Questo è il Btp migliore per scommettere sul ribasso dei tassi

R. F.

06/02/2024

Con le nuove prospettive di inflazione nell’area euro, questo Btp è l’ideale per scommettere sul ribasso dei tassi.

Questo è il Btp migliore per scommettere sul ribasso dei tassi

L’interesse per i Btp da parte del risparmiatore continua ad essere forte, nonostante le diverse dinamiche che stanno caratterizzando il mercato. Su quale Btp può essere più conveniente puntare in questo periodo, scommettendo su un prossimo ribasso dei tassi?

Talvolta, per interpretare il trend macroeconomico in atto è utile non solo esaminare i dati reali dell’economia (inflazione, disoccupazione, produzione industriale ecc e cc) ma anche i sondaggi. Dei tipici sondaggi attenzionati dagli investitori e dagli economisti sono gli indicatori ISM e gli indicatori PMI, anticipatori del trend economico che si sono dimostrati essere abbastanza solidi nelle loro capacità predittive su una scala di 6-9 mesi futuri.

In area euro un sondaggio cui la BCE assegna molta importanza è il Consumer Expectations Survey. Ebbene, i consumatori della zona euro hanno ridotto le loro aspettative di inflazione nei prossimi 12 mesi, secondo il sondaggio di dicembre della Banca centrale europea pubblicato oggi martedì 6 febbraio, segno che gli sforzi di stretta creditizia della BCE stanno avendo un impatto sulla domanda interna dell’area euro.

Il Consumer Expectations Survey (CES) viene utilizzato dal board of directors della BCE per valutare se la serie più ripida di rialzi dei tassi di interesse che abbiamo avuto nella storia dell’euro abbia convinto finalmente le famiglie e i consumatori in genere che un’inflazione una volta galoppante tornerà all’obiettivo del 2% della BCE.

L’ultimo sondaggio, condotto a dicembre 2023 su un panel allargato di 11 Paesi, ha mostrato che la famiglia media si aspetta che i prezzi aumentino del 3,2% nei prossimi 12 mesi, in calo rispetto al 3,5% del mese precedente (novembre 2023).
D’altro canto, le aspettative di inflazione media nei prossimi tre anni sono rimaste leggermente al di sopra dell’obiettivo della BCE, addirittura salendo leggermente al 2,5% dal 2,4% del sondaggio di novembre 2023.

Inoltre, i risultati dei mesi precedenti sono stati riformulati per includere le risposte di Irlanda, Grecia, Austria, Portogallo e Finlandia, che ora fanno parte dell’indagine. Questi Paesi nei quali vengono effettuate le interviste ai consumatori si uniscono definitivamente a Belgio, Germania, Spagna, Francia, Italia e Paesi Bassi, portando la copertura del sondaggio al 96% del PIL dell’area dell’euro e al 94% della sua popolazione.

Il C.E.S. è un contributo importante alle deliberazioni della BCE perché le aspettative di inflazione delle famiglie possono influenzare la domanda salariale, il livello delle retribuzioni, e, più in generale, l’atteggiamento nei confronti del risparmio e della spesa mensile in beni e servizi effettuati dalle famiglie. Questo indicatore si differenzia quindi notevolmente dall’indicatore PMI (Purchasing Manager Index) perché quest’ultimo ha come universo dei sondaggi le interviste alle industrie, e precisamente ai direttori d’acquisto delle imprese.

Sembra quindi - osservando i dati del PIL dei singoli Paesi europei recentemente pubblicati - che l’area euro possa nel 2024 evitare la recessione – Germania a parte – cioè quel calo del PIL che molti paventavano a fine 2023, spaventati dalla rigidità mentale della Lagarde e contemporaneamente subire una riduzione dell’inflazione.

Il terreno ideale per investire in azioni (se si evita la recessione si salva la profittabilità delle imprese e quindi i bilanci rimarranno solidi, migliorando il premio al rischio delle azioni sui bond) ma anche il terreno ideale per investire in obbligazioni. Se scendono i tassi di inflazione, scendono anche i tassi di interesse favoriti da una corsa al rialzo dei prezzi dei bond: gli investitori anticipano sempre un rendimento a scadenza del bond che deve essere in linea con le aspettative future di inflazione. Ciò che conta infatti è il rendimento reale del bond (rendimento nominale al netto della inflazione futura), che deve essere sempre positivo.
Se scende l’inflazione anche i tassi di interesse devono scendere perché comunque permangono i margini per mantenere appetibile il rendimento reale in territorio positivo.

E poi c’è la politica monetaria della BCE che, se inizia ad essere distensiva (forse Lagarde annuncerà il primo taglio dei tassi in estate), influenza pesantemente il tratto a breve della curva dei rendimenti (diciamo il segmento che va dal tasso overnight al tasso a 2 anni), e in un certo modo anche il tratto a lungo termine della curva dei rendimenti.

Già da molto tempo (direi da settembre 2023) il sottoscritto consiglia al lettore di Money.it il posizionamento del proprio portafoglio obbligazionario sulla parte lunga della curva, diciamo il tratto dai 10 anni ai 30 anni, proprio perché il rally dei bond, in fase di calo dei rendimenti, è di solito più marcato nei bond extra-lunghi che non nei bond apparteneti alla “pancia” della yield curve (5-7 anni).

Non sempre è così, ma per il 2024 credo che sarà così. Se volete avere capital gain interessanti meglio acquistare un 2033 o un 2053 che non un 2029. Coerentemente con le vostre disponibilità finanziarie e con la vostra propensione al rischio: se le previsioni sin qui esplicitate infatti non si avverano si va incontro a perdite potenziali sui bond a 30 anni che sono importanti. Investite dunque in duration se ve lo potete permettere, emotivamente ed economicamente. Se avete un orizzonte temporale del vostro investimento molto breve, lasciate perdere i bond a 30 anni e compratevi dei bot a 3 mesi che comunque offrono ancora un rendimento reale positivo.

Oggi parleremo di un Btp appartenente al tratto extra-lungo della curva dei tassi italiana che è il Btp 4,15% 1.10.2039, ovvero un Btp a 15 anni.

Alle ore 12 del 6 febbraio quota 99 cents per un rendimento lordo a scadenza del 4.28%.

Lo spread con il Bund tedesco in questo tratto di curva è pari a +175bps se confrontiamo il Btp 2039 con il Bund 1% 15.5.2038. Perché parliamo di spread? Ne parliamo perché oltre alla discesa dei tassi in europa dobbiamo fare delle ipotesi di base sulla stabilità degli spread di credito all’interno dell’area euro. Cioè dobbiamo ipotizzare che il differenziale tra i rendimenti del Btp e del Bund a 10 anni rimanga schiacciato sui livelli attuali o poco più. Se infatti i tassi scendessero in area euro ma lo spread Btp-Bund salisse il gioco “è a somma zero” in termini di rally del Btp: di tanto scendono i tassi ma di tanto si alza lo spread e quindi il rendimento teorico del Btp rimane quello, e il prezzo rimane fermo anche in fasi di discesa dell’inflazione.

Ma a mio parere il rialzo dello spread Btp-Bund in modo significativo non avverrà.

Nella tabella sottostante elaborata grazie a Bloomberg si può vedere che sul tratto a 10 anni, con 155 bps ad oggi, siamo tornanti al livello di spread della primavera 2023. Non credo che nel 2024 ritorneremo ai 250 bps della primavera 2022, perché quello era un periodo turbolento, in piena guerra di politiche monetarie fra le banche centrali, quando Fed, BCE e BoE facevano a gara tra chi rialzava di più e più velocemente, e in quel periodo chi ne subiva di più le conseguenze era ovviamente il Btp italiano, dato l’alto livello del rapporto debito/PIL dell’Italia rispetto alla Germania.

Mi aspetto quindi che - in tempi in cui le banche centrali faranno la guerra opposta a chi ribassa i tassi più velocemente nel 2024 - lo spread rimanga stabile nel corridoio 150-170 punti base, piu verso la parte bassa del corridoio (150 bps) che non verso la parte alta (170 bps).

Tornando al Btp 4,15% 1.10.2039, dal calcolatore a mia disposizione rilevo che ha una Modified Duration di 11,2%, cioè il bond può salire di prezzo dell’11,2% se i rendimenti di mercato scendono di 100bps (cioè dell’1% in quel tratto di curva dei tassi).

In soldoni, se lo yield a scadenza scende dal 4.28% attuale al 3.28% futuro, vuol dire che il prezzo che segnerà sul mercato il Btp 2039 sarà salito a 110.90 cents. Tuttavia non credo che a fine 2024 la discesa dei rendimenti sui 15 anni di durata sarà stata così brusca.

Diciamo che mi aspetto una discesa più “prudenziale” di -50 bps, perché quando la BCE avrà finito di tagliare i tassi si affacceranno sul mercato aspettative di nuova crescita economica futura, spinta dalla politica monetaria espansiva, e quindi andranno a controbilanciare le aspettative di discesa dell’inflazione.

Ebbene, anche di fronte ad una discesa dei tassi di mezzo punto, cioè dal 4.28% al 3.78% il rialzo in termini di prezzo del bond in questione sarebbe a 104.75 cents, cioè un capital gain di quasi 6 figure intere rispetto ai 99 cents che vale oggi. Una opportunità da non perdere se credete alla discesa dei tassi.

Rendimento del Btp 10 anni (linea bianca) e del Bund 10 anni (linea gialla) dal 2020 ad oggi. Nella tabella sottostante: spread di rendimento Btp 10y - Bund 10y dal 2020 ad oggi Rendimento del Btp 10 anni (linea bianca) e del Bund 10 anni (linea gialla) dal 2020 ad oggi. Nella tabella sottostante: spread di rendimento Btp 10y - Bund 10y dal 2020 ad oggi Fonte: Bloomberg

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