La riforma della prescrizione entrerà in vigore nel 2020: tutte le novità

Il Ddl anticorruzione è stato approvato, e con esso la riforma della prescrizione, che, tuttavia, sarà resa operativa solamente a partire dal 1° gennaio 2020. Ecco cosa prevede il testo.

La riforma della prescrizione entrerà in vigore nel 2020: tutte le novità

La riforma della prescrizione è stata confermata nel testo della legge anticorruzione, tuttavia sarà operativa solamente a partire dal 2020. La riforma prevede l’interruzione dei i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di assoluzione che di condanna.

Le forze politiche, fin da subito in contrasto su questo punto, hanno raggiunto un accordo con il compromesso di posticipare l’entrata in vigore della riforma al 2020, in previsione di un futuro progetto di modifica della disciplina del processo civile.

Nonostante sia ormai legge, la riforma della prescrizione è ancora oggetto di un acceso dibattito: per alcuni è l’unico modo per impedire la prescrizione dei reati dovuta ai tempi eccessivi della giustizia italiana, per altri, al contrario, la prescrizione è l’unico modo in cui l’ordinamento può difendere gli imputati dalla lunghezza dei processi e delle indagini.

La prescrizione nel diritto italiano

La prescrizione è l’istituto che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo e ha un significato sensibilmente differente in base all’ambito di applicazione:

  • nel diritto civile, secondo l’art. 2934 del Codice Civile, la prescrizione è l’estinzione di un diritto qualora il titolare non lo eserciti entro il termine fissato dalla legge e persegue la ratio di garantire la certezza dei rapporti giuridici;
  • nel diritto penale, secondo l’art. 157 del Codice Penale, la prescrizione è l’estinzione di un reato al trascorrere di un determinato periodo di tempo ed ha lo scopo di assicurare all’imputato un giusto processo in tempi ragionevoli.

Dunque la prescrizione, così come disegnata sia dal Codice Civile che Penale, risponde al principio di economia dei sistemi giudiziari. Lo Stato infatti, trascorso un determinato periodo di tempo tassativamente stabilito rinuncia a perseguire l’autore del reato. In più garantisce il diritto di difesa dell’imputato perché il trascorrere del tempo può rendere più difficile recuperare prove a suo favore.

Nonostante la prescrizione sia uno strumento a garanzia del giusto processo, le eccessive lungaggini della giustizia italiana fanno sì che spesso cadano in prescrizione reati per i quali si aspetta ancora giustizia, lasciando i colpevoli impuniti.

Questo perché, anche se la prescrizione non opera come un’assoluzione a formula piena, in molti casi gli effetti per l’imputato possono sembrare identici; ciò scatena la rabbia e l’indignazione dei parenti delle vittime che vedono svanire la speranza di avere giustizia per i propri cari.

Per un maggiore chiarezza vi invitiamo a consultare il nostro articolo di approfondimento sulla prescrizione; adesso vediamo quali sono i punti della riforma e perché ha sollevato tante polemiche.

La riforma della prescrizione

L’emendamento apposto dai redattori grillini sulla prescrizione aveva messo a dura prova il Governo giallo-verde. Tuttavia l’emendamento, inserito nel testo del Ddl anticorruzione, è diventato legge, anche se sarà operativo a partire dal 1° gennaio del 2020.

Con questo emendamento, l’istituto della prescrizione viene sensibilmente cambiato; in particolare si prevede l’interruzione dei termini della prescrizione dopo la sentenza di prima grado, sia di assoluzione che di condanna, misura che - a detta del M5S - garantirebbe la certezza della pena e la velocizzazione della macchina giudiziaria.

Tuttavia, nonostante la riforma sia ormai legge, per molti si tratta di una previsione inutile, dannosa e addirittura incostituzionale, dal momento che:

  • non riduce i tempi troppo lunghi delle indagine dei p.m. causa principale dell’eccessiva durata dei tempi della giustizia);
  • rende eterni i processi successivi a quello di primo grado perché, dopo che il reato cade in prescrizione, si perderebbe l’interesse a procedere con un secondo grado di giudizio.

Dunque, il dibattito non si è fermato, anzi, la riforma della prescrizione sicuramente farà parlare a lungo, poiché sul piano pratico le sue implicazioni sono notevoli e la sua efficacia dipende anche dall’entrata in vigore della riforma del processo civile, di cui si attendono i dettagli.

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