15 regioni in zona gialla e 1 in arancione dal 10 gennaio: come cambiano i colori in Italia

Stefano Rizzuti

5 Gennaio 2022 - 10:34

condividi

Da lunedì 10 gennaio quasi tutta l’Italia sarà in zona gialla: dovrebbero essere 15 le regioni nella fascia gialla più una in arancione. Vediamo chi rischia sulla base dei dati Agenas sui ricoveri.

15 regioni in zona gialla e 1 in arancione dal 10 gennaio: come cambiano i colori in Italia

Da lunedì 10 gennaio quasi tutta l’Italia potrebbe essere divisa tra zona gialla e arancione. Solo una cinquina di regioni, infatti, potrebbe mantenere la zona bianca (e, ancora, neanche per loro c’è la certezza).

L’aumento dei contagi ha comportato anche una crescita dei ricoveri in tutto il Paese e le soglie che fanno scattare la zona gialla (e in alcuni casi l’arancione) si avvicinano per tutti i territori.

Attualmente in zona gialla ci sono: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Liguria, Lombardia, Bolzano, Trento, Piemonte, Sicilia e Veneto. Tutte le altre regioni sono in bianco e ancora in nessun territorio è scattato l’arancione (dove sono previste restrizioni sugli spostamenti per i non vaccinati).

Vediamo quali sono i territori che rischiano di passare in zona gialla dalla prossima settimana sulla base dei dati Agenas sull’occupazione dei posti letto ospedalieri per Covid del 4 gennaio e chi potrebbe finire in arancione.

Le regioni che rischiano la zona gialla

Va ricordato che il passaggio in zona gialla avviene quando una regione supera il 10% dei posti letto occupati in terapia intensiva e il 15% in area medica Covid. In zona gialla, comunque, vigono ormai le stesse regole che in bianco.

Quasi certe del passaggio in gialla dal 10 gennaio sono:

  • Abruzzo: 13% intensive e 16% area medica;
  • Emilia-Romagna: 15% intensive e 18% area medica;
  • Toscana: 15% intensive e 16% area medica;
  • Umbria: 12% intensive e 27% area medica;
  • Valle d’Aosta: 12% intensive e 47% area medica.

In queste regioni le soglie sono già state oltrepassate e considerando l’attuale trend sembra difficile poter evitare la zona gialla (servirebbe un netto decremento dei ricoveri). A rischio c’è la Campania, che ha superato la soglia per i ricoveri in area medica (è al 19%) ma che si ferma all’8% con le intensive: se le rianimazioni non dovessero aumentare del 2% in questi due giorni eviterebbe il giallo.

Quali regioni non rischiano la zona gialla

Salvo un aumento esponenziale dei ricoveri dovrebbero restare in zona bianca:

  • Basilicata: 4% intensive e 20% area medica;
  • Molise: 5% intensive e 12% ricoveri;
  • Puglia: 7% intensive e 12% ricoveri;
  • Sardegna: 9% intensive e 9% ricoveri.

Chi rischia di passare in zona arancione

Il passaggio in zona arancione introduce limitazioni maggiori per i non vaccinati rispetto alla fascia gialla e scatta con un’occupazione dei posti letto superiore al 20% in terapia intensiva e al 30% in area non critica Covid. Al momento sembra quasi certo il passaggio della Liguria in arancione dal 10 gennaio: ha superato sia la soglia delle rianimazioni (è al 21%) che quella dell’area medica (31%).

A rischio ci sono anche altri territori in cui, però, la zona arancione potrebbe non scattare già dalla prossima settimana salvo un esponenziale aumento dei ricoveri. In Calabria la soglia in area medica è stata sorpassata (32%) ma in rianimazione resta ancora margine (15%).

Al contrario nelle Marche e a Trento è stata superata la soglia dei ricoveri in terapia intensiva (rispettivamente 21% e 24%) ma non quella in area medica (23% e 19%). Non dovrebbero rischiare, inoltre, le altre regioni in giallo avendo un più o meno ampio margine su entrambe le soglie: Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia e Sicilia.

Vicine alla soglia da arancione per le terapie intensive (tutte al 19%) troviamo invece Bolzano, Piemonte e Veneto. Ma per tutti e tre questi casi c’è ancora margine sui ricoveri ordinari Covid: Bolzano è al 17%, il Piemonte al 24% e il Veneto al 20%.

Sostieni Money.it

Informiamo ogni giorno centinaia di migliaia di persone in forma gratuita e finanziando il nostro lavoro solo con le entrate pubblicitarie, senza il sostegno di contributi pubblici.

Il nostro obiettivo è poterti offrire sempre più contenuti, sempre migliori, con un approccio libero e imparziale.

Dipendere dai nostri lettori più di quanto dipendiamo dagli inserzionisti è la migliore garanzia della nostra autonomia, presente e futura.

Sostienici ora

Iscriviti a Money.it