Il richiamo per gli airbag Takata può ora influire sulla revisione, ma basta rispettare l’obbligo di sostituzione per non avere problemi.
Negli ultimi tempi si parla di nuovo del richiamo per gli airbag Takata installati su alcune auto, perché potrebbero essere difettosi. La questione non è affatto nuova, anzi, le segnalazioni di incidenti sono cominciate nei primi anni Duemila e poco dopo le evidenze scientifiche hanno confermato la difettosità delle serie di airbag con generatori di gas basati su nitrato d’ammonio stabilizzato. Tuttavia, ci sono ancora diversi veicoli potenzialmente affetti da questo problema. Soltanto in Italia secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) si parla di 4 milioni di veicoli immatricolati, di cui circa 1,25 milioni circolanti.
Ecco che i produttori stanno gradualmente richiamando i veicoli interessati per la sostituzione. Per esempio recentemente molti proprietari di veicoli Citroen hanno ricevuto la relativa comunicazione. All’inizio del mese, inoltre, un decreto del Mit ha aggiunto il controllo degli airbag richiamati nei requisiti per la revisione. Ecco perché il tema è più che attuale, ma non è affatto il caso di allarmarsi. Bisogna semplicemente verificare se il proprio veicolo rientra nei casi di richiamo ed eventualmente procedere alla sostituzione degli airbag entro i termini previsti. Così, non si avranno problemi nella revisione periodica e soprattutto si guiderà un mezzo più sicuro.
Cosa cambia nella revisione
Il decreto n. 229 del 2 luglio 2026 del ministero dei Trasporti obbliga i centri che si occupano delle revisioni dei veicoli di verificare l’eventuale appartenenza alle campagne di richiamo per gli airbag Takata. Si intende così accelerare la sostituzione degli airbag difettosi per la sicurezza della circolazione stradale, obbligando i proprietari dei veicoli interessati alla sostituzione per poter continuare a guidare. Per le auto sottoposte al richiamo urgente “Stop drive” l’esito del controllo sarà automaticamente “Ripetere – sospeso dalla circolazione”. La vettura non potrà quindi circolare fino alla sostituzione degli airbag e successiva revisione.
Nel caso di richiamo ordinario, invece, c’è tempo per cambiare gli airbag Takata fino al 1° ottobre 2026. In questo caso, quindi, il veicolo potrà continuare a circolare esibendo la prenotazione ufficiale dell’intervento di sostituzione. Superando la scadenza, invece, anche per il richiamo non urgente ci sarà la sospensione della circolazione, con obbligo di sostituzione degli airbag entro 30 giorni. A tal proposito, è bene speficicare che i veicoli sottoposti a “Stop drive” non possono circolare neanche per raggiungere il centro di sostituzione, mentre generalmente ciò non vale per il richiamo ordinario. In caso di obbligo di ripetere la revisione sarà in ogni caso possibile guidare il veicolo soltanto fino al centro di sostituzione e poi di revisione, fino alla nuova revisione.
Quali veicoli sono interessati dal richiamo e cosa rischiano
Per controllare se il proprio veicolo è interessato dalle campagne di richiamo e di che tipo è possibile utilizzare l’apposito servizio del Mit, scegliendo la casa automobilistica e inserendo il numero di telaio (Vin). A tal proposito, ricordiamo che il numero di telaio è visibile sulla carta di circolazione alla lettera E, presentandosi come un sequenza univoca di 17 caratteri alfanumerici, differente sia dalla targa che dal codice motore. Generalmente si trova anche sull’automobile, per esempio sulla portiera di guida, con un adesivo oppure inciso, ma il controllo del libretto non fallisce mai.
Bisognerà poi seguire le istruzioni della casa automobilistica per prenotare l’appuntamento di sostituzione, che per il richiamo urgente deve garantire una risoluzione entro 30 giorni dalla richiesta. In ogni caso, la sostituzione è completamente gratuita e gran parte delle aziende prevede la fornitura di auto sostitutive per limitare i disagi. Eseguendo la sostituzione per tempo non si avranno problemi nella revisione, né l’iscrizione del blocco sull’Archivio nazionale veicoli (Ced Motorizzazione) per chi non mette in sicurezza il veicolo entro i tempi massimi indicati dal richiamo.