Ricarica dell’auto elettrica con carta o app: differenze di costi e commissioni

Emanuela Ceccarelli

9 Giugno 2026 - 21:33

Meglio pagare la ricarica dell’auto elettrica con carta o app? Scopri come cambiano i prezzi tra POS, app e abbonamenti per risparmiare davvero.

Ricarica dell’auto elettrica con carta o app: differenze di costi e commissioni

L’auto elettrica è entrata nella vita quotidiana molto più velocemente di quanto abbia semplificato le abitudini di chi la guida. Chi viaggia spesso se ne è accorto subito: con le auto elettriche, anche il gesto automatico di fare il pieno è diventato più che mai strategico.
Il passaggio all’elettrico ha reso necessaria una maggiore programmazione dei propri spostamenti. Non si può infatti viaggiare senza tenere conto dell’autonomia della propria vettura e la diffusione delle colonnine di ricarica, non ancora performanti.

Inoltre, con i costi dell’energia in costante aumento, diventa più che mai fondamentale risparmiare sulla carica. Proprio per questo motivo, è importante orientarsi nel vasto sistema di gestione dei pagamenti, che affianca ai canali tradizionali un vasto ventaglio di nuove possibilità.

In un sistema in cui a parità di energia erogata il conto finale può cambiare in modo sensibile, è fondamentale orientarsi tra le varie possibilità di pagamento che nel mondo dell’elettrico affiancano i sistemi tradizionali.

Ricarica a consumo: la forbice dei prezzi tra App e Carta

L’ansia da ricarica per chi guida un’auto elettrica, come abbiamo visto, ha cambiato pelle: se la ricerca di colonnine è sempre più elementare, orientarsi nella giungla dei pagamenti e delle tariffe richiede una certa attenzione.

Prima ancora di capire quale sia la scelta più economica tra pagamenti con POS e app dedicate, è bene sottolineare che il prezzo finale dell’energia dipende strettamente dalle modalità di ricarica. Se si sceglie una colonnina lenta (in corrente alternata AC), perfetta per soste prolungate, le tariffe per la ricarica elettrica sono tendenzialmente contenute (0,60€ - 0,67€ al kWh), con un ulteriore risparmio sui costi nel caso in cui si avvii la sessione tramite l’applicazione del gestore. Al contrario, le colonnine rapide e ultra-rapide (in corrente continua DC) presentano costi più alti (da 0,70€ a 0,90€), anche in caso di utilizzo delle app dedicate.

Qual è il vantaggio dei pagamenti tramite App

La maggior parte delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche si affida alle grandi aziende dell’energia, come Enel, che vendono la corrente per le vetture esattamente come fanno con le erogazioni per le abitazioni. Le applicazioni dei vari MSP (Mobility Service Provider) sono lo strumento più economico per districarsi tra le colonnine.

L’utente, dopo aver scaricato l’applicazione sul proprio dispositivo mobile, è invitato a creare un profilo e ad associargli una carta di pagamento. La ricarica dell’auto elettrica viene gestita direttamente dall’interfaccia utente oppure avvicinando alla colonnina una tessera dedicata che è collegata allo stesso account.

Queste applicazioni consentono agli utenti di bloccare il prezzo del singolo kWh a condizioni peculiari o agevolate rispetto al mercato. Si connotano dunque come la scelta ottimale per chi utilizza molto l’auto, che ha così accesso a pacchetti mensili che abbattono drasticamente il costo dell’energia. Inoltre, i pagamenti tramite App superano lo scoglio principale dei POS: i costi di transazione. Il pagamento dell’energia è infatti collegato all’account, azzerando in questo modo le micro-commissioni bancarie sul singolo blocco.

Chi preferisce poter gestire il tutto tramite una sola applicazione può optare per gestionali come Nextcharge o a soluzione integrate come MoneyGo e Telepass, che grazie ad accordi con i diversi proprietari delle colonnine consentono di sbloccare reti differenti utilizzando un unico account. Sul piano pratico il vantaggio è evidente, soprattutto nei lunghi spostamenti o nei viaggi all’estero, tuttavia anche in questo caso la comodità si paga: le commissioni di intermediazione possono aumentare il costo del singolo kWh rispetto alla tariffa dell’azienda proprietaria della colonnina.

Perché il pagamento al POS costa di più?

Abbiamo ricordato con nostalgia la praticità del vecchio sistema per il ‘pieno’ di benzina, dinamica ricalcata dalla possibilità di effettuare la carica di energia elettrica tramite pagamenti con POS. Con l’entrata in vigore del regolamento europeo AFIR, le colonnine devono infatti essere munite di lettori di carte di credito, grazie ai quali è possibile fare rifornimento in modo diretto e immediato, riproponendo la stessa semplicità dei distributori tradizionali.

Questa immediatezza dei pagamenti si scontra tuttavia con i costi di gestione della transazione: gli operatori per supportare i circuiti tradizionali si trovano a dover sostenere spese infrastrutturali e commissioni bancarie che si riflettono direttamente sulla tariffa finale. Un account digitale, come abbiamo visto, permette alle società di offrire opzioni e benefit più convenienti per fidelizzare l’utente.

Abbonamenti mensili: il vero risparmio passa dallo smartphone

Seppure le commissioni sulla singola transazione incidono sul prezzo finale della carica, si parla di una questione di centesimi. La vera differenza tra i pagamenti tramite POS e App dedicate risiede proprio nella fidelizzazione.

Le società hanno tutto l’interesse a legare a sé i clienti, offrendo loro programmi fedeltà o sconti percentuali che incidono in maniera sostanziale sulla tariffa base in cambio di un canone mensile. I principali operatori presentano piani di abbonamento che riescono ad abbassare il costo effettivo sotto i 0,45€ al kWh.

Sul piano pratico, la scelta di un metodo al posto di un altro, dipende strettamente dalle necessità del singolo. Come abbiamo visto, il divario tariffario è di qualche centesimo al chilowattora: una cifra minima sulla singola ricarica, ma che può accumularsi sul lungo termine. È il caso di chi non possiede colonnine di ricarica domestiche oppure è costretto a lunghi spostamenti giornalieri, finendo con il dipendere quasi esclusivamente dalla rete pubblica. Per questi automobilisti, la convenienza a sottoscrivere abbonamenti dedicati è più che mai evidente.

Le migliori 3 App di ricarica auto elettriche

Le app di ricarica sono uno strumento essenziale per chi guida un’auto elettrica, scegliere quelle giuste può rivelarsi fondamentale dal punto di vista del risparmio e della praticità. Confrontando tra di loro le applicazioni più scaricate dagli automobilisti, tre app in particolare si distinguono per i loro punti di forza.

Enel X Way

Tra le applicazioni più diffuse in Italia troviamo Enel X Way, nota per la capillarità della rete e la stabilità dei dati in tempo reale. Questa app permette agli automobilisti di localizzare con estrema facilità le colonnine pubbliche, guidandoli poi nel percorso di ricarica tramite un interfaccia elementare. A renderla particolarmente strategica per chi copre lunghe distanze è la possibilità di prenotare i punti di ricarica, così da evitare lunghe attese una volta raggiunte le colonnine.

Plenitude On The Road

Parte del gruppo Eni Plenitude, questa applicazione è pensata soprattutto per chi viaggia su lunghe distanze, grazie alla forte presenza di colonnine fast e ultra-fast e alla possibilità di accedere a una rete ampia e interoperabile. Inoltre, gli utenti hanno la possibilità di confrontare le tariffe e scegliere tra diversi piani di abbonamento in base all’utilizzo.

A Better Routeplanner (ABRP)

Come abbiamo visto, chi guida un auto elettrica ha la necessità di programmare con dovizia di dettagli i propri spostamenti. Con ABRP questo compito non potrebbe essere più semplice, oltre a localizzare le colonnine, l’app calcola i percorsi ottimali tenendo conto del modello del veicolo, dello stile di guida e di variabili esterne come temperatura o vento. Questi dati consento all’applicazione di costruire l’intero percorso in funzione della reale autonomia del veicolo.