Il rischio di una bolla finanziaria è salito ai massimi livelli. A lanciare l’allarme non sono analisti di nicchia, ma due voci pesanti della finanza globale: David Solomon, Ceo di Goldman Sachs, e gli strategist di Saxo Bank, che vedono il rischio di un “reset” dei mercati nei prossimi due anni.
Dunque, mentre le Borse mondiali continuano a macinare record, spinte dall’euforia dell’intelligenza artificiale, che chi osserva un eccesso di entusiasmo e di capitali impiegati in modo irrazionale, in un clima che assomiglia sempre più a quello della bolla delle Dot-Com.
Per il momento, i titoli tecnologici continuano a dominare le piazze finanziarie e il denaro scorre in abbondanza, ma si moltiplicano i segnali di surriscaldamento. È davvero iniziata una nuova era alimentata dall’AI, o stiamo assistendo al preludio di una correzione improvvisa?
Goldman Sachs: “Il mercato corre più veloce della realtà”
Il Ceo di Goldman Sachs non lascia spazio a previsioni ottimistiche. Durante un intervento all’Italian Tech Week di Torino, David Solomon ha riconosciuto che l’intelligenza artificiale rappresenta una delle opportunità economiche più grandi della nostra epoca. Al tempo stesso, però, ha ammonito gli investitori a non farsi trascinare dall’euforia. I mercati si muovono a cicli e quando una nuova tecnologia innesca una corsa all’investimento, la storia insegna che l’entusiasmo tende a superare il potenziale reale.
Questo porta inevitabilmente a fare un confronto con la fine degli anni Novanta, quando Internet rivoluzionò l’economia e creò i giganti del web, ma lasciò dietro di sè una scia di società fallite e capitali bruciati. Lo stesso Nasdaq perse oltre il 75% del suo valore in poco più di un anno.
Oggi la dinamica è simile. L’AI sta attirando flussi di denaro imponenti, spesso verso aziende ancora lontane dalla redditività. Quando l’onda si ritirerà, non tutti resteranno a galla. “Ci sarà un reset”, ha detto, “e quando accadrà, la gente non si sentirà bene”. Un avvertimento che sa di premonizione per chi vede solo la parte luminosa del boom tecnologico.
Saxo Bank: “Euforia e pessimismo convivono, segnale di instabilità”
La visione di Saxo Bank non è meno prudente. In una recente analisi, l’istituto danese ha osservato come il sentiment del settore tecnologico abbia toccato il punto più basso dai tempi della bolla dot-com, nonostante gli indici globali si muovano ancora su livelli record. Un contrasto che, per la banca danese, è il sintomo più chiaro di un’economia in equilibrio precario.
Gli analisti parlano di un “clima contraddittorio” in cui la liquidità continua a gonfiare le valutazioni, ma la percezione del rischio cresce di settimana in settimana.
A complicare il quadro, c’è il boom del credito privato e delle operazioni fuori bilancio, che ricorda a molti investitori la vigilia della crisi dei subprime. Il caso First Brands, società americana di componenti automobilistici con 12 miliardi di debiti finita in bancarotta, è per Saxo uno dei campanelli d’allarme. “Non è il momento di prevedere, ma di prepararsi”, scrive la banca.
Se altre aziende, magari protagoniste del boom dell’intelligenza artificiale, dovessero imboccare la stessa strada di First Brands, schiacciate da debiti e valutazioni gonfiate, i mercati potrebbero ritrovarsi a fare i conti con un brusco risveglio. Goldman Sachs invita a mantenere la lucidità, Saxo Bank a proteggersi diversificando, ma entrambe lanciano un messaggio inequivocabile: il rischio bolla non è più un’ombra lontana, è una possibilità concreta. I prossimi ventiquattro mesi diranno se questa sarà la stagione più brillante del nuovo ciclo tecnologico o l’inizio del suo doloroso ridimensionamento.
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