Questo titolo AI italiano è ancora a -75% dai massimi. Conviene comprare le azioni SECO?

Claudia Cervi

20 Maggio 2026 - 16:37

SECO rimbalza del 4% a Piazza Affari, ma resta ancora a -75% dai massimi del 2021. Conviene comprare il titolo AI italiano? Ecco cosa continua a spaventare il mercato.

Questo titolo AI italiano è ancora a -75% dai massimi. Conviene comprare le azioni SECO?

La trimestrale di NVIDIA riaccende la corsa ai titoli legati all’intelligenza artificiale. Ma dopo il rally gigantesco dei big americani, molti investitori stanno iniziando a guardare altrove: società più piccole, ancora lontane dai riflettori, ma con una forte esposizione all’AI industriale, ai data center e all’edge computing.

Tra queste c’è SECO. Un titolo che a Piazza Affari resta ancora circa il 75% sotto i massimi del 2021, nonostante il ritorno della crescita degli ordini e l’espansione del business software AI.

Nel 2026 i ricavi tornano a crescere, ma SECO resta uno dei titoli tech più deboli del listino italiano. Per capire se il crollo abbia creato davvero un’occasione di acquisto bisogna guardare soprattutto tre elementi: margini, debito e capacità di trasformare la crescita AI in vera generazione di cassa.

Conviene comprare azioni SECO oggi?

Se si guardano i ricavi, il crollo del titolo non è facile da giustificare. Nel primo trimestre 2026 SECO ha registrato 48,5 milioni di euro di fatturato, in crescita del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il business core Edge Computing è tornato a salire dell’8%, dopo mesi complicati per buona parte del settore industriale.

Gli investitori continuano però a concentrarsi soprattutto su Clea, la piattaforma software AI e IoT del gruppo. Nel trimestre ha generato 4,1 milioni di euro di ricavi, con la componente ricorrente in aumento del 20%. È il segmento che il mercato guarda con più interesse, perché nel tempo potrebbe spostare SECO verso un modello meno legato all’hardware e più vicino ai ricavi software ricorrenti. Anche gli ordini sono tornati a crescere soprattutto in APAC ed EMEA e la guidance del secondo trimestre 2026 punta a superare i 50 milioni di euro di ricavi.

Oggi al mercato non basta più sentir parlare di AI per premiare un titolo. Gli investitori vogliono vedere margini solidi, utili in crescita e soprattutto capacità di generare cassa. Nel caso di SECO non ci sono conferme: l’EBIT adjusted è sceso da 4,7 a 4,5 milioni nel trimestre, con margine in calo dal 10,1% al 9,2%. Anche l’utile netto adjusted si è leggermente ridotto.

La crescita c’è, ma non con la forza che il mercato si aspetta da un titolo tecnologico legato all’AI. E questo frena il titolo in Borsa.

Cosa spaventa ancora il mercato

Il dato che pesa di più è probabilmente il debito netto adjusted, salito a 44,1 milioni di euro contro i 37,6 milioni di fine 2025.

Una parte dell’aumento deriva dalla crescita del magazzino. SECO ha accumulato componenti e memorie per coprire la produzione dell’intero 2026, cercando di evitare nuovi problemi nella supply chain. Una scelta comprensibile sul piano operativo. Ma dal punto di vista finanziario, invece, aumenta l’esposizione (e il rischio) nel caso in cui la domanda rallenti o i prezzi dei componenti inizino a scendere rapidamente.

Un timore concreto, soprattutto perché una parte importante della domanda di SECO resta legata alla salute del manifatturiero europeo. Negli ultimi mesi gli indicatori PMI hanno mostrato una ripresa ancora molto disomogenea. Ad aprile 2026 il PMI manifatturiero dell’Eurozona è salito a 52,2, massimo da quasi quattro anni, mentre il PMI composito tedesco è sceso a 48,4, tornando sotto la soglia 50.

L’AI può aprire un nuovo ciclo di investimenti industriali, ma SECO deve ancora attraversare una fase in cui molte aziende europee continuano a frenare ordini, produzione e spesa.

Il titolo potrebbe però tornare interessante se nei prossimi trimestri la crescita degli ordini inizierà a tradursi in margini più forti e maggiore generazione di cassa.

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