Riforma delle pensioni 2015: prelievo forzoso in arrivo per quelle d’oro? Ecco qual è la proposta di Tito Boeri

Tito Boeri torna a parlare di riforma delle pensioni, illustrando un’altra delle proposte che l’INPS presenterà per riformare il comparto previdenziale: un prelievo forzoso sui trattamenti più elevati per contrastare la povertà.

Le proposte del neopresidente dell’INPS Tito Boeri continuano a gettare scompiglio e a destare preoccupazione tra i contribuenti. In un’intervista rilasciata a Ballarò, infatti, Boeri ha illustrato un’altra delle proposte che l’INPS presenterà al Governo per la riforma delle pensioni.

Come già Boeri aveva spiegato in una lettera inviata ai dipendenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in occasione della sua nomina, il suo mandato sarebbe stato improntato su valori quali la trasparenza, la lotta alla povertà e l’equità. Tra le azioni concrete che l’INPS sta attuando e che metterà presto in campo per garantire la trasparenza ai contribuenti italiani, vi sono la busta arancione e i controlli, più diffusi e approfonditi, sull’evasione contributiva.

Per quanto riguarda, invece, l’equità e la lotta alla povertà, oltre all’ipotesi di una svalutazione degli assegni pensionistici, ieri Tito Boeri è tornato a parlare della possibilità di un prelievo forzoso sugli assegni più elevati.
Il problema maggiore, secondo Boeri, sussiste tra i contribuenti con oltre 55 anni di età, dove avvengono gli squilibri maggiori:

«Ci sono delle persone che hanno delle pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi (...) A mio giudizio c’è un problema di equità che andrebbe affrontato. Si può chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà soprattutto nella fascia 55/65 anni».

In altri termini, ai titolari delle cosiddette pensioni d’oro, le pensioni molto elevate il cui importo non è giustificato dalla quantità di contributi versati, potrebbe essere richiesto, o applicato, un prelievo forzoso, sul proprio trattamento pensionistico, da destinare al contrasto della povertà, ossia, ad esempio, agli ammortizzatori sociali per disoccupati o per gli esodati, un’altra fascia di contribuenti sempre tra i 55 e i 65 anni che si trova in una situazione opposta rispetto a quella dei titolari delle cosiddette pensioni d’oro.

Boeri ha spiegato che l’INPS presenterà le proprie proposte concrete entro Giugno ma, ovviamente, si tratta solo di proposte, dal momento che l’INPS non ha alcun potere decisionale in merito. Attraverso un intervento normativo, di cui Boeri ha discusso ieri con il premier Renzi a Palazzo Chigi

«Saranno il Governo e il Parlamento a decidere. Noi, utilizzando tutti i dati di cui disponiamo, faremo delle proposte articolate. La filosofia di fondo è quella dell’equità, noi faremo queste proposte per equità non per fare cassa»

La necessità di azioni legislative volte a favorire una maggiore equità nel trattamento dei contribuenti si rendono necessarie, secondo Boeri, dal momento che

«uno dei problemi più seri che noi vediamo è quello della generazione tra i 55 e i 65 anni che si sono trovati con queste riforme un po’ spiazzati»

Il riferimento è chiaramente alla riforma Fornero e al problema degli esodati per i quali, nonostante le successive salvaguardie, deve ancora essere trovata una soluzione organica.
Lo scopo di un prelievo forzoso sulle pensioni d’oro e sui trattamenti pensionistici più elevati sarebbe però anche un altro:

«Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per (...) dare la possibilità di andare in pensione prima in modo sostenibile, quindi avendo una pensione più bassa»

Si tratta, quindi, di reperire denari utili per favorire la flessibilità in uscita, ossia per consentire, sempre ai contribuenti tra i 55 e i 65 anni, di uscire prima dal mondo del lavoro ottenendo un assegno pensionistico più basso.

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