Le regioni con meno studenti vaccinati: dove le scuole sono più a rischio

Chiara Esposito

22/10/2021

23/10/2021 - 09:15

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Dislivelli nel tasso di immunizzazione nazionale degli studenti; alcune regioni sono indietro mentre altre viaggiano su valori molto incoraggianti.

Le regioni con meno studenti vaccinati: dove le scuole sono più a rischio

La mappatura della copertura vaccinale nelle scuole rivela forti disomogeneità. Alcune regioni sono indietro e a pagarne le conseguenze potrebbe essere l’intera società.

Gli studenti non vaccinati sono ancora tanti e non si tratta di un caso isolato circoscritto a una ristretta porzione territoriale; la disparità ha dimensione nazionale ed evidenzia il forte divario tra le varie zone del Paese.

I report su cui si basa l’indagine tengono conto dell’andamento del fenomeno a partire dall’apertura delle scuole e come, da un mese a questa parte, si sia evoluta la curva vaccinale per i ragazzi tra i 12 e i 19 anni.

Qui di seguito un focus sulle dinamiche delle regioni più arretrate e quelle maggiormente virtuose.

Vaccinazioni studenti: la media nazionale

A un mese dal ritorno in aula è possibile tracciare un prospetto statistico attendibile della copertura vaccinale in ambito scolastico.

Il dato più netto è il seguente: niente ricorso alla DAD per la maggioranza delle strutture didattiche italiane e soprattutto nessun incremento significativo di casi positivi. Nonostante il rientro in presenza al 100%, non sono stati registrati episodi di contagio di massa tra i giovani studenti.

A livello nazionale oltre il 68% dei ragazzi e delle ragazze tra i 12 e i 19 anni ha ricevuto almeno una dose mentre quasi il 66% ha completato interamente il ciclo vaccinale: due su tre. Oltre il 90% del personale, inoltre, è totalmente vaccinato.

Nonostante questi valori appaiano incoraggianti, dobbiamo tenere in considerazione l’andamento delle singole Regioni che per vari motivi non mantengono lo stesso passo. A certificare le distinzioni territoriali è il portale Skuola.net che ha provato a fare il punto della situazione sulle vaccinazioni degli studenti in Italia. I numeri su cui si basano tali valutazioni sono stati forniti dal Governo Italiano e sono aggiornati al 22 ottobre 2021.

Ritorno a scuola e vaccinazioni: le regioni più a rischio

Campanello d’allarme per gli istituti siciliani, liguri e quelli situati in provincia di Bolzano.

Il territorio dove si registra il tasso minore di vaccinazioni è proprio quest’ultimo con il 53,37% degli studenti a cui è stata somministrata una dose, ma solo il 47,65% coperto integralmente.

Si distanziano di poco la Sicilia e la Liguria, regioni in cui la prima dose è stata somministrata, rispettivamente, al 60,66% e al 60,61% dei ragazzi, mentre la seconda è ancora più indietro con un 58,18% e un 59,15% di seconde dosi effettuate.

Le tre chiudi-fila però non si discostano di molto dalle altre zone che si posizionano al di sotto della media nazionale. Tra queste troviamo le Marche con il 61,13% di studenti raggiunti dalla prima dose e il 59,91% dalla seconda; la Valle d’Aosta con 62,02% e 60,46% e il Friuli Venezia Giulia che riporta un 64,15% per la prima dose e il 60,36% con la seconda.

In ultimo, sempre risalendo dal basso la classifica, troviamo la Campania al 63% e la Calabria al 64%. Veneto e Piemonte invece si stabiliscono su quote del 65%.

Copertura ottimale: alto tasso di adesioni in almeno tre regioni

Il ranking però ha anche tre casi di grande virtuosismo ovvero quelli rappresentanti da Sardegna, Molise e Lombardia. Sono queste infatti le regioni più avanti nella vaccinazione degli Under 20.

Come riporta TG Com 24, la Sardegna si attesta al 77,78% di 12-19enni parzialmente vaccinati e il 73,17% con ciclo completato; il Molise raggiunge il 77,24% di prime dosi e 72,05% con la seconda dose e infine la Lombardia che ha vaccinato rispettivamente il ​​74,31% e il 72,17% degli allievi.

Meritevoli di menzione anche Puglia (74,84% e 72,40%), Toscana (73,07% e 69,27%), Emilia Romagna (70,65% e 68,83%) e Abruzzo (70,30% e 66,05%).

Le regioni mancanti all’appello invece occupano posizioni mediane.

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# Scuola

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