Queste stanze da 5 metri quadrati fanno guadagnare 56.000 euro al mese

Ilena D’Errico

6 Aprile 2026 - 20:27

Il caro affitti passa anche da nuovi sistemi di affitto, dove singole stanze possono far fruttare migliaia di euro al mese.

Queste stanze da 5 metri quadrati fanno guadagnare 56.000 euro al mese

Il problema del caro affitti sta crescendo sempre di più in tutta l’Europa, con una pressione altissima soprattutto nelle grandi città. Il mercato delle stanze in affitto è particolarmente colpito, ponendosi come unica soluzione per tantissime persone, specialmente coloro che si spostano per studio o lavoro (ma non solo). Come stiamo osservando negli ultimi anni, però, anche l’affitto di una singola stanza, magari pure in condivisione con dei coinquilini, sta diventando insostenibile. Mentre le stanze si fanno sempre più piccole i canoni lievitano, registrando una nuova impennata anche quest’anno, come se non fosse già colpito duramente dal resto dei prezzi.

Nel frattempo, le città più popolose continuano a riempirsi di b&b e strutture ricettive analoghe, pensate proprio per l’ospitalità limitata a qualche notte e dunque ancora più care. Così, gli immobili a disposizione per viverci in pianta stabile sono più ricercati dell’oro e tutti gli europei stanno affrontando delle grandi difficoltà. Anche per i proprietari immobiliari non è facile investire al meglio in questo contesto, soprattutto per la fase di acquisto, ma una singola stanza collocata in zone cittadine strategiche può fare la differenza e fruttare più di un’azienda. E se pensiamo che il problema sia solo in Italia sbagliamo di molto, come ci dimostra un caso record della Polonia. Qui, delle stanze da appena 5 metri quadri stanno facendo guadagnare oltre 56.000 euro al mese. Nessun inganno, ma solo un elevato flusso di ospiti e una collocazione funzionale. Ecco come funziona.

Le stanze polacche da 5 metri quadri che fanno guadagnare più di 56.000 euro al mese

L’impennata degli affitti brevi e dei b&b riguarda prettamente le grandi città, ma non esclude i centri più piccoli se c’è un’elevata domanda. Il caso polacco è emblematico in tal senso, perché il complesso residenziale da capogiro si trova in un piccolo Comune nei pressi di Wroclaw. Il fenomeno ha assunto dimensioni tali da richiamare l’attenzione delle autorità e delle associazioni di categoria, preoccupate per gli effetti a danno dei cittadini e del territorio. Di fatto, questo modello di business potrebbe presto essere ristretto da un intervento legislativo ad hoc, ma procediamo con ordine. Il sistema che si sta diffondendo in Polonia è estremamente semplice: un investitore acquista un immobile svalutato, a prescindere dalle ragioni, lo sistema e divide in più stanze possibili.

Così, moltiplica le possibilità di guadagno perché, come sappiamo, il canone per una stanza non è proporzionale a quello dell’intera abitazione. Il caso portato in esempio riguarda un immobile diviso in ben 16 case di legno da 100 metri quadri, derivanti quindi da un edificio piuttosto grande. Questo complesso ospita ben 300 persone al mese, ognuna delle quali corrisponde quasi 190 euro (800 zloty) per un totale di quasi 57.000 euro mensili. Ci sono quindi fino a 18/19 ospiti per stanza, con uno spazio abitabile di circa 5 metri quadrati a testa.

Lo stesso modello viene replicato anche su abitazioni più piccole, generando guadagni ingenti. Si trovano sempre persone disposte a pagare queste cifre, elevate in proporzione alla casa ma nel complesso contenute, per la vicinanza ai centri urbani dove i prezzi sono alle stelle. Gli inquilini, inoltre, sono per lo più lavoratori stranieri, molti provenienti dall’Ucraina, con poco margine negoziale. Le autorità stanno intervenendo per porre un freno a questo modello, che al momento è privo di controlli adeguati, collocandosi in un livello intermedio tra l’affitto residenziale e il dormitorio. Ciò significa che non sono assicurati gli standard di sicurezza per gli ospiti, cominciando dal numero massimo di inquilini e dalle condizioni generali dell’immobile. In Italia mancano ancora alcune regole specifiche, ma l’affitto delle stanze non è lasciato al caso, nemmeno per quanto riguarda le dimensioni minime.

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