I dati sull’inflazione usciti in Cina pochi giorni fa testimoniano come il gigante asiatico stia entrando in una fase di rallentamento marcato della sua economia, segnalato dall’ingresso in zona deflazione.
C’è però un’azienda in Cina che sembra non risentire del rallentamento della domanda interna e del raffreddamento del commercio internazionale e continua a macinare utili.
Una vera “macchina da guerra”.
Si tratta della cinese ALIBABA (ticker BABA US), che tutti voi conoscete.
Nata dalla mente di Jack Ma nel 1999, oggi è una holding di sei grandi gruppi aziendali e di varie altre attività, con ogni attività che opera con un elevato grado di indipendenza (in questo consiste la grande “ristrutturazione” di cui parleremo più avanti). I sei principali gruppi aziendali sono:
- Taobao e Tmall Group, che comprende Taobao, Tmall, Xianyu, 1688.com (piattaforme di e-commerce);
- Alibaba International Digital Commerce Group, che comprende Lazada, AliExpress, Trendyol, Alibaba.com;
- Local Services Group, che comprende principalmente le attività “To-Home” di Ele.me e “To-Destination”;
- Cainiao Smart Logistics Network Limited;
- Gruppo Cloud Intelligence, che comprende Alibaba Cloud, DingTalk ;
- Digital Media and Entertainment Group, che comprende Youku, Damai e Alibaba Pictures.
Le altre attività comprendono Sun Art, Freshippo, Alibaba Health, Lingxi Games, Intime, Intelligent Information Platform, Fliggy e altre attività.
È quotata anche al NYSE in dollari come ADR e capitalizza attualmente 242mld di dollari. Il termine ADR, American Depositary Receipt, si riferisce a un certificato negoziabile emesso da una banca depositaria statunitense che rappresenta un numero specifico di azioni - di solito un’azione - di una società estera. L’ADR viene negoziato sui mercati azionari statunitensi come qualsiasi azione nazionale.
Stamane, giovedì 10 agosto ha pubblicato i dati trimestrali.
Il gigante cinese dell’e-commerce ha dichiarato che i ricavi sono cresciuti del 14% su base annua nel trimestre conclusosi il 30 giugno. Secondo i dati di Refinitiv (fornitore globale americano-britannico di dati e infrastrutture del mercato finanziario) si tratta del più grande aumento annuale dei ricavi conseguito da ALIBABA a partire dal trimestre conclusosi al 30.9.2021. Poiché l’anno fiscale per Alibaba si conclude il 31.3 di ogni anno, questo pubblicato oggi era il 1° trimestre dell’anno fiscale 2024. Gli analisti prevedono ora che, se le cose continuano così, i dati di fatturato del bilancio fiscale che si chiuderà al 31.3.2024 potranno tranquillamente superare i 130 mld di dollari di fatturato annuo.
Le azioni della società negoziate negli Stati Uniti sono salite del 4,5% nelle contrattazioni pre-mercato di oggi e in apertura del mercato sono arrivate addirittura sopra 100 dollari alle ore 16 italiane, con un rialzo del +5,3% rispetto alla chiusura del giorno precedente, ma il trend proseguirà, perché anche questi prezzi l’azienda non è cara.
Più nel dettaglio, ecco cosa ha realizzato Alibaba nel trimestre di giugno rispetto alle stime di consenso di Refinitiv:
- Ricavi: 234,16 miliardi di yuan cinesi (32,29 miliardi di dollari) contro i 224,92 miliardi di yuan previsti, con un aumento del +14% rispetto all’anno precedente.
- Utile netto attribuibile agli azionisti ordinari: 34,33 miliardi di yuan cinesi contro i 28,66 miliardi di yuan previsti, con un aumento del +51% (!) rispetto all’anno precedente.
Le principali attività di Alibaba, Taobao e Tmall Group, hanno registrato un aumento del 12% dei ricavi rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 114,95 miliardi di yuan nel trimestre di giugno. L’azienda ha notato che l’applicazione Taobao per lo shopping online ha visto gli utenti attivi giornalieri aumentare a giugno 2023 del +6,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Anche la spinta dell’azienda verso i mercati esteri ha dato i suoi frutti: nel trimestre di giugno i ricavi del commercio internazionale al dettaglio sono aumentati del +60% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 17,14 miliardi di yuan.
La domanda internazionale ha anche contribuito a far crescere i ricavi dell’attività logistica Cainiao di proprietà di Alibaba del +34% a 23,16 miliardi di yuan nello stesso periodo.
L’attività cloud di Alibaba ha registrato una crescita dei ricavi del +4% a 25,12 miliardi di yuan.
Certo, è inutile dire che i dati sono buoni anche perché questi risultati trimestrali si confrontano con quelli di un anno fa, quando la Cina era ancora alle prese con la pandemia di Covid-19 e a Shanghai era stato imposto un blocco della circolazione di due mesi.
Tuttavia, ricordiamoci che l’economia cinese ha avuto un andamento contrastante da quando, a dicembre, il Paese ha allentato i rigidi controlli sulla pandemia: gli investitori si aspettavano una forte ripresa, ma la domanda interna dei consumatori è rimasta fiacca. Quest’anno, il PIL del secondo trimestre è risultato più lento di quanto previsto dagli analisti. La Cina ha dichiarato infatti lunedì 16 luglio che il prodotto interno lordo del secondo trimestre è cresciuto del 6,3% rispetto a un anno fa, mancando le aspettative. E anche Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 16 e i 24 anni è stato del 21,3% a giugno, un nuovo record.
Quindi ALIBABA cresce nonostante il contesto interno ed internazionale assolutamente sfidante.
Ma ciò che è più interessante di questa azienda che seguo da tempo è che in tempi molto brevi essa sta affrontando una profonda ristrutturazione.
Negli ultimi mesi infatti Alibaba, con sede a Hangzhou, ha subito importanti cambiamenti.
A marzo, Alibaba ha dichiarato che si sarebbe divisa in quei sei gruppi aziendali totalmente autonomi di cui abbiamo parlato prima, alcuni dei quali avrebbero potuto raccogliere fondi dall’estero e quotarsi in borsa.
Alibaba in particolare ha già dichiarato di voler quotare in borsa la sua divisione di cloud computing.
Non penso che cambieranno molto le cose quando l’attuale amministratore delegato e presidente Daniel Zhang lascerà l’incarico a settembre, pur rimanendo a capo della divisione cloud computing di Alibaba, in vista della quotazione in borsa.
Al suo posto arriverà un vecchio amico di Jack Ma, Eddie Wu, veterano di Alibaba, che gli succederà come amministratore delegato, mentre Joe Tsai assumerà la carica di presidente, ha dichiarato l’azienda a giugno scorso.
“Alibaba ha realizzato un trimestre solido, mentre continuiamo ad attuare la nostra riorganizzazione, che sta iniziando a sprigionare nuove energie e nuova produttività in tutte le nostre attività”, ha dichiarato Zhang in un comunicato di oggi giovedì (se volete il comunicato ufficiale dei risultati trimestrali leggete qui).
Zhang ha poi proseguito così:
“Attraverso questa trasformazione interna, intendiamo catalizzare l’innovazione, soprattutto attraverso sistemi di intelligenza artificiale, promuovere la vitalità della nostra organizzazione e consentire alle aziende del nostro gruppo di concentrarsi sulla crescita a lungo termine. Ci aspettiamo impatti positivi sul fatturato nel medio termine, tra cui il rafforzamento della competitività, la crescita sostenibile secondo parametri ESG e la creazione di valore per gli azionisti”.
È interessante anche ciò che ha dichiarato Toby Xu, Chief Financial Officer di Alibaba Group:
“In questo trimestre abbiamo riacquistato 3,1 miliardi di dollari di ADR, sostenuti dalla continua generazione di un forte flusso di cassa. L’abbondante free cash flow di cui disponiamo e il nostro basso indebitamento in bilancio ci mettono in una posizione eccellente per rafforzare la nostra competitività e cogliere nuove opportunità, anche attraverso acquisizioni di aziende da noi ritenute interessanti”.
GRAFICO A 12 MESI DI ALIBABA
Fonte: Bloomberg
Se vogliamo dare uno sguardo agli indicatori di bilancio, Alibaba appare certamente come una holding con molta liquidità (indice di liquidità corrente pari a 2x cioè gli attivi liquidi sono 2 volte i debiti a breve termine), basso debito (debito/totale attivo=11%) e quotata in borsa con un P/E sicuramente molto allettante (circa 11,5x sugli utili previsti a fine marzo 2024).
Graficamente, come potete vedere dal grafico Bloomberg qui sopra, il titolo fino a ieri, prima della pubblicazione dei dati trimestrali aveva fatto una magra performance dal 1° gennaio a inizio agosto, circa il 7%. Ma da tre settimane viaggia comunque al di sopra della MM 200gg e forse - dopo i dai eccellenti pubblicati oggi - si sta configurando l’inizio di un nuovo trend rialzista di lungo periodo (dopo il “bearish mode” che la affliggeva dai massimi di ottobre 2020 quando quotava oltre 300 dollari).
Un titolo certamente utile per chi vuole puntare sulla solidità e sulla profittabilità di lungo periodo.
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