Reddito di cittadinanza e Coronavirus: il centro per l’impiego è aperto?

Reddito di cittadinanza, la fase due rallenta a causa del Coronavirus: cosa succede agli appuntamenti presso il centro per l’impiego?

Reddito di cittadinanza e Coronavirus: il centro per l'impiego è aperto?

Reddito di cittadinanza: cosa succede agli appuntamenti per il Patto per il Lavoro, o anche all’assegno di ricollocazione? Nella giornata di ieri vi abbiamo spiegato che per il pagamento del reddito di cittadinanza non ci sono novità nonostante l’emergenza Coronavirus; tuttavia questa situazione avrà ripercussioni inevitabili sul lavoro di centri per l’impiego e navigator e per questo motivo ci saranno conseguenze per gli appuntamenti già in programma.

Come noto la gestione dei centri per l’impiego è di competenza delle singole Regioni; mentre i navigator fanno capo ad Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro) Servizi. Ogni singola Regione, sulla base dei provvedimenti presi dal Governo, dispone l’organizzazione dei lavori in questa fase di emergenza; spetta ad Anpal Servizi, invece, dare disposizioni a tutti i navigator impiegati sul territorio.

Molti beneficiari del reddito di cittadinanza che nei prossimi giorni hanno un appuntamento programmato presso il centro per l’impiego - molti dei quali per la firma del Patto per il Lavoro - e si chiedono se questo è confermato oppure no.

Fermo restando che per indicazioni più precise dovete chiedere al centro per l’impiego di vostra competenza (vi consigliamo di inviare una mail), vediamo cosa sta succedendo per CPI e navigator in questi giorni di emergenza.

Reddito di cittadinanza: il centro per l’impiego è aperto o chiuso?

Da qualche giorno la maggior parte delle Regioni ha dato disposizione ai centri per l’impiego di restare chiusi al pubblico. Non è quindi più possibile ricevere utenza all’interno dei locali.

Inoltre, in molte Regioni si è deciso di non far andare neppure gli operatori nel centro per l’impiego, dando loro la possibilità - come espressamente previsto dalle norme introdotte dalla Presidenza del Consiglio in questo periodo di emergenza - di lavorare da remoto. Generalmente, quindi, gli operatori del centro per l’impiego sono in smart working, così come i navigator di Anpal Servizi che stanno svolgendo da casa alcune delle funzioni proprie del loro contratto.

Ma attenzione, perché queste disposizioni ovviamente avranno delle ripercussioni sugli appuntamenti già programmati per il reddito di cittadinanza. Appuntamenti che nella maggior parte dei centri per l’impiego sono stati già stati annullati e rinviati a quando le attività riprenderanno regolarmente (dal 6 aprile in poi, salvo nuove disposizioni).

I Patti per il Lavoro, quindi, saranno momentaneamente sospesi, con i beneficiari del reddito di cittadinanza che non rischiano ripercussioni. Resta da capire, invece, cosa hanno deciso le Regioni riguardo al riconoscimento dell’assegno di ricollocazione, lo strumento con cui il beneficiario del RdC che ha firmato il Patto per il Lavoro verrà seguito da un tutor per la ricerca intensiva di un lavoro.

L’ assegno di ricollocazione - che i centri per l’impiego in questi giorni hanno cominciato ad attribuire - impone al beneficiario di scegliere, entro un periodo di 30 giorni, l’ente intermediario presso cui “spendere” questo contributo. Questa scelta può essere fatta direttamente online, oppure avvalendosi del supporto dei centri per l’impiego o dei centri di assistenza fiscale (CAF).

Tuttavia i CPI sono chiusi, così come i CAF; è ovvio quindi che in molti non riusciranno a fare la scelta dell’ente entro il termine di 30 giorni ed è per questo che servirà un provvedimento per far sì che a questi non venga comminata la sanzione prevista, ovvero la perdita del reddito di cittadinanza.

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