Secondo l’analisi stagionale diffusa da Bank of America e firmata dal tecnico Paul Ciana, il terzo trimestre dell’anno presenta storicamente caratteristiche favorevoli per il Nasdaq 100, per un rafforzamento del dollaro americano e per un calo dei rendimenti obbligazionari globali.
Lo strategist ha esaminato i comportamenti medi degli ultimi decenni e ha individuato una serie di pattern ricorrenti che, secondo la banca, potrebbero ripetersi anche in questo periodo, con possibili similitudini rispetto al terzo trimestre del 2018.Nel dettaglio, il Nasdaq 100 ha chiuso in positivo tutti i terzi trimestri a partire dal 2018, un dato che emerge con particolare forza nel mese di luglio, quando l’indice ha registrato rialzi nel 68 percento delle occasioni con un guadagno medio dell’1,72 percento.
I trade da monitorare
Settembre, invece, si conferma storicamente il mese più debole del trimestre, con performance medie inferiori. Bank of America sottolinea che questo andamento stagionale si inserisce in un contesto di secondo anno del ciclo presidenziale americano, fase che in passato ha coinciso con una minore forza complessiva dei mercati azionari, pur lasciando spazio a performance positive per i titoli tecnologici statunitensi.
Sul fronte valutario, la nota di Bank of America indica che il dollaro tende a rafforzarsi contro diverse valute emergenti durante il terzo trimestre. In particolare, la coppia USD/BRL ha mostrato rialzi in circa due terzi delle occasioni, con un apprezzamento medio del 4,73 percento, mentre la coppia USD/ZAR ha guadagnato in media il 2,74 percento nello stesso arco temporale. Questi movimenti storicamente ricorrenti suggeriscono un possibile sostegno al biglietto verde nei prossimi mesi, in linea con la strategia indicata dalla banca di mantenere una posizione long sul dollaro americano.
Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, Bank of America evidenzia che i rendimenti dei titoli di Stato dei principali paesi sviluppati al di fuori degli Stati Uniti tendono a scendere nel corso del terzo trimestre, soprattutto tra luglio e agosto. I rendimenti dei Bund tedeschi hanno registrato cali nel 64 percento delle volte nel periodo considerato, mentre i rendimenti dei titoli australiani a 10 anni hanno mostrato una discesa in circa il 65 percento delle osservazioni storiche.
leggi anche
Il titolo di Stato romeno in euro al 5,125%. Più rendimento dei BTP, ma con un rischio da non sottovalutare
Il rimbalzo atteso per settembre
Più in generale, i rendimenti globali hanno seguito un percorso di attenuazione per gran parte del trimestre, prima di registrare un rimbalzo tipico nel mese di settembre. Un’ulteriore indicazione emersa dall’analisi riguarda il rame. Secondo i dati esaminati da Bank of America, i prezzi del rame sul NYMEX hanno chiuso in positivo nel 65 percento delle volte durante il solo mese di luglio, con un rialzo medio dell’1,84 percento. Questa stagionalità positiva si affianca alla raccomandazione di privilegiare anche le azioni australiane, che storicamente hanno mostrato una certa resilienza proprio in questo periodo dell’anno.
Bank of America avverte comunque che il quadro complessivo del secondo anno del ciclo presidenziale americano tende a essere più difensivo per l’azionario in senso lato. Per questo motivo la banca suggerisce una posizione long sugli Stati Uniti azionari e sul dollaro, affiancata da una posizione short sui Treasurys americani e sulle materie prime in generale, in modo da sfruttare le dinamiche stagionali più favorevoli individuate per il Nasdaq 100, per il dollaro e per il calo dei rendimenti obbligazionari internazionali.
L’insieme di questi pattern, secondo Paul Ciana, offre quindi un quadro di riferimento utile per orientare le scelte di portafoglio nei prossimi mesi, pur mantenendo la consapevolezza che le performance passate non costituiscono garanzia di risultati futuri e che il mese di settembre resta storicamente il più delicato del trimestre.