Rinnovo contratto statali, aumento stipendio in base al merito: la proposta dell’ARAN

Rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione: ecco le prime indicazioni dell’ARAN. Aumenti legati al merito, possibile introduzione di una figura manageriale nel pubblico impiego.

Rinnovo contratto statali, aumento stipendio in base al merito: la proposta dell'ARAN

Per il rinnovo del contratto del pubblico impiego - scaduto ormai da un anno e mezzo - qualcosa si sta muovendo. In questi giorni, infatti, l’ARAN (l’agenzia governativa che siede in rappresentanza del Governo al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto) ha convocato i sindacati per illustrare il documento conclusivo sull’ordinamento professionale, il quale poi verrà inviato al Ministro della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, ai fini di inserirli nell’atto di indirizzo per l’avvio delle trattative per il rinnovo dell’accordo per il triennio 2019-2021.

Il testo è stato letto in anteprima da Il Messaggero, il quale ha dato alcune importanti anticipazioni a riguardo. Nel dettaglio, due sono i punti più importanti e sui quali ci soffermeremo di seguito, di cui il primo riguarda il legame tra il merito dei dipendenti e l’aumento di stipendio.

Un principio, quello della meritocrazia, che da anni cerca di farsi strada nella pubblica amministrazione ma senza particolare successo; adesso questo potrebbe essere legato all’aumento di stipendio, riconoscendo dei premi a quei dipendenti che si distingueranno per il loro lavoro.

La seconda novità è quella che prevede la nascita di una nuova categoria professionale all’interno dei ranghi della Pubblica Amministrazione: il manager.

Prima di andare avanti è bene sottolineare che questa riforma dell’ordinamento professionale andrebbe a riguardare solamente le Funzioni centrali, ovvero quel comparto che raggruppa Ministeri, Agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Tuttavia, novità come quella che punta ad introdurre un legame sempre più forte tra meritocrazia e stipendio potrebbe essere estesa anche ad altri comparti nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto.

Rinnovo contratto statali: aumento di stipendio in base al merito?

Nel documento che l’ARAN presenterà nelle prossime ore ai sindacati si parla di una modifica delle progressioni economiche dei dipendenti dei Ministeri e delle agenzie fiscali, per i quali oggi il sistema prevede che si tenga conto solamente dell’anzianità e dei titoli.

Per l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni è arrivato il momento di introdurre un sistema meritocratico nel pubblico impiego, nonché maggiormente flessibile.

A tal proposito, nel testo del provvedimento si legge che bisognerebbe “riconoscere nel tempo incrementi retributivi a chi abbia conseguito livelli di prestazione soddisfacenti, ancorché non caratterizzati da eccellenza”. Aumenti di stipendio legati alla meritocrazia e quindi niente aumenti a pioggia. L’obiettivo è di avere una certa selettività nel riconoscimento degli aumenti retributivi, in modo da riconoscere delle somme più sostanziose a seconda delle capacità professionali e dei risultati ottenuti sul lavoro.

Una proposta che comunque dovrebbe trovare l’opposizione dei sindacati, i quali da sempre sono contrari all’introduzione di meccanismi premiali all’interno della Pubblica Amministrazione, anche perché questi potrebbero incentivare la competizione (e l’esperienza negativa del bonus merito nella scuola ne è la dimostrazione). Per questo motivo i sindacati continueranno a chiedere che l’aumento di stipendio sia per tutti e che venga riconosciuto automaticamente ogni cinque anni.

Riforma Pubblica Amministrazione: arriva il manager?

Altra novità è quella legata all’introduzione di incarichi manageriali o professionali. Per quanto riguarda i primi, nel documento si legge che questi saranno “correlati a responsabilità di risultato su uffici o strutture, con elevato grado di autonomia, con delega di funzioni ed assunzione di responsabilità verso l’esterno; i secondi, a responsabilità professionali derivanti dallo svolgimento di funzioni richiedenti l’iscrizione ad albi”.

Per capire come funzionerebbe questa novità dobbiamo partire dalla struttura attuale dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, i quali sono strutturati in tre aree suddivise poi in diverse posizioni. Prima, seconda e terza area, di cui l’ultima è quella più elevata in quanto vi troviamo i funzionari.

Tuttavia, il passaggio alla dirigenza oggi può avvenire solamente tramite concorso pubblico; una procedura che secondo l’ARAN non valorizza le competenze e le capacità dimostrate sul campo e per questo motivo ci dovrebbe essere la possibilità di promuovere i più bravi, i quali acquisirebbero un incarico manageriale.

Una figura che - guardando al settore privato - sarebbe simile ai quadri intermedi.

Ovviamente per far sì che tutto questo progetto si realizzi è necessario che questa posizione manageriale venga introdotta nel nuovo contratto.

Se ne parlerà, ma anche in questo caso la trattativa con i sindacati si preannuncia in salita.

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