S&P a quota 3.000 punti: 3 titoli che hanno contribuito al record

Ieri, grazie all’atteggiamento accomodante del Presidente della Fed, Jerome Powell, si è assistito a una nuova ondata di acquisti di titoli azionari. In questo quadro, l’S&P 500 ha aggiornato i record storici superando la soglia dei 3.000 punti

 S&P a quota 3.000 punti: 3 titoli che hanno contribuito al record

Prosegue la corsa dei futures sui principali indici americani, con l’S&P 500 che ha raggiunto la pietra miliare dei 3.000 punti. A spingere le velleità rialziste sulle azioni americane sono state le parole del Presidente della Fed, Jerome Powell, il quale ha sottolineato il fatto che un taglio del costo del denaro sarebbe sul tavolo.

Per oggi, abbiamo selezionato i tre titoli dell’S&P 500 che si sono distinti per performance positiva:

  • Western Digital: le quotazioni della società ieri si sono apprezzate del 4,97%, segnando la migliore performance dell’S&P500. Dal 17 giugno scorso, i prezzi hanno beneficiato di un rally del 49,24%, recuperando quasi totalmente quanto perso dal 25 aprile 2019. Graficamente, i corsi restano inseriti in un forte downtrend di lungo periodo, e si trovano ora al test della resistenza in area 53,85 dollari. Solo con una violazione decisa di questo livello le quotazioni potranno deteriorare in maniera più significativa il trend ribassista.
  • Align Technology: ieri la società ha chiuso un’ottima seduta con il +4,08%. Dal punto di vista grafico, i rialzi in essere hanno confermato la validità della media mobile semplice a 200 giorni come area supportiva. A spingere il rimbalzo anche nelle prossime sessioni potrebbe inserirsi la divergenza di inversione bullish sull’RSI settato a 14 periodi. Al momento, i corsi sembrano mirare alla resistenza posta a 320 dollari che, se violata, permetterebbe il test dei top del 2019 a 334,64 dollari.
  • DaVita: l’ottimo +4% di ieri fa guadagnare al titolo il terzo posto tra le quotate sull’S&P 500 che ieri hanno avuto le migliori performance. I prezzi hanno tentato di ricoprire il gap down dello scorso 9 luglio, data in cui i venditori hanno incrementato la loro pressione dopo che l’avanzata delle quotazioni non era riuscita a superare l’ostacolo fornito dalla media mobile a 200 giorni. I ribassi in essere hanno convalidato il breakout della linea di tendenza che unisce i minimi del 3 a quelli del 18 giugno 2019. Per una prosecuzione dell’ascesa, è importante che si verifichi il recupero di 57,444 dollari, dove transitano sia la SMA 200 che la trendline menzionata prima.

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