Ripple: è tonfo dopo le “strane” richieste ai regolatori

La quotazione di Ripple ha perso quota, mentre la società ha apertamente chiesto alle istituzioni di agire e regolamentare finalmente il fenomeno virtuale. Il punto della situazione.

Ripple: è tonfo dopo le “strane” richieste ai regolatori

La quotazione di Ripple è tornata a perdere terreno dopo le “strane” richieste formulate alle istituzioni britanniche.

La società che sta dietro XRP ha infatti domandato ai regolatori di prendere definitivamente una posizione sulle criptovalute, abbandonando quell’atteggiamento attendista che ha fino ad ora caratterizzato l’azione istituzionale.
Una vera e propria richiesta di maggiore regolamentazione del fenomeno che è già stata identificata come una delle cause del tonfo della quotazione di Ripple osservato nel corso delle ultime ore. Per altri, invece, la flessione ha rappresentato una naturale e momentanea fase di ritracciamento rispetto all’avanzata delle ultime giornate.

Quelle strane richieste che pesano su Ripple

In un’intervista rilasciata a The Telegraph britannico, l’head of regulatory relations della società ha chiesto ai regolatori di rinforzare la normativa sulle criptovalute adottando un approccio simile a quello del Giappone, dove i legislatori hanno già imposto a tutti gli exchange di richiedere adeguate licenze per poter operare legalmente.

“Siamo in un periodo in cui c’è bisogno di maggiore chiarezza, di regole e di certezza. È un buon momento questo per iniziare a rivedere quell’atteggiamento attendista adottato fino ad oggi dai regolatori,”

ha commentato Ryan Zagone.

Perché Ripple vuole norme più stringenti?

Per gli esperti le strane richieste della società hanno frenato l’avanzata della quotazione di Ripple, che dopo aver soltanto sfiorato quota $0,70 si è riportata su quota $0,63. Per molto tempo l’ipotesi di una maggiore stretta normativa globale ha terrorizzato il comparto criptovalute ed è stata identificata come uno dei main driver del crollo di inizio anno.

Oggi però, in piena controtendenza con quella fase di timori, Ripple è arrivata a chiedere una maggiore regolamentazione del fenomeno, giustificando le sue dichiarazioni con la necessità di rendere più sicuro il mercato.

“La regolamentazione crea i guardrail che permettono a nuovi partecipanti, in particolar modo agli investitori istituzionali, di entrare sul mercato”,

ha ribadito Zagone.

La quotazione di Ripple ha messo a segno guadagni strabilianti nel corso del 2017 ed è stata accompagnata dal rally dell’intero comparto. L’impennata del mercato digitale ha però preoccupato quanti hanno identificato nell’assenza di norme ufficiali un forte elemento di vulnerabilità.

In molti si sono tenuti alla larga dal settore poiché poco monitorato dai governi e dalle istituzioni mondiali e proprio per questo le richieste di Ripple, per dirla con le stesse parole del citato Zagone, potrebbero attirare nuovi investitori e perché no potrebbero permettere alle criptovalute di guadagnarsi quella legittimità che hanno fino ad ora cercato.

Nel caso specifico di Ripple, comunque, una maggiore regolamentazione potrebbe anche implementare i servizi per i clienti. xCurrent ad esempio, prodotto aziendale di messaggistica fra banche, è già conforme ai processi normativi esistenti.

“Sulla base delle norme nazionali, Ripple supporta ogni banca nell’identificazione e nella soddisfazione di ogni requisito normativo”,

recita la brochure del prodotto.

Come già accennato, da una parte del mercato le richieste della società sono state identificate come una delle cause della flessione osservata nelle ultime ore. La quotazione di Ripple ha perso circa 5 punti percentuali nell’arco di poche ore, ma è comunque riuscita a recuperare terreno e sta ora scambiando su quota $0,6569.

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