Risarcimento danni incidente stradale: calcolo, quando spetta e obblighi dell’assicurato

Guida al risarcimento del danno provocato da incidente stradale: dai tempi per la liquidazione alle modalità per il calcolo, ecco tutto quello che serve sapere.

Risarcimento danni incidente stradale: calcolo, quando spetta e obblighi dell'assicurato

Capire a chi spetta l’onere di risarcire i danni provocati da un incidente stradale è molto importante così come lo è conoscere gli obblighi dell’assicurato in modo da sapere come comportarsi in caso di sinistro.

La prima cosa da fare è quella di denunciare tempestivamente il sinistro e, ovviamente, di chiamare i soccorsi nel caso in cui ci siano feriti; il primo obbligo è assolto anche con la compilazione del modello CAI/CID per la contestazione amichevole, quindi - qualora ne sussistano le condizioni - si può anche non chiamare le autorità. In questo caso il danneggiato deve fare richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa; sarà questa a sua volta a rifarsi su quella del conducente del veicolo responsabile dell’incidente.

I tempi del risarcimento, così come l’importo dello stesso, dipendono da diversi fattori dei quali vi parleremo in questa guida dedicata; quindi se vostro malgrado siete rimasti coinvolti in un incidente stradale e volete sapere cosa succede adesso, nonché cosa dovete fare per chiedere il risarcimento, questa è la guida che fa al caso vostro perché trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno, comprese quelle sul calcolo a a seconda delle situazioni.

Chi deve risarcire il danno?

In ambito assicurativo si utilizza il parametro del concorso di colpa per stabilire chi - in caso di incidente - deve risarcire i danni provocati. È il conducente che ha provocato il sinistro, infatti, a doversi fare carico dei danni.

Di conseguenza, quando il concorso di colpa è al 50% - ossia se entrambi i conducenti hanno contribuito in egual modo al verificarsi dell’incidente - ciascuna delle parti coinvolte deve rimborsare i veicoli danneggiati nella percentuale del 50%.

Naturalmente non è il colpevole a pagare direttamente, ma la sua assicurazione. Anzi, dal 1° gennaio 2017 è stato introdotto lo strumento dell’indennizzo diretto, con il quale è possibile chiedere direttamente il risarcimento del danno alla propria compagnia assicurativa. Sarà questa poi a rifarsi su quella del conducente che ha provocato l’incidente.

Qualora nell’incidente sia rimasta coinvolta più di una vettura, ad esempio nel caso di un tamponamento a catena, bisognerà rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa che tutela il responsabile del sinistro.

Cosa succede invece se chi ha causato l’incidente guidava senza assicurazione? In tal caso per la richiesta di risarcimento del danno dovete rivolgervi al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Risarcimento del danno: come si calcola?

Per capire come calcolare il risarcimento del danno provocato da un incidente stradale, è importante sapere che questo può essere di diversa natura.

Vanno risarciti, infatti, sia i danni provocati al mezzo che quelli alla persona. Nel primo caso sono comprese tutte le spese necessarie per la riparazione dei veicoli danneggiati. Qualora il valore del danno sia superiore a quello del veicolo, però, il titolare viene risarcito nel limite dell’importo assicurato.

Ad esempio se la vostra auto è assicurata per un valore di 5.000 euro sarà questo l’importo massimo che potete ottenere come risarcimento, anche se per ripararla ne sono necessari più di 6.000.

Vengono risarciti poi i danni provocati alle persone coinvolte nell’incidente, comprese quelle presenti nel proprio veicolo. Nel risarcimento sono compresi sia i danni patrimoniali - come ad esempio i costi da sostenere per il recupero della piena attività fisica - e quelli non patrimoniali.

I danni alla persona

Soffermiamoci su quest’ultimo punto, quello relativo al risarcimento per i danni provocati alla persona. Come anticipato, la compagnia assicurativa risarcisce - una volta incaricato il perito - tre diversi tipi di danno:

  • patrimoniale o economico che comprende tutte le spese sostenute a causa dell’incidente. In questa categoria è compreso anche il lucro cessante, ossia il mancato guadagno causato dalla cessazione dell’attività lavorativa;
  • biologico permanente: ogni lesione provocata dall’incidente viene quantificata e risarcita, utilizzando le tabelle apposite (attualmente non sono ancora disponibili quelle nazionali, quindi si utilizzano quelle del Tribunale di Milano).

Il calcolo del danno biologico verte su due fattori:

  • la percentuale del danno biologico (più è alta e maggiore sarà il risarcimento);
  • l’età dell’interessato (più è alta e minore sarà il risarcimento).

Abbiamo poi il terzo tipo di danno risarcibile, ovvero l’invalidità temporanea. La compagnia assicurativa risarcisce la persona per ogni giorno in cui - a causa dell’incidente - non si è potuta muovere come avrebbe voluto.

Nel dettaglio, l’invalidità può essere assoluta (quando la persona è rimasta a letto) o parziale, con quest’ultima riconosciuta nella percentuale del 75%, 50% o 25%. Anche in questo caso più la percentuale è alta e maggiore sarà l’importo del risarcimento.

Le tabelle del risarcimento del danno attualmente in vigore prevedono che per l’inabilità temporanea vanno risarciti i seguenti importi (aggiornati al 2018) per ogni giorno in cui sussiste questa condizione:

  • assoluta al 100%: 47,07 euro;
  • parziale al 75%: 35,30 euro;
  • parziale al 50%: 25,54 euro;
  • parziale al 25%: 11,77 euro;

Ma a chi ha il dovere di quantificare il danno? Vediamolo di seguito.

A chi spetta il calcolo del risarcimento?

L’assicurazione nel quantificare il danno si rivolge ad un perito di fiducia, il quale una volta presi in considerazione tutte le conseguenze dell’incidente stradale redige una perizia con l’importo da risarcire.

Solitamente per il risarcimento del danno provocato all’automobile vengono prese in considerazione le fatture sostenute per la riparazione del danno, o anche il preventivo fatto dal carrozziere di fiducia. Non è detto però che l’importo del risarcimento sia pari alle vostre aspettative, visto che molte volte le compagnie assicurative “giocano al ribasso”.

In tal caso se volete farvi riconoscere un danno superiore è meglio chiedere il supporto legale di un avvocato.

Anche per i danni provocati alla persona l’assicurazione incarica un fiduciario, che avrà il compito di valutare tutte le lesioni. È la vittima dell’incidente comunque a dover presentare il certificato del pronto soccorso, più tutti i certificati rilasciati al termine delle altre visite mediche sostenute a causa del sinistro.

Tempi per il risarcimento del danno

Per ottenere il risarcimento del danno subito, in media ci vogliono dai 30 ai 120 giorni.

I tempi sono più stretti nel caso in cui i conducenti coinvolti nel sinistro abbiano denunciato lo stesso ricorrendo alla contestazione amichevole, dal momento che in questo caso la compagnia assicurativa ha 15 giorni per presentare l’offerta di liquidazione del danno e altrettanti per procedere con il risarcimento.

Senza constatazione amichevole i tempi sono più lunghi: occorrono infatti almeno 2 mesi per il risarcimento del danno al mezzo, mentre per gli infortuni i tempi si allungano fino a 3 mesi.

Per maggiori informazioni in merito vi consigliamo di leggere la nostra guida dedicata ai tempi per il risarcimento del danno da incidente stradale.

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