Recovery Plan, il piano del Governo Draghi

Violetta Silvestri

17 Febbraio 2021 - 12:27

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Nel suo discorso al Senato, Mario Draghi si è soffermato anche sul Recovery Plan, vero perno del nuovo Governo: qual è il suo piano?

Recovery Plan, il piano del Governo Draghi

Riflettori accesi sul Recovery Plan targato Draghi: cosa ha detto il presidente del Consiglio sul suo piano per i 209 miliardi di euro?

L’ex banchiere è stato chiaro: l’impianto strutturato dal precedente Governo non verrà rivoluzionato. Piuttosto, l’intenzione è rafforzare e rendere più trasparenti gli obiettivi strategici da qui a sei anni.

E implementare, finalmente, la cabina di regia richiesta da Bruxelles, sulla quale Draghi ha idee precise.

Qual è, quindi, il piano del Governo Draghi sul Recovery Plan?

Cosa farà il Governo Draghi con il Recovery Plan

“Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano”: questa la priorità di Draghi sulla stesura del piano nazionale per le risorse europee.

Nello specifico, l’intenzione dell’ex banchiere è dare più solidità e lungimiranza a temi quali (come da lui elencati):

  1. produzione di energia da fonti rinnovabili;
  2. inquinamento dell’aria e delle acque;
  3. rete ferroviaria veloce;
  4. reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica;
  5. produzione e distribuzione di idrogeno;
  6. digitalizzazione;
  7. banda larga e le reti di comunicazione 5G

Come? Draghi ha così spiegato cosa bisognerà evidenziare nel Recovery Plan:

“Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti”

Il tutto, mettendo bene in chiaro sul documento finale anche l’impulso all’occupazione che nei sei anni interessati verrà alimentato dalle riforme.

La spesa pubblica che si innescherà con tale piano, utilizzerà “le leve della ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione.”

Draghi scioglie il nodo sulla cabina di regia

Parole importanti sono arrivate anche sul complesso, e finora irrisolto, tema della cabina di regia che dovrà gestire risorse e coordinamento con le riforme.

Draghi ha sciolto il nodo:

“La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore.”

Tutta istituzionale, quindi, la task force per monitorare l’implementazione del Recovery Plan, con la garanzia che il Parlamento verrà informato su ogni passaggio.

Si risolve, dunque, la questione che aveva provocato i primi malumori tra Conte e Renzi. L’ex presidente del Consiglio aveva presentato una ipotesi di task force più esterna ai ministeri, formata anche da supermanager.

Il Recovery Plan del Governo Draghi, con il discorso di oggi in Senato, assume contorni più definiti. Le prossime settimane saranno cruciali per la stesura dettagliata.

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