Reddito di cittadinanza a più persone: la richiesta dell’UE all’Italia

Reddito di cittadinanza: secondo l’Unione Europea non va abolito, semmai va riformato per raggiungere più categorie di persone vulnerabili.

Reddito di cittadinanza a più persone: la richiesta dell'UE all'Italia

Reddito di cittadinanza da eliminare? No, semmai secondo le raccomandazioni dell’Unione Europea questa misura sarebbe da riformare in modo da raggiungere un maggior numero di persone.

Fin da quando è stato introdotto, il reddito di cittadinanza ha diviso l’Italia: c’è chi ritiene che si tratti una misure strettamente assistenzialistica e che per questo motivo andrebbe eliminata così da poterne riutilizzare le risorse per altre misure, come ad esempio per l’introduzione di nuovi sgravi contributivi sulle assunzioni.

C’è poi la questione dei “furbetti” da considerare, con notizie come quella della truffa allo Stato messa su da più di 100 boss della ‘ndrangheta che di certo non aiutano la reputazione che si ha di questa misura.

Dal Governo, però, continuano a sostenere il reddito di cittadinanza, pur non nascondendo la necessità di una riforma che possa rendere questa misura più funzionale al nostro sistema, anche alla luce delle conseguenze dettate dall’emergenza da COVID-19. Un assist importante al Governo italiano è arrivato dall’Unione Europea; nelle raccomandazioni fatte dall’UE all’Italia, infatti, vi è l’auspicio di un’espansione del reddito di cittadinanza così da includervi altre categorie di vulnerabili.

Reddito di cittadinanza: le richieste dell’Unione Europea

Come prima cosa è bene sottolineare l’importanza delle raccomandazioni dell’Unione Europea, specialmente in questo momento. Come spiegato in questi giorni dal vicepresidente esecutivo della Commissione UE, Valdis Dombrovskis, proprio la realizzazione di queste raccomandazioni potrebbe essere vincolante ai fini dell’accesso al Recovery Fund.

Il Recovey Fund, quindi, potrebbe avere delle condizioni, con i soldi che potrebbero essere vincolanti alla realizzazione di alcune riforme. E tra le riforme suggerite all’Italia dall’UE ci sarebbe quella concernente al reddito di cittadinanza, il quale non dovrebbe essere abolito - come invece richiesto da alcune forze politiche del Paese - bensì allargato.

Secondo le raccomandazioni dettate dall’UE, infatti, il nuovo reddito di emergenza non è sufficiente per dare un sostegno a quelle categorie comunque vulnerabili ma non raggiunte dal reddito di cittadinanza, in quanto si tratta di una misura solamente temporanea.

Reddito di cittadinanza utile per mitigare gli effetti della crisi

Lo strumento su cui puntare, al fine di dare ristoro ai più vulnerabili specialmente in questo periodo di crisi, è il reddito di cittadinanza, almeno secondo le indicazioni dall’UE. Nel dettaglio, tra le raccomandazioni scritte alla luce dell’emergenza COVID-19 c’è quella riguardante un rafforzamento del reddito di cittadinanza, in quanto “il nuovo schema di reddito minimo che l’anno scorso ha fornito benefici a più di 1 milione di famiglie può mitigare l’effetto della crisi”.

Allo stesso tempo, però, secondo l’Unione Europea va migliorata la capacità del reddito di cittadinanza di raggiungere i più vulnerabili, come pure i lavoratori atipici. Semmai, quindi, il reddito di cittadinanza andrebbe ampliato e non abolito come invece sostenuta da una parte della politica, specialmente di destra ma non solo (anche Italia Viva si è detta più volte contraria a questa misura).

Dall’UE, quindi, chiedono di rafforzare il reddito di cittadinanza per raggiungere i più vulnerabili, quelle famiglie che temporaneamente potranno beneficiare del reddito di emergenza ma che tra qualche mese si troveranno senza alcun aiuto.

Una raccomandazione che potrebbe essere vincolante, così come le altre, ai fini dell’accesso al Recovery Fund che all’Italia potrebbe garantire fino a 100 miliardi di risorse utili per uscire dalla crisi e per attuare riforme.

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