Elezioni Regno Unito: diretta live

Grande attesa per quelli che saranno i risultati delle più che delicate elezioni nel Regno Unito, con i primi dati ufficiali che inizieranno ad arrivare a partire dalle ore 23.00 italiane insieme agli immancabili exit poll.

La diretta live delle elezioni nel Regno Unito:

Ore 18,51 - ll piano per la Brexit di Johnson potrebbe indebolire l’economia UK di quasi il 2%. Lo ha sostenuto, solo pochi minuti fa, l’Osservatorio delle politiche commerciali del Regno Unito (UKTPO).

Ore 18,13 - Ancora numerose le segnalazioni di lunghe code fuori dai seggi elettorali, anche di mezz’ora o quaranta minuti, che non di rado finiscono per spingere diversi elettori a rinunciare al voto.

Le file fanno pensare a un’affluenza pronta a mostrarsi di gran lunga superiore rispetto alle elezioni generali del 2017.

Ore 17:40 - Gli elettori indecisi si trovano ad affrontare una “scelta storica”. Sono parole di Jeremy Corbyn, che pochi istanti fa è stato suo malgrado protagonista di un curioso siparietto: una donna vestita dal pupazzo dei Muppet Elmo l’ha affrontato in un breve ma bizzarro faccia a faccia.

Ore 17:10 - La deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez appoggia il laburista Jeremy Corbyn, postando su Twitter un video-critica nei confronti di Boris Johnson:

“L’accumulo di ricchezze da parte di pochi sta andando a scapito della vita di una moltitudine di persone. Si può cambiare solo grazie a un’enorme ondata di nuovi elettori alle urne. Regno Unito, al voto!”

 

Ore 16:42 - Arrivato al vertice UE a Bruxelles, il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha dichiarato che importa poco o nulla il nome del ministro vincente, l’unica cosa che conta davvero è che termini l’incertezza e il conseguente stallo del parlamento:

“La cosa migliore per l’Irlanda, il Regno Unito e l’Europa intera è che cessi questo scenario dominato dall’incertezza; quindi se questo obiettivo sarà raggiunto con il primo ministro Johnson vincente o con altri non ha grande importanza”.

Ore 16:17 - Si stima che i primi risultati ufficiali relativi ai seggi inizieranno ad arrivare intorno alla mezzanotte ora italiana, dalle ore 23.00 invece spazio agli exit poll.

Ore 14:45 - Si segnalano lunghe file ai seggi, con soprattutto i più giovani che si starebbero recando in maniera massiccia alle urne.

Ore 11.57 - Un uomo sarebbe stato arrestato in un seggio in quanto sospettato di avere con sé un dispositivo sospettoso

Ore 11:43 - Anche il leader Labour Jeremy Corbyn ha espletato le sue operazioni di voto.

Ore 11:16 - Appello di Greta Thunberg a “un voto per il pianeta e le future generazioni”.

Ore 11.09 - Boris Johnson si presenta al seggio in compagnia del suo cane.

Ore 08.00 - Aperti i seggi, non si registrano particolari problematiche.

I risultati ufficiali a partire dalle ore 23.00

^PartitoRisultatoSeggi
Conservatori / /
Laburisti / /
Brexit Party / /
Green Party / /
Liberali / /
Ukip / /
Partito Nazionale Scozzese / /
Plaid Cymru / /
DUP / /
Sinn Féin / /
UUP / /

I sudditi di Sua Maestà in queste elezioni sono chiamati a eleggere i 650 membri della Camera dei Comuni attraverso un sistema di voto puramente maggioritario, che si basa sul principio del first-past-the-post.

Tutto il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) viene diviso in 650 collegi uninominali, dove viene eletto il candidato che ha preso anche un solo voto in più dei suoi avversari.

Di conseguenza un partito per avere la maggioranza dovrà ottenere almeno 326 seggi. In totale saranno 3.415 i candidati in corsa, compresi 206 indipendenti, in rappresentanza di ben 68 partiti differenti.

Partiti e programmi

Dando uno sguardo ai programmi dei quattro principali partiti in corsa, appare evidente che in questo voto sarà una sorta di Conservatori contro tutti. Nonostante questo, i sondaggi della vigilia danno Boris Johnson in netto vantaggio rispetto ai suoi avversari.

Mai come questa volta il panorama politico britannico appare spaccato tra partiti pro Brexit, anche a ogni costo compreso quel no deal che tanto spaventa i Mercati, contrapposti a chi vorrebbe invece un secondo referendum o un passo indietro in merito al leave.

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I Conservatori puntano con queste elezioni a ottenere i numeri necessari per approvare l’accordo sulla Brexit negoziato da Johnson, abbandonando così l’Unione il prossimo 31 gennaio.

Su posizioni simili ci sono il Brexit Party e quello che rimane dell’Ukip, mentre partiti nordirlandesi come il DUP e l’UUP storicamente alleati dei Tory sono contro l’accordo più che contrariati da come è stato trattato il tema dei confini doganali.

Contrari alla Brexit oppure a favore di un secondo referendum sono invece i Laburisti, i Liberali, il Partito Nazionale Scozzese, i gallesi di Plaid Cymru e infine i nordirlandesi di Sinn Féin.

Se Boris Johnson non dovesse ottenere una solida maggioranza alle urne, tutti i partiti ostili al suo accordo potrebbero impantanare nuovamente i Conservatori a Westminster, con la telenovela della Brexit che di conseguenza continuerebbe ad andare avanti con un nuovo rinvio che sarebbe inevitabile.

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