È questo che ti impedisce di essere ricco, secondo uno psicologo finanziario

Davide Galasso

4 Gennaio 2026 - 15:37

Qual è il più grande ostacolo al guadagnare con gli investimenti? Secondo un esperto psicologo finanziario, è la paura di sbagliare.

È questo che ti impedisce di essere ricco, secondo uno psicologo finanziario

Quando si parla di soldi, e soprattutto di investimenti, c’è un errore che commettono in molti, spesso senza nemmeno rendersene conto.

Non si tratta di inesperienza, né di mosse rischiose dettate dalla fretta, ma di un atteggiamento mentale, un vero e proprio pregiudizio cognitivo che spinge le persone a rimandare le decisioni finanziarie più importanti della loro vita. Ma di cosa si tratta precisamente?

Secondo Amos Nadler, psicologo finanziario e dottore in neuroeconomia, questo errore - o bias cognitivo - ha un nome ben preciso: avversione alla complessità. Questo è, a suo dire, “il più grande ostacolo alla creazione di ricchezza”, soprattutto per i giovani.

Cos’è l’avversione alla complessità e perché ci “blocca”

L’idea che “investire sia troppo difficile” e di non esserne all’altezza è molto più comune di quanto si pensi. Molte persone, infatti, non iniziano mai a costruire un piano finanziario e rimandano costantemente perché si sentono sopraffatte e confuse da quel vasto insieme di termini tecnici, grafici, sigle e concetti di economia che sembrano riservati a un’élite di esperti.

I risvolti di questi atteggiamenti, però, non sono affatto positivi per il proprio portafogli e contribuiscono a una serie di problemi, tra cui:

  • nessun investimento proficuo;
  • difficoltà nel creare un piano pensionistico;
  • crescita del capitale assente (o quantomeno molto inferiore rispetto alle possibilità reali).

Di conseguenza, è facile pensare come nel tempo tutto questo possa avere un impatto fortemente negativo. “È come andare in palestra per la prima volta, trovarsi davanti ai macchinari e dire: non li so utilizzare, quindi meglio andare via”, spiega Nadler. “Solo che qui, invece dei muscoli, a crescere potrebbe essere il proprio patrimonio”.

Questo fenomeno, quindi, non è altro che la manifestazione nel mondo economico-finanziario di un ostacolo mentale che è possibile incontrare in diversi ambiti e aspetti della nostra vita. L’essere umano, per sua natura, ha paura di cimentarsi nelle attività che ritiene complesse e si tira indietro ancor prima di provarci, anche quando la difficoltà, magari, è solo immaginata. Questo bias cognitivo prende il nome di avversione alla complessità e, secondo il Dr. Nadler, può farci perdere più di qualche buona occasione di guadagno.

La paura di perdere supera quella di guadagnare

L’avversione alla complessità si accompagna spesso a un altro fenomeno psicologico ben noto agli esperti di finanza comportamentale: l’avversione al rischio, principio per il quale - in ottica di guadagno - le persone sono meno propense a rischiare e preferiscono delle somme minori, ma più sicure.

Chi ha messo da parte dei risparmi con fatica ha timore di perderli, e preferisce lasciarli su un conto corrente (pur sapendo che l’inflazione li sta erodendo poco a poco). Il ragionamento più classico è: “preferisco avere i soldi fermi piuttosto che perderli in borsa”, dice Nadler. “Il problema è che, così facendo, non solo non crescono, ma si svalutano”.

Perché l’avversione alla complessità è un ostacolo?

Secondo Amos Nadler, quando si parla di investimenti, il fattore più prezioso non è il capitale, ma il tempo. Possiamo intendere la sua filosofia come un “prima si comincia, più si guadagna”. Questa è, a suo avviso, la regola d’oro della finanza personale.

Il vero problema, quindi, è che molti rinunciano ancora prima di iniziare perché pensano che sia troppo complicato, ma questa paura - data dall’avversione alla complessità - può costare caro. Facciamo un esempio concreto, valido anche per chi investe in Italia:

  • chi inizia a investire 200 euro al mese a 20 anni, con un rendimento medio del 6-8%, può ritrovarsi a 67 anni con oltre 1,2 milioni di euro;
  • iniziando a 25 anni, si scende a circa 830.000 euro;
  • se si aspetta ancora fino ai 30 anni, ecco che la cifra scende ancora, arrivando a circa 547.000 euro.

Si tratta, ovviamente, di stime indicative, ma servono a capire il concetto chiave dell’esperto: rimandare di 5 o 10 anni può significare perdere centinaia di migliaia di euro di ricchezza e questo avviene solo perché ci siamo detti: “meglio di no, non ne capisco abbastanza”.

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