L’azienda non lo avvisa della scadenza del contratto, ora deve pagare migliaia di euro di risarcimento. Ecco cos’è successo.
Le cause di lavoro sono sempre complesse e articolate, ma alcune volte si verificano situazioni davvero paradossali. Un lavoratore ha appena ricevuto migliaia di euro di risarcimento soltanto perché il datore di lavoro si era dimenticato di dirgli che il contratto era scaduto. Una vicenda così assurda che sembra una storia di finzione, se non fosse che è arrivata fino alla Corte di Cassazione francese. Si sono susseguiti diversi fatti concomitanti in questo percorso, che hanno contribuito a far passare un notevole lasso di tempo senza che l’anomalia uscisse allo scoperto subito. Scopriamo cos’è successo, anche perché il tema della notifica della cessazione del rapporto subordinato è sempre attuale ovunque.
L’azienda non gli ha detto che il contratto era scaduto
Torniamo brevemente sulle tempistiche di questa peculiare vicenda. Il lavoratore in questione ha scoperto della cessazione del suo rapporto di lavoro con ben 2 anni di ritardo e ha ottenuto un risarcimento in tribunale addirittura 6 anni dopo. Cominciamo dall’inizio, ovvero dall’assunzione del lavoratore, impiegato con un contratto a tempo determinato finalizzato alla sostituzione di un lavoratore assente. Con questo contratto di lavoro il dipendente sa già di avere un incarico temporaneo, proprio dei contratti a termine, ma non ha una scadenza prefissata. La cessazione del rapporto di lavoro coincide con il ritorno del lavoratore sostituito, debitamente e preventivamente comunicato.
Da questo punto di vista dobbiamo fare subito chiarezza, perché l’ordinamento italiano non prevede alcun contratto di questo genere. In Italia i contratti a tempo determinato devono avere una scadenza prefissata ben definita, anche quando sono finalizzati alla sostituzione di un dipendente assente, tenendo conto che si tratta in genere di situazioni temporalmente definite (come i congedi parentali e l’aspettativa, per esempio). La vicenda però è avvenuta in Francia, dove è stata legittimamente apposta una clausola contrattuale in cui la scadenza del rapporto di lavoro coincideva con il ritorno del dipendente sostituito o, altrimenti, la fine del suo rapporto di lavoro.
La validità di questa clausola, tuttavia, dipende dalla corretta comunicazione della cessazione al lavoratore, tanto nei tempi quanto nei modi. Tornando al protagonista di questa storia, è evidente che non è stato avvisato del termine del rapporto di lavoro, ma ciò ancora non spiega perché siano trascorsi addirittura 2 anni senza che nessuna delle parti si sia accorta dell’errore. Bisogna sapere che dopo soltanto 1 mese dall’assunzione il lavoratore in questione è stato vittima di un incidente sul lavoro, che lo ha costretto ad assentarsi per infortunio.
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Migliaia di euro di risarcimento
Durante il congedo né il lavoratore né il datore si è reso conto che qualcosa non stava andando per il verso giusto, perché nel frattempo il contratto è scaduto (neanche con il ritorno del lavoratore sostituito bensì con la cessazione definitiva del suo impiego) ma non è stato notificato all’interessato. Come se non bastasse, poi il lavoratore sostituto è stato dichiarato inadatto alla professione a causa di un altro incidente avvenuto molto tempo prima. Una circostanza che ha fatto sorgere ben precisi obblighi a carico dell’azienda, ovvero riclassificare il rapporto di lavoro e in alternativa riprendere il pagamento dello stipendio concordato dopo 1 mese senza altre azioni.
Come si può immaginare l’azienda è risultata inadempiente, convinta di aver precedentemente terminato il rapporto lavorativo, anche perché il dipendente da sostituire non lavorava più per lo stesso datore di lavoro. Questa situazione è stata oggetto di una lunga controversia legale, che ha visto alla fine il riconoscimento di un sostanzioso risarcimento al lavoratore, da compensare per il mancato preavviso, gli arretrati non pagati e la non avvenuta riqualificazione dell’impiego. In Italia, al contrario, il contratto a tempo determinato si estingue automaticamente alla scadenza e non deve necessariamente essere comunicata al dipendente, per quanto molte aziende lo facciano per prassi.
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