Questo BTP può rendere oltre il 91%. Ora è a sconto, ma occhio ai rischi

Claudia Cervi

25 Marzo 2026 - 10:29

Un BTP che può rendere il 91% ma anche perdere fino all’8% in pochi giorni. Ecco cosa sta succedendo con spread, CDS e rialzo dei rendimenti e quanto puoi guadagnare (o rischiare davvero).

Questo BTP può rendere oltre il 91%. Ora è a sconto, ma occhio ai rischi

Un BTP che a scadenza può arrivare a rendere il 91% attira subito l’attenzione. Ancora di più se il prezzo è lontano da quota 100 e, dopo un calo del 7% in pochi giorni, sembra offrire un punto d’ingresso interessante. Solo che è proprio qui che molti rischiano di sbagliare timing. Perché se è vero che il prezzo è apparentemente in saldo, occorre capire cosa sta succedendo sul mercato. Dove il livello di rischio sta salendo velocemente.

Da quando la tensione in Medio Oriente ha riportato il petrolio al centro della scena, i rendimenti hanno ripreso a salire. Il BTP decennale è tornato vicino al 4%, un livello che non è solo tecnico ma racconta un cambio di scenario. Più inflazione attesa, più incertezza, più premio per il rischio. E, in questi casi, i titoli di Stato più lunghi sono i primi a subire il colpo e i primi ad essere scaricati. Bisogna dunque essere bravi a capire se lo sconto sia effettivamente un’opportunità o semplicemente il nuovo prezzo di equilibrio.

Non basta chiedersi quanto si può guadagnare se tutto va bene. Serve calcolare quanto si può perdere, soprattutto in un mercato che sta cambiando con estrema rapidità.

Quanto puoi guadagnare davvero con questo BTP (simulazione reale)

Immaginiamo di aver investito 20.000 euro a inizio anno sul BTP 2045 con cedola lorda all’1,5%, quando il prezzo si muoveva intorno a 66. Un livello che già allora sembrava scontato, dopo mesi di pressione sui titoli più lunghi. Con quella cifra si portava a casa un nominale vicino ai 30.000 euro.

Oggi quel prezzo è sceso a 63. Significa che in poche settimane il valore dell’investimento si è ridotto di circa il 5%, poco più di 900 euro. È il primo segnale da tenere a mente. Questo tipo di titolo non si muove lentamente. Quando il mercato cambia direzione, lo fa in modo rapido e spesso violento.

Eppure il ragionamento che attira molti investitori resta valido. Se il titolo viene portato fino a scadenza, aprile 2045, il rimborso avviene a 100. Su un nominale di circa 30.000 euro significa incassare oltre 10.000 euro di guadagno in conto capitale. A questo si aggiungono le cedole, circa 450 euro lordi all’anno per quasi vent’anni, per un totale che supera gli 8.500 euro.

Il risultato finale supera i 38.000 euro complessivi a fronte dei 20.000 investiti. Ed è da qui che nasce quel rendimento potenziale di circa il 91%.

Ma è proprio qui che il quadro si complica. Perché questo rendimento esiste solo se il titolo viene tenuto fino alla fine e se lo scenario non peggiora ulteriormente. Nel frattempo il prezzo continua a muoversi ogni giorno e lo fa con una sensibilità molto più alta rispetto a un BTP decennale o di breve termine.

Quanto puoi perdere se i rendimenti continuano a salire

Il BTP 2045 ha una duration elevata e una cedola molto bassa. Questo lo rende estremamente sensibile ai movimenti dei rendimenti. Quando il BTP decennale sale, come sta accadendo ora con il ritorno al 4%, l’intera curva si sposta verso l’alto. E i titoli più lunghi amplificano il movimento.

Il segnale che il mercato sta prezzando più rischio è ben evidenziato dallo spread BTP-Bund che si è allargato e dai CDS sull’Italia, tornati a salire. Ed è esattamente in queste fasi che la volatilità torna a livelli simili a quelli visti nel 2022.

Il problema non è solo che i prezzi scendono. È quanto velocemente possono farlo. Quando i tassi salgono rapidamente, entra in gioco la convessità. Le perdite non sono lineari, tendono ad aumentare con il movimento. Anche variazioni limitate dei rendimenti possono tradursi in cali molto più ampi del prezzo.

Se il rendimento del BTP decennale dovesse salire dal 3,85% al 4,20%, quindi appena 35 punti base, un titolo come il BTP 2045 crollerebbe del 6,6% circa (in base alla duration modificata). Tenendo conto della convessità, però, può perdere tra il 7% e l’8% in tempi molto rapidi. Non in anni. Anche in pochi giorni, se il movimento è violento.

Su un investimento da 20.000 euro significa una perdita potenziale tra i 1.400 e i 1.600 euro. E senza che sia cambiato nulla nel titolo. Solo nelle aspettative del mercato. È questo il passaggio che molti sottovalutano.

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