Reddito di Cittadinanza: quali sono i bonus con cui si rischia di perderlo

Antonio Cosenza

25/01/2021

25/01/2021 - 13:30

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Il Reddito di Cittadinanza potrebbe decadere a causa di bonus percepiti nel 2019: ecco di quali si tratta.

Reddito di Cittadinanza: quali sono i bonus con cui si rischia di perderlo

Reddito di Cittadinanza: quali sono i bonus con cui si rischia di perderlo?

Solitamente il RdC è compatibile con i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari riconosciuti dalle amministrazioni pubbliche; si contano sulle dita di una mano, invece, le prestazioni che non sono cumulabili con il Reddito di Cittadinanza.

È il caso, infatti, del solo Reddito di Emergenza, misura che ha come finalità proprio quella di dare ristoro - in piena pandemia - a quelle famiglie che per qualche motivo non hanno avuto accesso al Reddito di Cittadinanza.

Per tutti gli altri bonus c’è compatibilità con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza, ma non una piena cumulabilità: nel calcolo dell’importo del sostegno erogato mensilmente, infatti, si terrà conto anche degli altri trattamenti assistenziali e previdenziali erogati dalle amministrazioni pubbliche. Vediamo di quali si tratta e perché questi comportano una riduzione del Reddito di Cittadinanza.

Quali bonus contribuiscono alla riduzione (o alla perdita) del Reddito di Cittadinanza

I bonus percepiti da ognuno dei componenti del nucleo familiare andranno comunicati in sede di DSU. Nell’ISEE, infatti, vanno indicati non solo i redditi soggetti a ritenuta a titolo di imposta (come stipendi e pensioni) e quelli esenti da IRPEF, ma anche i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, percepiti da parte di amministrazioni pubbliche.

Questo significa che nell’ISEE andranno indicate, ad esempio, le seguenti prestazioni:

  • bonus bebè;
  • bonus mamme domani;
  • assegni al nucleo familiare;
  • bonus terzo figlio;
  • NASpI (indennità di disoccupazione);
  • assegno di invalidità civile;
  • assegno di accompagnamento;
  • indennità di frequenza;
  • lo stesso Reddito o Pensione di Cittadinanza.

A tal proposito, ricordiamo che nell’ISEE 2021 vanno comunicate le prestazioni percepite nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019. Solamente nel caso dell’ISEE corrente, invece, si prendono in considerazione le prestazioni riferite al 2020.

Quindi, qualora nel 2019 abbiate percepito una delle suddette prestazioni, o comunque di qualsiasi altro trattamento assistenziale o previdenziale erogato da una pubblica amministrazione, ne dovrete dare comunicazione nella DSU ai fini ISEE 2021.

L’indicatore terrà conto anche di queste prestazioni; maggiore, quindi, sarà l’importo percepito e più alto sarà il valore dell’ISEE, con il rischio che possa persino decadere il Reddito di Cittadinanza (qualora la soglia ISEE sia superiore ai 9.360,00).

Quali prestazioni abbassano il Reddito di Cittadinanza

Nel caso in cui l’ISEE dovesse restare sotto questa soglia, allora il Reddito di Cittadinanza continuerà ad essere riconosciuto, ma sarà comunque ricalcolato tenendo conto dei redditi percepiti nel 2019.

L’importo del RdC, infatti, consiste in un’integrazione del reddito familiare, così da fare in modo che questo possa superare la soglia di povertà (minimo 780,00€ mensile per i nuclei composti da un solo componente, soglia che viene moltiplicata per il parametro di equivalenza nel caso delle famiglie più numerose).

A tal proposito, come stabilito dall’articolo 4, II comma, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013, ai fini del calcolo del reddito familiare si tiene conto anche dei “trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo soggetto ad Irpef”.

Ogni bonus erogato dallo Stato, quindi, potrebbe comportare la riduzione del Reddito di Cittadinanza. L’unico che non risponde a questa condizione è il Reddito di Cittadinanza stesso: anche se l’importo percepito nel 2019 è considerato ai fini ISEE, infatti, non se ne tiene conto ai fini del ricalcolo del sostegno per il 2021.

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