Rai Way-EI Towers, stallo sulle valutazioni, ma la proroga è quasi certa. Cosa cambia per gli azionisti

Redazione Money Premium

15/06/2026

Se l’accordo procederà, nascerà un operatore da circa 4 miliardi di enterprise value con benefici in termini di efficienza, innovazione e ritorni per gli azionisti.

Rai Way-EI Towers, stallo sulle valutazioni, ma la proroga è quasi certa. Cosa cambia per gli azionisti

Il settore delle torri di trasmissione televisiva in Italia si trova a un bivio decisivo. Oggi scade il memorandum of understanding siglato a dicembre 2024 tra Rai (azionista di controllo di Rai Way con circa il 65%), F2i (60% di EI Towers) e MFE-MediaForEurope (40% di EI Towers).

L’obiettivo è dar vita a un operatore nazionale unico con circa 4.700 siti e ricavi superiori ai 500 milioni di euro, mantenendo la quotazione in Borsa. Dopo due proroghe (a settembre 2025 e marzo 2026), le trattative entrano nella fase più delicata, con il nodo principale rappresentato dalle valutazioni e dalla governance.

Le fonti finanziarie indicano che le parti stanno lavorando per tenere aperta la partita. Secondo La Stampa, è altamente probabile una terza proroga, anche se breve, oppure un’intesa parziale sulle condizioni per procedere. La scadenza non è considerata “rilevante né ultimativa”, e una comunicazione ufficiale dovrebbe arrivare entro pochi giorni. Sul fronte dei contratti di servizio (MSA), i negoziati hanno già prodotto risultati: le durate sono state allineate fino al 2036, superando parzialmente le differenze tra i termini di Rai Way (fino al 2035) e quelli di EI Towers con Mediaset (2032). Rai spinge per estensioni più lunghe, intorno al 2037, per garantire stabilità al business.

Dati industriali e finanziari delle due società

La combined entity avrebbe circa 4.700 siti e ricavi pro-forma superiori ai 500 milioni di euro annui, creando un campione nazionale nel broadcasting digitale terrestre in linea con le best practice europee. Rai paga oltre 230 milioni all’anno a Rai Way, una cifra superiore a quanto Mediaset versa a EI Towers. L’operazione consentirebbe sinergie su costi operativi (stimati intorno al 10%) e capex (5%), oltre a opportunità di diversificazione in data center e 5G.

Rai Way (quotata) presenta fondamentali solidi: consensus 2026 (aggiornato a maggio) prevede ricavi core intorno a 292 milioni, adjusted EBITDA a 192 milioni, utile netto a 88 milioni e indebitamento netto a circa 178 milioni. Il titolo ha mostrato resilienza, con analisti che vedono nel deal il principale catalyst. EI Towers, non quotata, beneficia di contratti stabili ma affronta una riduzione ricavi nel 2026 per il nuovo accordo Mediaset, con management focalizzato su efficientamento costi.

Le view degli analisti e delle case di investimento

Gli analisti del settore restano complessivamente positivi sul deal, pur riconoscendo i ritardi. Equita SIM vede nell’operazione il principale catalyst per Rai Way: ipotizza un dividendo straordinario di 1,30 euro per azione agli attuali azionisti di Rai Way, seguito da un’aggregazione “carta contro carta” che valorizzi le due società sullo stesso multiplo. La raccomandazione rimane “buy”, con l’aggregazione che renderebbe il titolo ancora più interessante.

Intermonte è ancora più ottimista. Il target price è stato alzato a 7,7 euro (upside significativo), incorporando sinergie del 10% sui costi operativi combinati e del 5% sui capex, oltre a potenziali attività di diversificazione. Su base pro-forma, la combined entity avrebbe un debito netto/EBITDA intorno a 2,3x, con spazio per un re-leverage fino a 3,5x e un dividendo straordinario di circa 400 milioni di euro (circa 1 euro per azione per gli azionisti Rai Way). Nella distribuzione, Rai incasserebbe circa 200 milioni, F2i 90 e MFE 60, più ulteriori 400 milioni per MFE dalla monetizzazione della quota residua.

Websim sottolinea che la proroga di marzo confermava la volontà di procedere, pur richiedendo più tempo per due diligence su concambio, valutazioni, governance e armonizzazione MSA. Il mercato ha storicamente sostenuto l’operazione, vedendola come un passo verso un campione nazionale da circa 4 miliardi di euro di valore enterprise.

Cosa succederà ora

Le probabilità più alte puntano a una proroga tecnica per finalizzare i dettagli, evitando il naufragio di un progetto perseguito da quasi un decennio. Un fallimento riaprirebbe scenari alternativi, come la vendita di una quota di Rai Way superiore al 50%, ma andrebbe contro l’interesse strategico nazionale di avere una rete unica. Le parti, supportate da advisor di primo piano (Citi, Lazard, Mediobanca, Intesa, Unicredit), sembrano motivate a chiudere, anche se con gradualità.

Se l’accordo si concretizzerà, nascerà un player di rilievo europeo nel broadcasting, con benefici per efficienza, innovazione e azionisti. Altrimenti, il settore tornerà a confrontarsi con frammentazione e costi duplicati, in un contesto dove la convergenza tra reti tradizionali e nuove infrastrutture (5G, data center) diventa sempre più urgente. Gli investitori seguono con attenzione: il titolo Rai Way ha reagito positivamente alle notizie di proroga in passato, confermando la view speculativa degli analisti. Il prossimo comunicato delle parti chiarirà se si tratta di un rinvio o di un passo avanti decisivo.

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