Rimborso 730/2026, qual è l’importo massimo che si può avere?

Patrizia Del Pidio

7 Luglio 2026 - 08:31

C’è un tetto massimo per il rimborso 730/2026? Scopri i limiti per dipendenti e pensionati, come cambiano i controlli del Fisco e la soglia dei 4.000 euro.

Rimborso 730/2026, qual è l’importo massimo che si può avere?

A quando può ammontare al massimo il rimborso del 730/2026? La normativa non stabilisce un importo massimo assoluto alla cifra che si può recuperare con la presentazione della dichiarazione dei redditi, ma il rimborso spettante dipende esclusivamente dalla capienza fiscale del contribuente. Il contribuente non può ricevere un rimborso maggiore rispetto all’imposta versata effettivamente nell’anno precedente.

Quando si parla di dichiarazione dei redditi, ma in particolar modo di modello 730/2026, quello che maggiormente interessa i cittadini è il rimborso che potrebbe derivare dal conguaglio fiscale (la differenza tra imposte pagate in busta paga o sulla pensione e imposte dovute - scontate dalle detrazioni spettanti).

Il rimborso del 730 spetta quasi sicuramente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati visto che, in questi casi, l’Irpef è versata dal sostituto di imposta e trattenuta dalla busta paga mese dopo mese nell’anno precedente. Alla luce di questo, però, quanti soldi al massimo si possono ottenere dal rimborso fiscale? Andiamo a vedere come funziona il conguaglio fiscale e le detrazioni spettanti.

Come si determina l’importo del rimborso del 730/2026?

Con la presentazione del 730 si permette un calcolo reale dell’Irpef dovuta. Prima si determina il reddito complessivo da cui si sottraggono eventuali deduzioni per ottenere il reddito imponibile. Su quest’ultimo, poi, si applicano le aliquote riferite allo scaglione di reddito e si determina l’imposta lorda. Per arrivare all’imposta netta, che è quella realmente dovuta dal contribuente, si devono sottrarre all’imposta lorda le detrazioni spettanti.

Il soggetto, quindi, prendendo in considerazione tutte le spese detraibili sostenute nell’anno di imposta precedente, le vede sottrarre dall’imposta lorda. Nei casi di dipendenti e pensionati, che versano l’Irpef direttamente in busta paga, mese dopo mese, molto spesso il conguaglio Irpef risulta a credito e determina un rimborso.

Questo accade perché il datore di lavoro applica in busta paga l’Irpef, basandosi sui redditi presunti che il dipendente percepisce nell’anno, effettuando, poi, un conguaglio a dicembre per recuperare l’eventuale Irpef ancora dovuta o per restituire quella eventualmente versata in più. Le detrazioni entrano in gioco solo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Avendo, però, il dipendente e il pensionato già versato l’imposta dovuta, per forza di cose, le detrazioni si trasformano in un rimborso dell’Irpef versata ma non realmente dovuta.

Qual è il rimborso massimo che si può avere?

Il rimborso massimo ottenibile dal modello 730/2026 non è uguale per tutti, ma varia da persona a persona. Questo perché le detrazioni operano solo fino a capienza fiscale.

Appurato questo, quindi, ogni lavoratore può ottenere un rimborso del 730 che al massimo può essere pari all’imposta dovuta e mai superiore a essa. Come abbiamo detto, si ha diritto a detrazioni finché c’è Irpef da cui sottrarle. Nel momento in cui le detrazioni raggiungono la somma dell’imposta dovuta, di fatto, non se ne ha più diritto perché si è esaurita la capienza fiscale.

Facciamo un esempio pratico. L’imposta dovuta (e già versata in busta paga) da un lavoratore dipendente è pari a 8.249 euro. Il rimborso massimo ottenibile da questo contribuente è pari proprio a 8.249 euro: se ha detrazioni che gli permettono di arrivare a questa somma l’intera imposta versata gli sarà rimborsata. In nessun caso, però, il rimborso potrà essere superiore a questo importo perché le detrazioni possono essere utilizzate solo fino all’azzeramento dell’Irpef.

Se a dover versare l’Irpef di 8.249 euro è un lavoratore autonomo che non ha ancora versato acconti, il diritto al rimborso non può esserci e la conseguenza dell’applicazione delle detrazioni si concretizza con un azzeramento dell’Irpef dovuta.