Ricordate Sebastian Kurz? Oggi l’ex cancelliere austriaco ha un’azienda da $3 miliardi

Ilena D’Errico

20 Giugno 2026 - 01:52

Sebastian Kurz, due volte cancelliere austriaco, ha lasciato la politica per l’imprenditoria. Oggi la sua azienda vale 3 miliardi di dollari.

Ricordate Sebastian Kurz? Oggi l’ex cancelliere austriaco ha un’azienda da $3 miliardi

Sebastian Kurz è stato sicuramente uno dei cancellieri austriaci più noti e controversi di sempre, ma il suo ritiro dalla politica è stato anche un netto allontanamento dai riflettori mediatici. Questo però non significa che la sua vita professionale abbia subito un arresto, visto che oggi ha un’azienda da ben 3 miliardi di dollari. Ecco cosa sappiamo.

Ricordate Sebastian Kurz?

Sebastian Kurz è stato un politico piuttosto chiacchierato, ma non sicuramente non il solo, quindi è utile un breve ripasso. Intanto, detiene il record come più giovane cancelliere non solo dell’Austria ma di tutto il mondo. Aveva 31 anni quando è stato eletto per la prima volta nel 2017, per poi essere sfiduciato dal Parlamento nel 2019 per gli scandali del cosiddetto Ibizagate. Due membri del suo esecutivo, Heinz-Christian Strache (allora presidente del Partito della libertà FPÖ) e Johann Gudenus (vice presidente del FPÖ), sono stati filmati mentre si accordavano con la presunta nipote di un oligarca russo per uno scambio di favori, finanziamenti al Partito in cambio di appalti pubblici esclusivi e così via.

Non finisce qui, perché Kurz è stato rieletto una seconda volta, restando in carica tra il 2020 e il 2021. Questo secondo mandato si è concluso con le dimissioni e il ritiro dalla vita politica del cancelliere a seguito delle accuse di favoreggiamento della corruzione. In merito all’affare Ibiza, l’iniziale condanna per falsa testimonianza è stata ribaltata in appello nel 2025, mentre non si hanno ancora notizie sull’indagine che lo vedrebbe coinvolto nell’uso dei fondi del ministero delle Finanze per favorire il suo partito nei sondaggi e nell’immagine pubblica.

Ad oggi, quindi, non si può dire che abbia commesso alcun reato, ma sicuramente la sua carriera politica è stata tanto sfortunata quanto inizialmente promettente. In politica da quando aveva solo 16 anni, Kurz è stato anche il ministro più giovane dell’Austria, essendo stato nominato ministro degli Esteri nel 2013, all’età di 27 anni. Non si può però dire che la strada imprenditoriale sia stata una scelta di second’ordine, anzi, sta sicuramente garantendo a Kurz grandi soddisfazioni, la possibilità di contribuire alla propria nazione e il giusto riparo dai riflettori.

L’azienda da $3 miliardi di Sebastian Kurz

Una volta lasciata la politica, Sebastian Kurz si è dedicato a varie attività imprenditoriali, ma la più importante è a mani basse Dream, che ha fondato insieme all’imprenditore israeliano Shalev Julio, cofondatore di Nso Group, nota soprattutto per lo sviluppo dello spyware Pegasus. La missione di Dream, però, è differente. L’azienda è rivolta alla protezione di governi, sistemi sanitari, eserciti e infrastrutture critiche dagli attacchi informatici su larga scala. Secondo Kurz, infatti, “la prossima guerra cibernetica sarà combattuta tra IA e IA”, da cui l’idea di unire intelligenza artificiale e cybersecurity al servizio dei Paesi che devono emanciparsi dalle grandi potenze. Non bisogna dipendere dagli Stati Uniti o dalla Cina, ha spesso ribadito Kurz, che vuole garantire sistemi di difesa autonomi e protetti.

Non ci sono cloud, né condivisioni con parti terze, ma sistemi da gestire senza rischi di interferenze. Il progetto sta funzionando, comunque, ha già acquisito clienti in tutto il mondo e soprattutto grandi finanziamenti. In poco più di 3 anni l’azienda ha raggiunto un valore di ben 3 miliardi di dollari, con una crescita eccezionale nel settore della cyberdifesa. Tra i principali finanziatori si trovano Bicycle capital, Capital group, Bain Capital, Tru Arrow partners, James Rothschild e Antler. Si confermano così le alte aspettative che si erano formate al raggiungimento di 1,1 miliardi di dollari nel 2025. Un livello di crescita che permette a Kurz di considerare l’IPO “un’opzione realistica”, anche se ovviamente bisognerà prima attendere il consolidamento di questa espansione.