Queste banche richiedono una dichiarazione di origine dei fondi per importi oltre i €5.000

Alessandro Nuzzo

12 Gennaio 2026 - 19:32

In Bulgaria è partita la transizione all’euro come moneta ufficiale e le banche chiederanno una dichiarazione di origine dei fondi.

Queste banche richiedono una dichiarazione di origine dei fondi per importi oltre i €5.000

Dal 1° gennaio in Bulgaria è entrato ufficialmente in vigore l’euro come moneta unica al posto del lev bulgaro. Il tasso di cambio è stato fissato a 1,96, ovvero 1 euro equivale a 1,96 lev. È così scattata una vera e propria corsa agli sportelli bancari per convertire la vecchia valuta nazionale. Secondo le informazioni che arrivano da Sofia, nella prima settimana lavorativa di gennaio le banche hanno accettato oltre 2,5 miliardi di lev. Solo nei giorni 5 e 6 gennaio sono stati serviti circa 240 mila clienti nelle filiali. Sempre nei primi due giorni lavorativi del mese sono stati effettuati 1,5 milioni di prelievi dagli sportelli bancomat, per un totale superiore ai 300 milioni di euro, oltre a 6 milioni di transazioni tramite POS per circa 150 milioni di euro.

Una corsa all’euro che ha messo in difficoltà il sistema bancario, al punto che molte banche hanno segnalato una carenza di banconote e monete in euro sufficienti da immettere immediatamente in circolazione.

In Bulgaria è già in vigore una normativa particolarmente rigida in materia di antiriciclaggio. In genere, per versamenti o trasferimenti di somme superiori a 10.000 euro, è richiesta una dichiarazione sull’origine dei fondi. Con il passaggio all’euro, tuttavia, le banche bulgare avranno l’obbligo di richiedere questa dichiarazione per importi superiori a 5.000 euro. La decisione è stata presa dopo un confronto con le autorità di regolamentazione ed è stata annunciata dalla presidente dell’Associazione delle banche bulgare, Petya Dimitrova.

Il chiarimento si è reso necessario dopo che alcune banche avevano rifiutato il cambio anche per importi inferiori ai 5.000 euro in assenza di una dichiarazione preventiva sull’origine del denaro. Proprio per evitare interpretazioni arbitrarie, si è deciso di intervenire a livello normativo, stabilendo che la dichiarazione debba essere richiesta esclusivamente per il cambio da lev a euro oltre la soglia indicata. Dimitrova ha inoltre precisato che le banche non applicano commissioni per il cambio in euro e che, nei casi in cui siano state richieste, si è trattato di errori dei dipendenti: le somme indebitamente addebitate sono già state rimborsate ai clienti interessati.

Cos’è una dichiarazione di origine dei fondi

La dichiarazione sull’origine dei fondi resta comunque uno strumento fondamentale per contrastare il riciclaggio di denaro. Prima dell’introduzione dell’euro, in Bulgaria era generalmente richiesta per depositi o trasferimenti superiori a 10.000 euro; ora la soglia è stata abbassata a 5.000 euro per le operazioni di cambio. Si tratta di una dichiarazione scritta in cui il cittadino specifica la provenienza del denaro contante, che può derivare, ad esempio, dalla vendita di beni, da eredità, da prestiti bancari o dall’accumulo di risparmi nel tempo.

È essenziale che il dichiarante fornisca tutta la documentazione utile a dimostrare la legittima provenienza dei fondi: contratti di vendita, certificati di eredità, documentazione bancaria, estratti conto, buste paga o dichiarazioni dei redditi. In questo modo il cittadino può attestare correttamente l’origine del denaro e procedere senza problemi al cambio da lev a euro. In assenza di tale documentazione, nel rispetto delle norme antiriciclaggio, è difficile che le banche autorizzino l’operazione.

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